• loewe-craft-prize-2019-winner-Genta-Ishizuka

    Tra sperimentazione e virtuosismo. Il vincitori e (alcuni) finalisti del Loewe Craft Prize 2019

    Tra sperimentazione e virtuosismo.
    Il vincitori e (alcuni) finalisti del Loewe Craft Prize 2019

    Sono stati annunciati i premiati del prestigioso Loewe Craft Prize, uno dei più importanti concorsi internazionali dedicati all’artigianato di alto livello. Quest’anno sono state oltre 2500 le candidature sottoposte a una giuria di esperti, che dopo aver selezionato una rosa di 29 finalisti ha decretato vincitori. Per l’edizione 2019 il vincitore è Genta Ishizuka con una scultura dal titolo ‘Surface Tactility #11’. Due menzioni speciali sono inoltre state assegnate a Harry Morgan per ‘Untitled’, Dichotomy Series e a Kazuhito Takadoi per ‘KADO (Angle)’.

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    Sopra e in copertina: Genta Ishizuka ,Giappone, ‘Surface Tactility #11’.
    Materiali: Urushi (tecnica di laccatura), palline di polistirolo espanso, tela di lino.
    Usando il semplice motivo di un sacchetto di arance come punto di partenza, Ishizuka ha elevato questa umile forma attraverso l’uso esperto della lacca. La tecnica della lacca Urushi è stata svilippata in Giappone tra il VII e l’VIII secolo.

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    Harry Morgan, Regno Unito, ‘Untitled’ da Dichotomy Series
    Materiali: vetro e cemento. Il lavoro di Harry Morgan inverte le regole della fisica creando oggetti che sono completamente controintuitivi. Facendo riferimento alla brutalità dell’architettura e al vetro soffiato veneziano, una pesante massa di cemento è posata sopra un blocco di eterei filamenti di vetro. L’opera di Morgan stabilisce una potente relazione tra i due materiali contrastanti che si fondono per diventare un’unica forma.

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    Kazuhito Takadoi, ‘KADO (Angle)’
    materiali: Ramoscelli di biancospino, spago di lino cerato.
    Lavorando con la materia organica coltivata da lui stesso, Takadoi cuce rami, erbe e canne per creare forme che cambiano man mano che il materiale matura ed evolve. Il lavoro di Takadoi si distingue per la volontà di mettere in gioco concetti che ruotano attorno al vuoto più che al pieno e all’ombra più che alla luce.

    I premi sono stati assegnati dalla giuria a tre oggetti che non svolgono alcuna funzione, e che per questo si avvicinano più al concetto di opera d’arte che a quello di ‘oggetto artigianale’ tradizionalmente inteso. La loro bellezza è nella maggior parte dei casi il prodotto di sperimentazione (che d’altro canto deriva sempre da una conoscenza profonda dei materiali ) e di virtuosismo artigianale. Il sentimento di meraviglia che ciascuna delle opere suscita prescinde da riflessioni più profonde, accade e basta, ma subito dopo, a una osservazione più attenta, ognuno degli oggetti ci rivela i processi raffinatissimi di trasformazione della materia, la sapienza nell’applicazione di tecniche, antiche o sconosciute, e il tempo dilatato che ha inevitabilmente incorporato, e che ci restituisce.

    Alcune informazioni sul premio
    Il LOEWE Craft Prize vuole riconoscere e sostenere il lavoro degli artigiani di qualsiasi età che dimostrino un’eccezionale capacità di creare oggetti di valore estetico superiore. L’obiettivo della Fondazione è di mettere in luce il contributo dell’artigianato alla cultura del nostro tempo.
    Tutte le candidature devono rientrare in un ambito delle arti applicate: ceramica, legatoria, smalto, gioielli, lacca, metallo, mobili, pelle, tessuti, vetro, carta, legno. Deve essere un lavoro originale, fatto in tutto o in gran parte a mano, ed essere stato realizzato nei cinque anni precedenti all’edizione del premio. Gli oggetti devono essere unici nel loro genere, non avere vinto altri premio in precedenza, dimostrare intento artistico.
    Il premio per il vincitore è di 50.000 euro. L’opera vincitrice selezionata dalla giuria, così come i lavori dei finalisti selezionati dal gruppo di esperti, vengono inclusi in una mostra e in un catalogo.

    La giuria del LOEWE Craft Prize 2019 era formata da:
    – Anatxu Zabalbeascoa, giornalista di El Pais, esperta di architettura e design.
    – Benedetta Tagliabue, architetto e membro della giuria del Pritzker Prize.
    – Deyan Sudjic, Direttore del Design Museum di Londra
    – Enrique Loewe, presidente onorario LOEWE FOUNDATION.
    – Hong Nam-Kim, Presidente di National Trust of Korea.
    – Jennifer Lee, vincitrice della seconda edizione del LOEWE FOUNDATION Craft Prize
    – Jonathan Anderson, direttore creativo di LOEWE .
    – Naoto Fukasawa, Designer e Dirttore del Japan Folk Crafts Museum.
    – Patricia Urquiola, architetto e industrial designer.
    – Wang Shu, Architetto e membro della giuria del Pritzker Prize.
    – Wolfgang Lösche, Monaco.

    Selezione delle opere dei finalisti

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    Giovanni Corvaja, Italia, ‘Mandala bowl’
    Materiale: Oro 18 carati.

     

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    JingFeng Fang & Mi Dong, China,  ‘Hui ‘
    Materiale: Ceramica.

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    Sachi Fujikake, Giappone, ‘Vestige’
    Materiale: vetro

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    Junko Mori, Regno Unito, ‘Propagation Project; Nigella Chrysanthemum’
    Materiali: Acciaio dolce forgiato con rivestimento ceramico

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    Minhee Kim, Corea,  ‘Funeral Clothes for the Women’
    Materiale: tessuto.

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    Deloss Webber, Stati Uniti, ‘Geisha Handbag Series’, borse
    Materiali: Granito, bamboo Susatake, rattan, alghe, pigmenti

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     Youngsoon Lee, Corea del Sud, ‘Cocoon Top Serie 1’
    Materiali: carta di gelso coreano (vecchi libri)

    Immagini, coutesy of Loewe – http://craftprize.loewe.com/en/home

     

     

  • Fond-Cartier-Paris-Trees-cassio-vasconcellos-a-picturesque-voyage-through-brazil-37-2015

    Noi Alberi, una mostra alla Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi

    Se avete in programma un viaggio a Parigi nei prossimi mesi non perdetevi “Nous les Arbres” (Noi Alberi), la mostra che la ‘Fondation Cartier pour l’art contemporain‘, allestisce dal 12 luglio al 10 novembre 2019.

    in copertina: Càssio Vasconcellos, a pictoresque voyage through Brazil #37, (viaggio pittoresco attraverso il Brasile) 2015. Courtesy of the artist and Galeria Nara Roesler, São Paulo, Brazil © Càssio Vasconcellos

    Le opere e le ricerche di artisti, botanici, architetti e filosofi sono riunite in una mostra che intreccia percorsi di conoscenza estetici e scientifici, rivelando la bellezza e la ricchezza biologica di questi grandi protagonisti del mondo vivente, minacciati oggi da un processo di deforestazione su vasta scala. Negli ultimi anni gli alberi sono stati oggetto di studi che ne hanno evidenziato la capacità di memorizzare, di comunicare, di vivere in simbiosi con altri esseri viventi, rivelando un’ intelligenza che potrebbe aiutarci a risolvere molti dei problemi ambientali del nostro tempo.
    Attraverso disegni, dipinti, fotografie, film e installazioni di artisti e studiosi provenienti da tutto il mondo, la mostra si sviluppa secondo fili narrativi che vanno da dalla conoscenza degli alberi- attraverso la botanica e le nuove frontiere della biologia vegetale – alla ricerca estetica fino alla riflessione sul tema della deforestazione raccontata attraverso osservazioni documentali e testimonianze pittoriche.
    Tra le opere più interessanti in mostra da segnalare il progetto di Stefano Mancuso, botanico e pioniere della neurobiologia vegetale, che in collaborazione con Thijs Biersteker ha creato un’installazione per “dare voce” agli alberi, attraverso una serie di sensori che rivelano le loro reazioni all’ambiente.
    Un’altra figura che ha un ruolo importante nella mostra è il botanico itinerante Francis Hallé, i cui taccuini, densi di accurati disegni, rappresentano un perfetto incontro fra rigore scientifico e sensibilità artistica. Al centro della mostra si trova la riflessione sul rapporto tra uomo e alberi narrata dal film di Raymond Depardon, nel quale i platani e le querce che ombreggiano le piazze dei villaggi sono raccontati dagli abitanti che con loro hanno condiviso molti ricordi.
    Tra gli altri contributi in mostra da segnalare il lavoro di Fabrice Hyber, che ha piantato circa 300.000 semi di alberi in Vandea e che attraverso i sui dipinti ci offre un’osservazione poetica e personale del mondo vegetale, i paesaggi lussureggianti dipinti dell’artista brasiliano Luiz Zerbini e “L’architettura degli alberi”, l’inventario redatto dall’architetto Cesare Leonardi in collaborazione con Franca Stagi, che offre un prezioso strumento per la progettazione del verde. Il dramma della deforestazione, testimoniato dal film ‘EXIT’ degli architetti Diller Scofidio + Renfro, (presentato per la prima volta in occasione di Cop21, la conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi nel 2015), si affianca al mondo onirico narrato dal regista paraguaiano Paz Encina, che offre un’immagine interiorizzata dell’albero come rifugio per la memoria e l’infanzia.

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    Francis Hallé, Strangler fig, Rio Maru, Peruvian Amazon, 2012. © Francis Hallé

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    Raymond Depardon, Le chêne de Venon, (la quercia di Venon), Isère, Francia, 2019

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    Luiz Zerbini, Philodendron Vermelho I, 2018. Collezione dell’artista, Rio de Janeiro, Brasile
    © Luiz Zerbini. Photo © Pat Kilgore.

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    Sebastián Mejía, série Quasi Oasis 17 (Avenida Simón Bolívar, Santiago, Chile), 2012. Collezione dell’artista, Santiago, Chile. © Sebastián Mejía.

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    Fotogrammi tratti da ‘EXIT’, mappa dinamica basata su un idea di Paul Virilio, creata da Diller Scofidio + Renfro e presentata al Palais de Tokyo in occasione di Cop21, Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Parigi, 2015.

    Nous les Arbres (Noi Alberi)
    12 luglio / 10 novembre 2019
    Fondation Cartier pour l’art contemporain
    261, Boulevard Raspail, 75014 – Parigi
    https://www.fondationcartier.com

  • Pablo-Picasso-and-scene-painters-for-Parade-Ballets-Russes-at-the-Théâtre-du-Châtelet-Paris-1917

    Allo Stedelijk di Amsterdam “Chagall, Picasso, Mondian e altri: artisti migranti a Parigi”

    Dal 21 settembre prossimo lo Stedelijk Museum di Amsterdam presenta ‘Chagall, Picasso, Mondrian and others. Migrant artists in Paris‘.

    in copertina: Pablo Picasso e alcuni operai seduti sui teli dipinti per il “Léonide Massine’s ballet Parade” messo in scena dai Ballets Russes di Sergei Diaghilev al Théâtre du Châtelet, Parigi, 1917. Crediti fotografici: fotografo Lachmann, (Wikipedia, public domain)

    All’inizio del ‘900 Parigi è la capitale indiscussa della cultura e dell’arte; una città dove i più importanti artisti inevitabilmente approdano. La mostra che sarà allestita allo Stedelijk Museum di Amsterdam dal prossimo settembre, prende spunto dalle vicende di tre maestri dell’arte moderna, Marc Chagall, Pablo Picasso e Piet Mondrian, che a Parigi hanno vissuto e lavorato ‘da migranti’, per allargare lo sguardo e riflettere su come l’arte possa essere un veicolo per abbattere i confini, la xenofobia e i nazionalismi.
    Nonostante il loro successo, tutti gli artisti stranieri a Parigi hanno affrontato lo stesso ostacolo: non erano francesi. Picasso, che arriva nella capitale senza un soldo, rimane fedele alle sue radici spagnole, ma il sentimento della diversità e della solitudine è un tema spesso esplorato nel suo lavoro. Chagall, in quanto ebreo-russo in esilio, deve affrontare l’esclusione e apertamente l’antisemitismo, così come l’olandese Kees van Dongen, che nei suoi primi anni in Francia dovette vedersela con una stampa apertamente ostile che lo definiva “lo sporco straniero”.
    In mostra saranno esposte le opere di oltre 50 fra artisti, fotografi e grafici, provenienti dalla collezione del museo. Fra queste, la collezione completa di Chagall dello Stedelijk: 40 opere d’arte, alcune dei quali da poco restaurate.

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    Pablo Picasso, Femme assise au chapeau en forme de poisson, 1942, collezione Stedelijk Museum, Amsterdam.

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    Marc Chagall, Le violoniste, 1912-13, collezione Stedelijk Museum, Amsterdam

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    Piet Mondrian, Composition no. IV, collezione Stedelijk Museum, Amsterdam.

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    Piet Mondrian e Pétro (Nelly) van Doesburg nello studio di Mondrian in Rue du Départ, a Parigi nel1923. Crediti fotografici: Anonimo, (wikipedia, public domain)

     

    CHAGALL, PICASSO, MONDRIAN AND OTHERS: Migrant artists in Paris
    Stedelijk Museum, Amsterdam
    21 settembre 2019 / 2 febbraio 2020
    Info:https://www.stedelijk.nl/en

  • London-Food RULES tomorrow-2019-film still © honey & bunny Sebastian Arlamovsky-Food-V&A

    “FOOD: Bigger than the Plate” Uno sguardo su futuro del cibo al V&A di Londra

    “FOOD: Bigger than the Plate” Uno sguardo su futuro del cibo al V&A di Londra

    Al Museo Victoria & Albert di Londra è allestita “FOOD: Bigger than the Plate”; la mostra è un viaggio attraverso le traiettorie secondo le quali comunità e aziende innovative stanno reinventando i modi in cui coltiviamo, distribuiamo e più in generale ci relazioniamo con il cibo.
    I visitatori sono introdotti ad un percorso sensoriale sorprendente che stimola una riflessione su come le scelte individuali e collettive possono portare a un futuro alimentare più sostenibile.
    Per festeggiare l’inaugurazione del 18 maggio scorso, il V&A ha realizzato 200 biglietti di ingresso edibili, in edizione limitata, realizzati con zucchero a velo.

    London-Food-RULES-tomorrow-film still © honey & bunny Sebastian Arlamovsky-Food-V&A

    sopra e in copertina: immagini tratte dal film ‘Food | RULES | tomorrow’, 2019, © honey & bunny (Sonja Stummerer & Martin Hablesreiter) / Sebastian Arlamovsky 

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    sopra: il biglietto edibile in edizione limotata creato per l’inaugurazione della mostra “FOOD. Bigger than the plate. Courtesy of Victoria and Albert Museum.

    La mostra, che si inserisce nel dibattito globale sul nostro rapporto con il cibo e sulla sostenibilità della sua produzione e distribuzione, presenta oltre 70 progetti contemporanei – in gran parte collaborazioni creative fra artisti, designer, chef, agricoltori, scienziati e comunità locali – organizzati all’interno di quattro sezioni: ‘Compost’, ‘Farming’, ‘Trading’ e ‘Eating’.
    La  sezione intitolata ‘Compost’ espone progetti che mirano a creare un sistema alimentare più sostenibile, modificando la percezione di ciò che definiamo ‘rifiuto’ o ‘scarto’ ;  ‘Farming’ presenta nuove sperimentazioni di agricoltura urbana, open source e sociale, oltre a tecnologie che potrebbero cambiare il modo in cui coltiviamo e alleviamo ; “Trading” pone domande su modi più trasparenti e innovativi di acquisto, vendita e trasporto di cibo; il piacere di cucinare e di mangiare, e come un pasto ci connette culturalmente, socialmente e politicamente, sono esplorati attraverso progetti di grandi chef tra i quali Ferran Adrià, Michael Rakowitz, Lubaina Himid e Grizedale Arts; inoltre ‘Mangiare’ esplora le sfide che affrontiamo per nutrire il mondo e lancia uno sguardo agli esperimenti, agli ingredienti e alle ricette che spingono ‘oltre’ i confini della cucina.

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    Sopra:  L’artista concettuale belga, Koen Vanmechelen, dal 1999 ha iniziato una sperimentazione incrociando polli di diversi paesi attraverso quello che ha definito come ‘Cosmopolitan Chicken Project’ (CCP), e creando polli più resistenti, più longevi e meno inclini alle malattie rispetto alle loro controparti industriali. Planetary Community Chicken continua questo lavoro, incrociando i galli CCP alle galline commerciali locali a livello globale. L’obiettivo è di produrre animali più produttivi per le popolazioni locali, migliorando la nutrizione e la biodiversità.

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    sopra: viste della mostra ‘FOOD: Bigger than the Plate’, courtesy of Victoria and Albert Museum

    La parte conclusiva del percorso della mostra è ‘LOCI Food Lab’ del Center for Genomic Gastronomy. Questo spazio alimentare itinerante offre a ogni visitatore un esclusivo canapé bioregionale basato sulle risposte a un quiz sul futuro del cibo; il menu è sviluppato in collaborazione con lo sponsor della mostra BaxterStorey.

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    sopra: ‘FOOD: Bigger than the Plate’, LOCI  food Lab, courtesy of Victoria and Albert Museum

    London-Carolien-Niebling-The-Sausage-of-the-Future-Food-VA-Photo-Noortje-Knulst

    Carolien Niebling, The Sausage of the Future (Le salsicce del futuro) 2014-17
    La designer Carolien Niebling ha collaborato con il macellaio Herman ter Weele e lo chef molecolare Gabriel Serero per sviluppare una gamma di nuovi e creativi salumi che uniscono l’ingegnosità della tradizione culinaria a un approccio sostenibile al consumo di proteine.
    In senso orario, dall’ alto a sinistra: carota, albicocca e salsiccia secca di cocco; Berry, dattero e salsiccia secca alle mandorle; Salame d’insetto; Salsiccia di bacche e fegato; Sanguinaccio di mele; Salsiccia fresca di patate e piselli; Mortadella vegetale.
    Supportato da ECAL e pubblicato da Lars Müller Publishers. Foto: Noortje Knulst

    London-Merdacotta, ceramic toilet made from surplus cow manure-Giantonio Locatelli-ph© Henrik Blomqvist

    Merdacotta, WC in ceramica realizzato con letame di vacca in eccesso, Giantonio Locatelli
    © Henrik Blomqvist

    London-Ooho-Skipping Rocks Lab-Food-bigger-than-the-plate-V&A

    Skipping Rocks Lab, Ooho!, 2013.
    Ooho! è un imballaggio sostenibile e commestibile per liquidi a base di estratti di alghe ed è un’alternativa naturale al 100% a bottiglie, tazze e bustine di plastica. Le capsule possono essere “mangiate” o lasciate a degradare naturalmente in circa 6 settimane. Il prodotto più iconico è una bottiglia d’acqua commestibile – esposta nella mostra “FOOD” – ma la confezione può contenere anche altri liquidi, come bevande energetiche, succhi, salse e condimenti.


    London-Urban Mushroom Farm-Food-bigger than-the-plate-V&A-© GroCycle

    V & A Mushroom Farm, 2019
    Il V & A  sta realizzando una produzione di funghi con l’aiuto di GroCycle, un’impresa sociale  con sede nel Devon, che dal 2009 coltiva funghi utilizzando metodi sostenibili e a bassa tecnologia. Implementando l’idea di un’economia circolare, il V & A farà crescere i funghi ostrica, utilizzando i fondi di caffè usati, che torneranno al ristorante per essere poi serviti. L’impianto che verrà realizzato nel periodo dell’esposizione, mette in discussione la nozione di “rifiuto”.

    ‘FOOD: Bigger than the Plate’
    Gallery 39 e North Court
    18 Maggio / 20 Ottobre 2019
    Victoria and Albert Museum, Cromwell Road, Londra, SW7 2RL

    Sito web: www.vam.ac.uk/

     

  • HenningLarsen_EsbjergBypark_Playground_LR.jpg

    Danimarca: Henning Larsen ridisegna Esbjerg Bypark

    Danimarca: Henning Larsen ridisegna Esbjerg Bypark

    Lo studio Henning Larsen ha vinto il concorso bandito per rivitalizzare il Bypark di Esbjerg, storico parco affacciato sul porto della città costiera dello Jutland occidentale.
    Il ridisegno del parco, che occupa un’area di 30.000 m2 situata tra il centro della città e il suo porto, è un passo importante per rafforzare l’offerta culturale della città e rimodellare la sua identità urbana.
    Nota soprattutto come città industriale legata alle attività del suo porto, l’offerta ricreativa di Esbjerg è stata per lungo tempo penalizzata, e tuttavia Esbjerg Bypark è il punto d’incontro dei due mondi, dato che sul suo sito inclinato e circondato da una fitta foresta di alberi sono stati costruiti importanti spazi dedicati alla cultura e al tempo libero.
    Il parco risale alla fondazione della città, alla metà del XIX secolo, quando i primi abitanti iniziarono a piantare abeti lungo il terreno ripido del lungomare per prevenire l’erosione costiera. Man mano che la città cresceva il porto finì col tagliare l’accesso pubblico al lungomare e alla fine degli anni ’90 del secolo scorso l’area del parco venne dotata di nuove infrastrutture pubbliche tra cui la Music House e l’Art Pavilion. Altri servizi presenti nel parco sono un ristorante-caffè e un anfiteatro all’aperto usato per concerti estivi.

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    Henning Larsen, Esbjerg Bypark, planimetria generale
    Copertina: rendering dell’area giochi

    Il progetto di Henning Larsen mette in valore le qualità, i servizi e i segni presenti attraverso il ridisegno e l’integrazione degli elementi vegetali, il riordino dei percorsi interni e l’inserimento di giochi d’acqua che ristabiliscono il rapporto, in gran parte interrotto dalle pesanti infrastrutture del porto, fra il centro della città e il mare, riportando l’acqua nella sfera pubblica cittadina.
    Al centro del parco si trova un lago che può essere coperto per diventare un palcoscenico per eventi pubblici in estate, o usato come pista da pattinaggio in inverno. La piattaforma in cemento che sostiene il lago si collega visivamente a una serie di bunker esistenti che ospitano i backstage per gli artisti mentre le altre strutture dei bunker saranno usate per gelaterie pop-up, per eventi temporanei e come magazzini a servizio del parco.

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    Henning Larsen, Esbjerg Bypark, vista dal ponte

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    Henning Larsen, Esbjerg Bypark, sezione del parco

     

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    Henning Larsen, Esbjerg Bypark, schema delle piantumazioni

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    Henning Larsen, Esbjerg Bypark, schema degli elementi d’acqua

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    Henning Larsen, Esbjerg Bypark, particolare della planimetria generale: area giochi

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    Henning Larsen, Esbjerg Bypark, particolare della planimetria generale, area gradonata.

     

    Immagini: courtesy of Henning Larsen – henninglarsen.com/

  • 90 Degrees-HQ Architects-Jerusalem Design Week-Photography-Dor-Kedmi-Sunset

    90 Degrees: un’installazione di HQ Architects per la Jerusalem Design Week

    90 Degrees – Rotate . Ascend . Turn East – è una installazione site specific progettata dallo studio HQ Architects per la Jerusalem Design Week, che si tiene dal 13 al 20 giugno 2019.
    Il festival, giunto alla sua ottava edizione, è ospitato presso Hansen House, sede di uno storico ospedale fondato a Gerusalemme nel 1887 e oggi trasformato in centro culturale dedicato a design, media e tecnologia.

    L’installazione
    Rispondendo a ‘East’, tema curatoriale di questa edizione, e considerando il delicato contesto, HQ Architects ha progettato una grande struttura ‘parassita’, che modifica temporaneamente l’orientamento dell’edificio sede della design week.
    Hansen House ha infatti un orientamento nord-sud che determina una circolazione complessa e poco chiara tra gli spazi. Risponde sia al tema sia all’esigenza di chiarezza dei percorsi 90 Degrees trasforma dunque l’aspetto e l’organizzazione dell’edificio, considerandone i limiti strutturali e coniugandoli con i bisogni “effimeri” della Design Week.
    90 degrees è formata da un sistema di ponteggi in diagonale che sale, superando l’edificio da ovest a est e dal livello del terreno al copertura, e ruota l’orientamento di 90 gradi, costringendo i visitatori a muoversi verso est. Le scale conducono ad una piattaforma a circa 14 metri dal suolo: questo spazio crea un collegamento fisico e concettuale tra il vecchio e il nuovo e suggerisce un esperienza alternativa di Hansen House. La flessibilità del ponteggio e le sue qualità strutturali hanno permesso di aggiungere un nuovo spazio che circonda e interagisce con delicatezza con l’edificio storico.

    90 DEGREES-HQ Architects-Diagram 04-SOUTH TO NORTH-Confusing Circulation

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    90 Degrees-HQ Architects-Jerusalem Design Week-Photography-Dor-Kedmi-Sunset-9

    HQ Architects
    HQ Architects è stato fondato a Tel Aviv nel 2008 da Erez Ella e attualmente è formato da un team creativo di 35 persone, di cui 30 architetti. Forte di un approccio pragmatico e programmatico alla progettazione, HQ Architects mette in discussione le convenzioni per creare edifici, spazi e ambienti urbani culturalmente stimolanti.
    Lo studio combina un design innovativo con una forte competenza tecnica e guida la progettazione e la realizzazione di numerosi progetti a varie scale in Israele e all’estero.

    ’90 Degrees’  è parte della Jerusalem Design Week 2019.
    13 / 20 giugno 2019.
    Hansen House Center for Design, Media and Technology
    14 Gedalyahu Alon St., Jerusalem – Israele

    Images courtesy of HQ Architects – www.hqa.co.il
    foto: Dor Kedmi

  • Design-autoprodotto-salo-cover-image

    Salò | arte e design autoprodotto dal 17 al 26 giugno sul lago di Garda

    Salò | arte e design autoprodotto dal 17 al 26 giugno sul lago di Garda

    Appuntamento sul lungolago di Salò dal 17 al 26 giugno: il Salone Domus, ampio spazio espositivo accanto al Duomo, ospita una collettiva di artisti e designers autoproduttori italiani.

    FATTOAMANOCREMONA è l’associazione che firma questa quarta edizione di Arte 3.0 tutta dedicata all’home design, al gioiello contemporaneo, alle realizzazioni sostenibili e all’upcycling.
    Otto i designers-artigiani che hanno indirizzato il loro talento alla produzione in proprio di oggetti e complementi d’arredo: Giovanna Besostri, Patrizia Bonati, Maria Scarognina, Terrestre (Bianchini & Lusiardi Associati), Emiliana Triglia, Federico Bianchi, Serena Brigati, Nelly Bonati.

    Design-autoprodotto-Arte-3-0-Salo-2019-Besostri-P-Bonati

    A sinistra: Giovanna Besostri. Poliedrica e sempre alla ricerca di nuovi stimoli per soddisfare la sete di sperimentazione. Filo conduttore la creatività, sia che si tratti di vetrofusione che di metallo o di stampa ecoprint, come in questa collezione. Presenta una serie di pannelli decorativi realizzati a mano il cui spunto è il mondo vegetale.
    A destra: Patrizia Bonati. Del gioiello contemporaneo è paladina sin da quando ha cominciato l’ attività di orafa nel centro storico a Cremona. Ha esposto in tutto il mondo e ricevuto numerosi riconoscimenti per aver messo a punto nuove tecniche orafe come i fili in oro “elastici”. Presenta una collezione di anelli e gioielli in argento e oro in lastra, cesellati e smaltati a fuoco in colore bianco. Da provare per illuminare la giornata.

    Design-autoprodotto-Arte-3-0-Salo-2019-Terrestre-Scarognina

    A sinistra: Terrestre re-lamps è la collezione di lampade con diffusori in carta lavorata a mano e basi in legno massello proposta dallo studio di architettura Bianchini & Lusiardi associati. Ogni lampada è un pezzo unico: i diffusori sono ottenuti dalla sovrapposizione, intaglio, intreccio e piegatura del materiale, in parte recuperato.
    A destra: Maria Scarognina. Lavora con la vetrofusione, la rilegatura a piombo e la tecnica Tiffany: il vetro è il mezzo espressivo di questa artigiana creatrice affascinata dai materiali e dalle tecniche artistiche sin da bambina. Presenta lampade con un gusto senza tempo e bracciali con figure femminili delicate e stilizzate.

    Design-autoprodotto-Arte-3-0-Salo-2019-E-Triglia-Bianchi

    A sinistra: Emiliana Triglia. La passione per la montagna e per gli spazi infiniti a contatto con la natura si condensano nella sua espressione artistica. Presenta in questa occasione i “Racconti di Bretagna”: impressioni di viaggio tradotte in opere dalle sfumature cariche di luci e di ombre, di pathos e di poesia. Una dichiarazione d’amore per la natura e per il mare, per l’acqua e per il vento.
    A destra: Federico Bianchi. Artista a tutto tondo, oltre al lavoro sulla tela si esprime con i materiali di recupero, soprattutto metallo, che utilizza sapientemente padroneggiando tecnica e sensibilità per le forme per realizzare le sue collezioni. Con la serie de “il pollaio” le creature del cortile sono colte in un fermo immagine di grande suggestione.

    Design-autoprodotto-Arte-3-0-Salo-2019-Brigati-N-Bonati

    A sinistra: Serena Brigati. Restauratrice e artigiana ha realizzato una linea di abiti con tessuti serigrafati e una serie di gioielli che trae ispirazione dall’esperienza maturata nei cantieri di restauro. Il materiale grezzo o di scarto acquista nuova dignità nei pezzi unici e nelle piccole sculture che oscillano tra immaginifiche superfici lunari e concreti calcestruzzi industriali realizzati con un mix di polveri, metalli e resina attraverso una lavorazione attenta alla ricerca di nuove esperienze sensoriali.
    A destra: NellyBonati. Architetto-designer si dedica da sempre alla autoproduzione con interesse particolare verso i materiali edili: in particolare la terra cruda e il gesso con i quali realizza la collezione di vasi crudoSIstema, la plastica ‘upcycled’ e i materiali trovati in riva al mare per le collane PLAySTIC, con aggiunta di vetro di Murano, il tessile recuperato o acquisito durante viaggi-ricerca in terre lontane per le collezioni ALItessili e Mini-dress.

    Arte 3.0
    Salone DOMUS – Piazza Duomo, Salò (Brescia)
    Aperto al pubblico dal 17 al 26 giugno 2019
    Orari di apertura: 10.30-13.30 /17.30-22,30 (il 26 giugno: 10.30-13.30)

    www.fattoamanocremona.org
    FB/ instagram:  fattoamanocremona

  • BDW-2019-logo-ok

    La 14°edizione di BDW – Barcellona Design Week, dal 12 al 20 giugno 2019

    Dal 12 al 20 giugno 2019, Barcellona Design Week apre le porte della 14 °edizione a tutti gli appassionati di design.
    Intitolata TRANSICIONS (transizioni) BDW’19 fa incontrare design e pubblico offrendo un programma vasto e articolato che comprende mostre, workshops, incontri, laboratori e gallerie aperte ma anche attività e incontri per i professionisti del settore che potranno trovare opportunità di lavoro e scambiare di esperienze.

    TRANSICIONS
    Il tema scelto per questa edizione fa riferimento alla “transizione permanente” alla quale le persone, le società, persino l’ordine mondiale sono sottoposte oggi: siamo nel bel mezzo di un cambiamento urgente a livello globale poiché è in gioco la sopravvivenza dell’umanità e del pianeta. Una transizione da un modello di economia lineare a un modello di economia circolare per un mondo ecologicamente sostenibile.  Anche le città, ambienti complessi in cui si creano molteplici interessi, conflitti e sfide da superare, si stanno trasformando in città digitali e intelligenti, secondo modelli innovativi e altamente tecnologici che devono porre al centro il benessere delle persone.

    Il programma completo con l’elenco giorno per giorno di tutti gli appuntamenti
    (in inglese o spagnolo) sul sito
     www.barcelonadesignweek.com/en/

    Disseny en Diagonal

    ‘Disseny en Diagonal’, uno degli eventi di BDW’19

    BDW-2018-inaugurazione

    BDW-2018-inaugurazione-2

    BDW: immagini dall’edizione 2018 

     

     

  • Graft-Voloport-AERIAL

    La prima stazione per taxi aerei disegnata da Graft Brandlab

    In occasione del Greentech Festival di Berlino, a maggio 2019, Skyports e Volocopter hanno annunciato una collaborazione per costruire il primo Volo-Port per taxi aerei.
    La compagnia di taxi aerea tedesca Volocopter ha sviluppato il primo veicolo a decollo verticale completamente elettronico che vola autonomamente ed è quindi adatto al trasporto passeggeri nelle aree urbane.
    Insieme a GRAFT e Arup, l’agenzia berlinese GRAFT Brandlab ha vinto il concorso di design per lo sviluppo del concept di una stazione per taxi aerei “vertiport” modulare.

    Graft-Volo-port-Modularity

    Graft-Volo-port-Typologies

    sopra: Graft brandlab, stazione per taxi aerei, diagrammi della modularità e delle tipologie

    Il progetto Volo-Port combina le aree lounge, di sicurezza e di partenza con una piattaforma di atterraggio idraulica che permette di salire a bordo dei Volocopters al riparo dalle intemperie.
    Il risultato è uno spazio fluido e confortevole pensato per rendere piacevole l’esperienza dei passeggeri e di conseguenza promuovere questo nuovo tipo di trasporto.
    I volo-Ports modulari consentono di integrare questa nuova forma di trasporto passeggeri nelle infrastrutture urbane esistenti, ma gli scenari di implementazione includono stazioni ferroviarie, aeroporti e superfici non utilizzate dei tetti  e stazioni galleggianti montate su moli che sfruttano i corridoi aerei liberi sopra i fiumi e altre superfici d’acqua.
    La costruzione del primo Volo-Port, a Singapore, sarà completata entro la fine del 2019.

    Graft-Volo-port-Facade

    Graft-Voloport-VATO

    Graft-Voloport-Interior-01

    Graft Brandlab Volo-Port, renderings

    GRAFT è stato fondato nel 1998 a Los Angeles da Lars Krueckeberg, Wolfram Putz e Thomas Willemeit. Insieme alle sedi attive a Berlino e Pechino, lo studio – noto per l’approccio multidisciplinare e sperimentale – lavora in tutto il mondo nei campi della progettazione architettonica, dell’urbanistica, del design e della comunicazione.
    Nel 2014, i partners di GRAFT, insieme a Linda Stannieder, hanno fondato GRAFT Brandlab, agenzia che lavora su temi all’incrocio fra architettura, design e comunicazione.

    Images courtesy of Graft
    www.graftlab.com

  • LDF-2019-please-be-seated-Paul-Cocksedge-cover

    Anticipazioni dal London Design Festival 2019: ‘Please be seated’ di Paul Cocksedge

    Please be Seated‘, del designer britannico Paul Cocksedge, è una delle commissioni più ambiziose della prossima edizione di LDFLondon Design Festival, che si svolgerà dal 14 al 22 settembre prossimo a Londra.
    ‘Please be seated’, che sarà allestita nel cuore di Broadgate – un interessante hub nel quale si trovano molte attività legate all’ innovazione e alla finanza –  sarà una grande installazione, una scultura ‘funzionale’, ma anche un’occasione per esplorare e re-immaginare l’utilizzo del legno recuperato dai cantieri edili. I tre cerchi concentrici che formano l’installazione si sollevano e si abbassano formando una sequenza di onde che diventano sedute collettive, passaggi pedonali e spazi dove rilassarsi all’ombra.
    LDF – 14 /22 Settembre 2019
    Il London Design Festival torna a Londra per il suo 17° anno, il prossimo settembre 2019, con un programma di eventi, mostre e installazioni in tutta la città. Per l’11° anno consecutivo LDF collabora con il Victoria & Albert Museum, partner e prestigiosa sede ufficiale del Festival.
    Fondato nel 2003 da Sir John Sorrell e Ben Evans, il London Design Festival è un evento annuale che riunisce una comunità globale di designer, artisti, architetti e industrie creative per promuovere Londra come capitale del design. Sin dal suo inizio, il London Design Festival è cresciuto fino a comprendere una vasta gamma di attività e attirando visitatori da tutto il mondo.

    LDF-2019-please-be-seated-Paul-Cocksedge-Top view

    LDF-2019-please-be-seated-Paul-Cocksedge-1

    sopra e in copertina: prefigurazioni di ‘Please be Seated’ di Paul Cocksedge

  • Pedro-and-Juana-YAP-2019-0

    Lo studio ‘Pedro & Juana’ ha vinto l’edizione 2019 di YAP (Young Architects Program) del MoMA PS1

    Il progetto Hórama Rama dello studio Pedro & Juana ha vinto l’edizione 2019 di YAP – Young Architects Program – del MoMA PS1. Quest’anno si festeggia la 20° edizione della prestigiosa iniziativa nata per valorizzare il lavoro dei giovani studi di architettura.
    Lo spazio progettato dallo studio di Città del Messico, che verrà come ogni anno aperto al pubblico a giugno, è una giungla immersiva ambientata in un gigantesco scenario a base circolare costruito sopra i muri che racchiudono il cortile del MoMA PS1.
    Selezionato tra i cinque finalisti, Hórama Rama sarà uno spazio utilizzabile durante l’estate e offrirà un ambiente temporaneo per gli spettacoli e i concerti all’aperto che formano il programma MoMA PS1 Warm Up.
    Per 20 anni Young Architects Program ha offerto ai talenti emergenti dell’architettura l’opportunità di progettare e presentare progetti innovativi, sfidando i vincitori a sviluppare progetti creativi seguendo linee guida di progettazione ecologica e sostenibile.

    Pedro&Juana è uno studio di Mexico City fondato da  Ana Paula Ruiz Galindo e Mecky Reuss. Link al sito web dello studio

    2019 Young Architects Program 2019 è sponsorizzato da Bloomberg Philanthropies.
    Con il supporto di Allianz, partner di MoMA per design e innovazione

    Pedro-and-Juana-YAP-moma-2019-01

    Hórama Rama di Pedro & Juana. Images courtesy of MoMA

     

  • Fondazione-Prada-venice-Kounellis11

    Alla Fondazione Prada di Venezia la retrospettiva di Jannis Kounellis

    Alla Fondazione Prada di Venezia la retrospettiva dedicata a Jannis Kounellis

    Fino al prossimo 24 novembre alla Fondazione Prada di Venezia è visitabile la prima grande retrospettiva dedicata a Jannis Kounellis, scomparso nel 2017.
    Curata da Germano Celant, la mostra è stata sviluppata con la collaborazione dell’Archivio Kounellis, e riunisce più di 60 lavori dal 1959 al 2015 provenienti da musei e importanti collezioni private in Italia e all’estero. La mostra ricostruisce la storia artistica ed espositiva di Kounellis (Pireo 1936 – Roma 2017) stabilendo un dialogo tra le opere e gli spazi settecenteschi di Ca’ Corner della Regina.

    Copertina: Jannis Kounellis, senza titolo, 1971, bombole a gas, fiamme, tubi di gomma. foto: Agostino Osio – Alto Piano, Courtesy Fondazione Prada.

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    Jannis Kounellis, Senza titolo, 1971, pittura a olio su tela, sedia, violoncellista. Foto: Agostino Osio – Alto Piano, Courtesy Fondazione Prada.

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    Jannis Kounellis, Senza titolo, 2011, cappotti,cappelli,scarpe ; sullo sfondo Senza titolo (Giallo),1965, olio su tela. Foto: Agostino Osio – Alto Piano, Courtesy Fondazione Prada

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    Jannis Kounellis, Senza titolo, 2013, ferro, caffè. Foto: Agostino Osio – Alto Piano, Courtesy Fondazione Prada

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    Jannis Kounellis, Senza titolo, 1993–2008, armadi, cavi d’acciaio. Foto: Agostino Osio – Alto Piano, Courtesy Fondazione Prada.

     

    Jannis Kounellis
    Curata da Germano Celant
    11 Maggio / 24 Novembre 2019
    Fondazione Prada, Cà’ Corner della Regina,
    Santa Croce 2215, 30135 – Venezia

  • BAUHAUS-ITSALLDESIGN-3-Designmuseum-Danmark-installation-view-ph-Pernille-Klemp

    A 100 anni dalla fondazione, la Bauhaus in mostra al Design Museum Danmark

    La mostra Bauhaus#Itsalldesign al Designmuseum Danmark celebra
    i 100 anni dalla fondazione della Bauhaus 

    Organizzata da Vitra Design Museum e dalla Bundeskunsthalle della Repubblica Federale tedesca, la mostra Bauhaus#Itsalldesign approda al Designmuseum Danmark in occasione dei 100 anni dalla fondazione della scuola d’arte fondata a Weimar da Walter Gropius nel 1919.
    Bauhaus#Itsalldesign è stata concepita come evento celebrativo ma anche per rileggere l’eredità culturale e metodologica della scuola d’arte, nonostante il breve periodo di attività; soltanto 14 anni dalla fondazione alla chiusura imposta dal regime nazista nel 1933.
    In particolare, la mostra è una occasione per riflettere sull’attualità dei principi alla base dell’insegnamento di quella che fu la prima scuola democratica, nella quale si rispecchiavano gli ideali di una società basata su principi non gerarchici e sull’autodeterminazione. Principi espressi nel manifesto che Gropius scrisse nel 1919, nel quale l’architettura, la pittura e la scultura dovevano ricongiungersi per fondare le basi di una metodologia creativa nuova, a sostegno di una società più giusta.
    La scuola era fondata sulla collaborazione fra maestri e allievi – molti dei quali diventarono a loro volta insegnanti – sulla trasversalità delle discipline e sulla centralità della sperimentazione. Nella Bauhaus guidata da Gropius – a lui succedettero poi Hannes Meyer e Mies van der Rohe – la razionalità e il metodo erano alla base dello sviluppo di ogni disciplina, dall’urbanistica all’architettura, dal design dei prodotti industriali alla grafica, dalla fotografia al teatro, dal design dei tessuti e degli abiti.

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    Walter Gropius (Testo), manifesto e programma della Staatliches Bauhaus di Weimar, 1919, collezione privata © VG Bild-Kunst Bonn, 2015 

    La mostra espone pezzi entrati nella storia, alcuni dei quali mai esposti prima, riferiti ai diversi ambiti e insegnamenti: architettura, design del prodotto, grafica, cinema, teatro e pubblicità. Opere di Marianne Brandt, Marcel Breuer, Lyonel Feininger, Walter Gropius e Wassily Kandinsky sono esposte accanto a lavori di Lord Norman Foster, Konstantin Grcic, Hella Jongerius e Enzo Mari: designer che in diverso modo – a volte in modo esplicito, altre in modo indiretto – si sono ispirati ai principi, alla metodologia o ai progetti sviluppati dalla Bauhaus.
    La mostra mette in luce come i concetti alla base del design open source e del social design affondino le loro radici nei principi espressi all’interno della scuola; nella consapevolezza, da parte dei designer della Bauhaus, del loro ruolo nei complessi processi che regolano il miglioramento delle condizioni sociali.

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    sopra e in copertina: Bauhaus #itsalldesign, viste della mostra, foto di Pernille Klemp

    Il Designmuseum Danmark ha prodotto una appendice alla mostra principale intitolata “Bauhaus – Danish Design“: l’esposizione mette a confronto le basi teoriche e i progetti nati dalle due correnti internazionali, entrambe centrali nella storia del design.

    Le tappe fondamentali della Bauhaus

    1919 – Gropius scrive il manifesto della Bauhaus, la scuola apre nella sede di Weimar
    1925 – la Bauhaus si sposta nella nuova sede a Dessau
    1929 – la guida della scuola passa ad Hannes Meyer
    1930 – la Bauhaus passa sotto la direzione di Ludwig Mies van der Rohe
    1932 – la scuola viene trasferita a Berlino
    1933   la Bauhaus viene chiusa dai nazisti

    itsalldesign-design-museum-denmark-08-Das-Bauhaus-mural-workshop

    Laboratorio di decorazione, Bauhaus Dessau, 1926, (fotografo sconosciuto) Bauhaus-Universität Weimar, Archiv der Moderne.

    itsalldesign-design-museum-denmark-34-Das-Bauhaus-advertising-workshop

    Laboratorio di grafica pubblicitaria, Bauhaus Dessau, 1926 (fotografo sconosciuto; Bibliothek der Friedrich-Ebert Stiftung)

    itsalldesign-design-museum-denmark-Hannes-Meyer-co-op-room-Basel-1926-Das-Bauhaus-25

    Hannes Meyer, Co-op room, Basilea, 1926, © Archiv ETH Zürich 

    itsalldesign-design-museum-denmark-11-13-Das-Bauhaus-Breuer-1925-Van-der-Rohe-1927

    A sinistra: Marcel Breuer, lounge chair B3 (conosciuta come Wassily Chair), 1925, Collezione Vitra Design Museum, foto: © Vitra Design Museum, Jürgen Hans. A destra: Ludwig Mies van der Rohe, sedia con braccioli MR 20/3, 1927, Collezione Vitra Design Museum, © VG Bild-Kunst Bonn, 2015

    itsalldesign-design-museum-denmark-21-Das-Bauhaus-Grcic-pipe-table-and-chair

    Konstantin Grcic, Pipe table and chair, 2009, Collezione Vitra Design Museum,
    foto: Florian Böhm

    itsalldesign-design-museum-denmark-16-Das-Bauhaus-Mari-autoprogettazione

    Enzo Mari, Proposta per un’autoprogettazione, 1973, Collezione Vitra Design Museum
    foto: Andreas Sütterlin

    Bauhaus#Itsalldesign
    Designmuseum Danmark
    fino al 1° dicembre 2019
    www.designmuseum.dk/en

    immagini  – courtesy of designmuseum Danmark

  • illustrifestival-vicenza-mazzoni-cover

    ILLUSTRI, a Vicenza mostre e incontri al festival degli illustratori

    A Vicenza, dal 18 maggio si tiene ILLUSTRI 2019, festival degli illustratori organizzato dall’omonima Associazione che riunisce illustratori professionisti e giovani emergenti.

    in copertina illustrazione di Marco Mazzoni (Mostra “Illustri”- Basilica Palladiana)

    Il festival, che prevede anche incontri e visite guidate, ruota intorno a tre mostre principali :
    A Palazzo Leoni Montanari è allestita “Illustissima. Malika Fabre”, personale dell’artista francese che vanta prestigiose collaborazioni con brand e riviste internazionali come The New Yorker, National Geographic, Apple, il Fashion Council di Milano e Penguin Books.
    Alla Basilica Palladiana sono aperte al pubblico due esposizioni: la prima, “Illustri”, è una collettiva che presenta il meglio della scena italiana attraverso i lavori di 11 illustratori affermati: Emiliano Ponzi, Anna+Elena= Balbusso Twins, Francesco Bongiorni, Ilaria Faccioli, Camilla Falsini, Manuele Fior, Luca Font, Marco Mazzoni, Irene Rinaldi, Elisa Seitzinger, Daniela Tieni; la seconda “Saranno Illustri” espone il lavoro di 11 talenti emergenti che si sono già ricavati spazi significativi nel mercato: Fausto Montanari, Cristina Amodeo, Roberto Hikimi Blefari, Andrea Chronopoulos, Elia Colombo, Andrea De Luca, Michele Marconi, Margherita Morotti, Giulia Pastorino, Flavia Sorrentino, Antonio Sortino.
    Completano il programma la mostra “Cartaceo #1″, un affascinante racconto sulla carta scritto da Gabriella Greison e illustrato da Emiliano Ponzi allestita nella saletta degli Zavatteri della Basilica Palladiana, e la mostra mercato Bum Market che si terrà domenica 9 giugno a Borgo Berga (Vicenza).

    illustrissima-vicenza-malika-favre

    illustrazione di Malika Fabre (Mostra “Illustrissima” – Palazzo Leoni Montanari)

    illustrifestival-vicenza-faccioli

    illustrazione di Ilaria Faccioli (mostra “Illustri”- Basilica Palladiana)

    illustrissima-vicenza-saranno-illustri-colombo-elia

    Illustrazione di Elia Colombo (mostra “Saranno Illustri” – Basilica Palladiana)

    ILLUSTRISSIMA. Malika Fabre
    18 Maggio / 25 Agosto 2019
    Gallerie d’Italia, Palazzo Leoni Montanari, Contrà Santa Corona 25 (Vicenza)

    ‘ILLUSTRI’ e ‘SARANNO ILLUSTRI’
    18 Maggio / 23 Giugno 2019
    Basilica Palladiana, Piazza dei Signori (Vicenza)

    SITO UFFICIALE: www.illustrifestival.org

  • EU-Mies-Award-2019-BAST-emerging-02

    I vincitori dello European Prize Mies Van Der Rohe 2019

    Sono stati annunciati il 10 maggio i vincitori dello “EU Prize for Contemporary Architecture Mies Van Der Rohe Award” 2019.
    (altro…)

  • Vitra-Design-Museum-Comics-Valentina-cover

    Fumetti e Design di incontrano in una mostra al Vitra Design Museum

    Con la mostra “Living in a Box: Design and Comics“, dal 24 maggio 2019 al Vitra  Schaudepot, il Vitra Design Museum guarda alla propria collezione da un inusuale punto di vista, esplorando il rapporto fra i fumetti e il design.
    Non soltanto alcuni fra i pezzi più iconici del design sono stati inseriti in alcune famose storie a fumetti, come “Le avventure di Tintin”, “Peanuts” e “Diabolik” ma, allo steso tempo, molti designer si sono ispirati ai fumetti per progettare oggetti che con ironia evocano forza sovrumana, velocità o ambientazioni fantastiche. La mostra del Vitra affronta entrambe queste letture, evidenziando come i personaggi dei fumetti siano stati spesso definiti nella loro personalità anche attraverso gli oggetti che popolano gli ambienti nei quali si muovono. Un esempio fra tutti è quello di Valentina di Guido Crepax, che quando elegantemente vestita si distende su una Eames Lounge Chair ci fa immediatamente capire con chi abbiamo a che fare.

    copertina: Guido Crepax, Valentina (dettaglio), 1975 © Guido Crepax, courtesy  Archivio Crepax.

    Vitra-Design-Museum-Comics-Diabolik-Taccia-Castiglioni

    A sinistra: Angela e Luciana Giussani, Sergio Zaniboni e Saverio Micheloni, Diabolik (dettaglio), 1974 © Astorina srl. A Destra: Pier Giacomo e Achille Castiglioni, Taccia, 1962 © Vitra Design Museum. Foto: Andreas Jung.

    Vitra-Design-Museum-Comics-Moomin-Butterfly-chair

    A sinistra: Tove Jansson, Moomin (dettaglio), 1958 © Moomin Characters™. A destra: Grupo Austral, B.K.F. Chair/Hardoy Chair, Butterfly Chair, 1938 © Vitra Design Museum, foto: Jürgen HANS

    Vitra-Design-Museum-Comics-Little-Nemo

    Winsor McCay, Little Nemo in Slumberland (dettaglio), 1907

     

    Vitra-Design-Museum-Comics-Gaetano-Pesce-Tramonto

    Gaetano Pesce, Tramonto a New York, 1980 © Vitra Design Museum, foto: Jürgen HANS

    Vitra-Design-Museum-Comics-boomerang

    Maurice Calka, No. 6462, Boomerang, 1969 © Vitra Design Museum, foto: Jürgen HANS

    Vitra-Design-Museum-Comics-Peanuts

    Charles Schulz, Peanuts (detataglio), 1953 © 1953 Peanuts Worldwide LLC

    Immagini, courtesy of Vitra

    “Living in a Box: Design and Comics”
    mostra temporanea
    24 Maggio / 20 Ottobre 2019
    Vitra Schaudepot
    Charles-Eames-Strasse 2
    79576 Weil am Rhein, Germania
    www.design-museum.de

  • GAD-Venezia-exhibition-spaces-02

    Venezia: alla Giudecca nasce GAD, nuovo quartiere permanente per l’arte contemporanea

    Alla Giudecca, il 9 maggio 2019 inaugura GAD – Giudecca Art District, progetto fondato da Pier Paolo Scelsi, Direttore Generale e Valentina Gioia Levy, Direttore Artistico. (altro…)

  • Cid-Glass-Oriented-design-simbiosi-c-andrea-branzi-c-normal-studio-

    Sperimentazioni in vetro nella mostra “Design Orienté Verre” al CID Grand-Hornu

    Sperimentazioni in vetro nella mostra “Design Orienté Verre” al CID Grand-Hornu

    Fino a 26 maggio 2019, il CID -Centre d’innovation et du design- in Belgio, presenta “Design Orienté Verre ”. La mostra espone una interessante collezione di oggetti sperimentali in vetro, realizzati da designer in stretta collaborazione con i maestri vetrai del Cirva, centro di ricerca sul vetro con base a Marsiglia.

    in copertina: Andrea Branzi, Simbiosi © Andrea Branzi © Normal Studio.
    Design Orienté Verre, CID Grand-Hornu.

    Cos’è il Cirva?
    Cirva è un laboratorio di ricerca e produzione che accoglie artisti, designer e architetti che desiderano produrre oggetti innovativi con il vetro. Il punto qualificante del progetto è infatti la possibilità per i designer di lavorare e sviluppare i propri progetti in stretta collaborazione con il team tecnico del centro.
    In 30 anni, Cirva ha accolto circa 200 artisti per progetti che spaziano dall’arte contemporanea al design alle arti applicate, e ad oggi può vantare una collezione di 600 opere che vengono esposte in mostre temporanee o permanenti, in musei e centri d’arte. Dal 1986, Cirva ha sede a Marsiglia in un edificio industriale dismesso situato nel cuore della città.

    Cid-Glass-Oriented-Desin-works-in-progress-cirva-2015-c-normal-studio

    Lavori in corso, Atelier Cirva, 2015 © Normal Studio 

    La mostra
    La prima parte della mostra è dedicata ai lavori ideati da Andrea Branzi al Cirva negli anni fra il 2001 e il 2008: una collezione nata da una indagine sul rapporto tra oggetti domestici, natura e architettura.
    Un approccio più tecnico al materiale è evidenziato dal lavoro di Sylvain Willenz con le collezioni Shift, Spot lights e Block containers (2011/2012) e dal progetto d’ illuminazione sviluppato dal duo francese Normal Studio negli anni fra il 2013 e il 2016. Qui la ricerca è stata centrata sulle impronte lasciate dagli stampi che rendono possibile comprendere l’intero processo sperimentale.
    Attraverso l’universo poetico e narrativo di David Dubois, la mostra affronta anche le questioni legate alla casualità e al movimento: una serie di pezzi unici, tra cui sospensioni e applique, formano un paesaggio luminoso insieme grafico e diafano.
    Il progetto di allestimento della mostra è stato affidato a Normal Studio.

    Design Orienté Verre
    Fino al 26 maggio 2019
    CID – Centre d’innovation et du design / Grand-Hornu
    Rue Sainte-Louise, 82 – 7301 Hornu – Belgio

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    Design Orienté Verre, CID Grand-Hornu, © Normal Studio

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    Vetri soffiati in stampi © Normal Studio © Serge Anton per CID Grand-Hornu
    Design Orienté Verre, CID Grand-Hornu

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    Vase Parade © Jean-Baptiste Fastrez © Serge Anton per CID Grand-Hornu.
    Design Orienté Verre, CID Grand-Hornu.

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    Cid-Glass-Oriented-Design-dubois-mobile

    David Dubois, Mobile, 2014 © David Dubois.
    Design Orienté Verre, CID Grand-Hornu.

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    Andrea Branzi, Giardino di vetro © Andrea Branzi © Normal Studio.
    Design Orienté Verre Cid / Grand Hornu.

    Cid-Glass-oriented-design-making-of-cirva-press-2012-28-c-atelier-c-sylvain-willenz-

    Works in progress, Cirva 2012 © Atelier © Sylvain Willenz

  • 10-MAXXI-At-Home-Berarducci-setc-film-Petri-con-Volonte

    AT HOME. Dialoghi fra progetti dell’abitare contemporaneo al MAXXI di Roma

    Villa Malaparte a Capri dialoga con il rifugio sulle Dolomiti dei DEMOGO; i Collegi universitari di Urbino di Giancarlo De Carlo con il progetto Sugar Hill di David Adjaye, ad Harlem; la Casa Baldi di Paolo Portoghesi a Roma con la casa “spaziale” di Zaha Hadid in Russia; Il Bosco Verticale di Stefano Boeri, a Milano, con la Moryama House di Tokyo; la casa del film di Elio Petri, ‘Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto’ progettata da Francesco Berarducci a Roma a fianco di un edifico progettato a Joannesburg da Jo Noero.

    copertina: Francesco Berarducci, Villa in via dei Colli della Farnesina, Roma, 1969
    Immagine dal film “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, con Gian Maria Volonté, regia di Elio Petri. Produzione: Marina Cicogna e Daniele Senatore

    Sono solo alcuni dei dialoghi messi in scena nel nuovo allestimento della collezione di architettura del MAXXI intitolata “AT HOME. Progetti per l’abitare contemporaneo” che rimarrà installata dal  17 aprile 2019 ad aprile 2020, curata da Margherita Guccione e Pippo Ciorra. Un percorso che intende raccontare l’evoluzione del concetto di abitare dal dopoguerra a oggi, attraverso le opere dei grandi maestri del Novecento e delle nuove figure emergenti del panorama architettonico internazionale.

    Come è cambiato il concetto di abitare dal dopoguerra ad oggi, quali le modificazioni, le evoluzioni degli spazi domestici e del modo stesso di viverli? Attraverso un’analisi delle opere dei grandi maestri italiani del Novecento e delle figure emergenti nel panorama architettonico internazionale, conservate nelle collezioni di architettura del MAXXI, si presentano alcune delle molteplici risposte che gli architetti hanno fornito a tali questioni passando dall’abitare individuale a quello collettivo, con particolare attenzione alle esperienze più articolate e ibride che testimoniano i nuovi rapporti tra individuo e comunità.
    A partire dalle abitazioni unifamiliari in cui, grazie alla libertà assicurata dal tema e dalla committenza, si raggiunge il maggior grado di sperimentazione fino a quei veri e propri brani di città, in cui l’esperienza individuale si innesta nella dimensione comunitaria.
    Fil rouge del percorso è la scelta di mettere in dialogo – per assonanze tutte da cogliere – l’opera di un maestro dell’architettura con un autore della nuova generazione: progetti lontani nel tempo e nello spazio ma affini per metodo applicato, per contesto in cui sono collocati o per la ricerca formale che li associa, sono messi in diretta relazione visiva per offrire una ulteriore suggestione, ma soprattutto per mettere in luce attraverso questa differenziata casistica di progetti vari e complessi, la varietà e la complessità dell’abitare contemporaneo.

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    DEMOGO, Bivacco Fanton, Dolomiti (BL), 2015. Foto Pietro Savorelli

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    Adalberto Libera, Casa Malaparte, Capri, 1938-40. Foto Andrea Jemolo

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    Carlo Scarpa, Casa Veritti, Udine, 1955-63. Courtesy CISA Fototeca Carlo Scarpa
    Crediti fotografici: Aldo Ballo, Gianantonio Battistella.

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    Maria Giuseppina Grasso Cannizzo, ANM 2018 / Intervento sull’ordinario, Modica.
    Foto Giulia Bruno.

    AT HOME. Progetti per l’abitare contemporaneo
    MAXXI, via Guido Reni 4A, Roma
    17 Aprile 2019 / Aprile 2020

    www.maxxi.art

  • Help The Planet plastic art installation Milan Finucci Inexhibit 4

    Milano Design Week 2019 | 2 tonnellate di tappi di plastica per aiutare il pianeta

    L’artista italiana Maria Cristina Finucci ha creato a Milano una grande installazione site-specific realizzata a partire da due tonnellate di tappi di plastica.
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  • Estudio Campana Sleeping Piles grass installation Milan Design Week 2019 Inexhibit 1

    Milano Design Week 2019 | Le colonne vegetali di Estudio Campana nel chiostro della Farmacia

    Per Milano Design Week 2019, l’atelier di design brasiliano Estudio Campana (guidato dai fratelli Fernando e Humberto Campana) ha trasformato il cortile della Farmacia dell’Università Statale in uno spazio definito da colonne vegetali.
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  • Satoshi Yoshiizumi TAKT PROJECT glow-grow installation Milan Design Week 2019 Inexhibit 2

    Milano Design Week 2019 | TAKT PROJECT presenta le sue stalattiti luminose

    Per la Milano Design Week 2019, lo studio giapponese di design TAKT PROJECT, guidato da Satoshi Yoshiizumi, presenta l’affascinante e coinvolgente installazione luminosa “glow ⇄ grow”.

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  • salone-satellite-2019-panoramic

    Milano Design Week 2019 | ecco i progetti premiati al SaloneSatellite 2019

    Sono stati assegnati i premi per l’edizione 2019 del SaloneSatellite. La manifestazione, dal 1998 evento collaterale al Salone del Mobile.Milano, riconosce e valorizza il lavoro dei giovani designer ‘under 35’. Quest’anno, osservando l’insieme dei progetti premiati, emerge una particolare attenzione nei confronti di lavori basati sui processi di riutilizzo dei materiali e sulle loro possibili applicazioni. Di seguito i designer premiati e i loro progetti con le motivazioni della giuria.

    SaloneSatellite AWARD 2019 – 10° EDIZIONE

    1° PREMIO – SaloneSatellite Award
    Designer: KULI-KULI, Giappone | Progetto: KOBE LEATHER
    Lo studio giapponese ha sede nella città di Kobe, nota per la sua carne. I designer, con la collaborazione di conciatori locali, hanno lavorato con la pelle dei manzi – che normalmente non viene utilizzata – per creare una collezione di nuovi prodotti.
    Motivazione: Il progetto Kobe Leather è meritevole perché si basa su un processo di recupero e sviluppa, a partire dal materiale, un sistema per il design applicabile a diverse tipologie di prodotto.

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     KULI-KULI – Progetto: KOBE LEATHER

    2° PREMIO – SaloneSatellite Award
    Designer: STUDIO PHILIPP HAINKE, Germania | Progetto: HALO
    Il concept della sedia Halo è stato sviluppato per mettere in luce le possibilità di un materiale leggero e resistente, a base di canapa e caseina, sviluppato dal designer in un progetto di ricerca chiamato “Organico”. Motivazione: La sedia Halo esprime la progettualità nel più ampio significato, sviluppando in modo parallelo la ricerca che ha riguardato il materiale, la forma, la funzionalità e la modalità produttiva.

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    STUDIO PHILIPP HAINKE – Progetto: sedia HALO 

    3° PREMIO – SaloneSatellite Award
    Designer: BAKU SAKASHITA, Giappone | Progetto: 2.5 DIMENSIONAL OBJECTS
    Gli “oggetti dimensionali 2.5” sono strutture di filo 3D che assomigliano a linee nere bidimensionali disegnate su un foglio. L’illusione ottica è data proprio dallo spessore sottile del filo, di 0,3 millimetri di diametro.  Motivazione: Del progetto 2.5 Dimensional Object colpisce la sua raffinata astrazione artistica che lascia intravedere anche ulteriori e differenti potenzialità di sviluppo e applicazioni.

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     BAKU SAKASHITA – Progetto: 2.5 DIMENSIONAL OBJECTS

    Menzione Speciale, RONG DESIGN LIBRARY – RESIDENCE PROGRAM AWARD
    Designer: KOKO, Croazia | Progetto: KOKO LOKO
    Koko Loko è progettato per i bambini e ogni Loko è una combinazione di otto elementi. Cambiando la composizione variano le funzionalità e l’estetica. Motivazione: Il pensiero rivolto ai più piccoli, dimostrato con il progetto di mobili per bambini, indica un’inclinazione alla rivisitazione delle tradizioni che trova motivo di approfondimento con l’esperienza della residenza presso la Rong Design Library.

    salone-satellite-Special-Mention-KOKO-KokoLoko

    KOKO – Progetto: KOKO LOKO

    Special Mention RONG DESIGN LIBRARY – RESIDENCE PROGRAM AWARD
    Designer: STUDIOMIREI, Italia | Progetto: NEBULA LAMP.
    Queste lampade, che assomigliano a nuvole di polvere nello spazio, sono state realizzate con fibra di banana. Studiomirei ha lavorato sulla manipolazione del materiale basandosi sulle sue proprietà intrinseche. Motivazione: L’attitudine alla ricerca dei materiali che la designer esprime con il suo progetto, merita l’approfondimento e il confronto che l’esperienza della residenza presso la Rong Design Library.

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    STUDIOMIREI – Progetto: NEBULA LAMP

    Premio Speciale INTESA SANPAOLO 3° edizione “Miglior progetto Food is a Design Object”
    Designer: MELBOURNE MOVEMENT / KRISTEN WANG, Australia | Progetto: RE.BEAN COFFEE STOOL.
    Con gli scarti macinati raccolti localmente, Re.Bean Coffee Stool (sgabello di caffè) offre non solo un odore unico e tattile della sua consistenza al caffè, ma anche la sua biodegradabilità al 100%. Motivazione: Il progetto soddisfa in modo completo il suggerimento del tema “Food is a Design Object” del SaloneSatellite 2019, unendo sperimentazione e funzionalità.

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    MELBOURNE MOVEMENT / KRISTEN WANG – Progetto: RE.BEAN COFFEE STOOL.

     

  • flos-noctambule-konstantin-Grcic-1-inexhibit-april-2019

    Milano Design Week 2019 | Da FLOS lo specchio di Starck e i vetri di Grcic

    In occasione della Milano Design Week, FLOS presenta due nuovi prodotti disegnati da due icone del design contemporaneo. In entrambi i casi, più che di lampade in senso stretto si tratta di oggetti luminosi che sfruttano abilmente le possibilità offerte dalla tecnologia LED.

    Noctambule, la collezione di lampade in vetro soffiato disegnata da Konstantin Grcic, è esposta nello showroom di FLOS, in corso Monforte 15 sotto forma di installazione.
    Si tratta di più clusters dal forte impatto visivo realizzati combinando moduli cilindrici in cristallo trasparente legati da stripe LED alloggiate in una delle due estremità di ogni cilindro. Ispirata agli animali notturni, quasi invisibili alla luce del giorno, Noctambule è disponibile sia in versione da terra che da soffitto ed è arricchita da moduli/testa a forma di cupola o di cono.
    Philippe Starck, invece, può permettersi di giocare con la propria immagine, e con il proprio status di star del design (nell’installazione l’immagine di Starck riflessa nello specchio si trasforma nella testa di un elegante levriero dal lungo pelo biondo) per presentare la sua nuova “invenzione”, uno specchio con cornice luminosa che sembra uscito dal set di un film holliwoodiano, intitolata appunto “La Plus Belle”. L’installazione è visibile nel Flagship Store di FLOS in corso Monforte 9 fino al 14 aprile 2019.

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    Sopra e in copertina: Noctambule di Konstantin Grcic, viste dell’installazione nello showroom FLOS, Corso Monforte 15, Milano (Aprile, 9-14, 2019) foto Foto  Federica Lusiardi / Inexhibit. 

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    sopra: La Plus Belle di Philippe Starck; FLOS Flagship Store, Corso Monforte 9, Milano (Aprile, 9-14, 2019) foto courtesy FLOS

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    sopra: La Plus Belle di Philippe Starck, foto dell’installazione, FLOS Flagship Store in Corso Monforte 9, Milano (Aprile, 9-14, 2019). Foto  Federica Lusiardi / Inexhibit.

  • Conifera 3D-printed bioplastics installation COS + Mamou-Mani 2019 Milan Design Week Inexhibit 4

    Milano Design Week 2019 | l’installazione in bioplastica di COS e Mamou-Mani

    Il brand della moda COS e l’architetto francese Arthur Mamou-Mani si sono uniti per creare Conifera, un’installazione site-specific realizzata con mattoni in bioplastica stampati in 3D esposta a Palazzo Isimbardi in occasione dell’edizione 2019 della Milano Design Week.
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  • Vaillo Irigaray Architects Facultad de Turismo de Málaga University building 3

    Il progetto di Vaillo+Irigaray per la Facoltà di Turismo dell’Univesità di Malaga

    Lo studio Vaillo+Irigaray ha vinto il concorso per il progetto della nuova Facoltà di Turismo dell’Università di Malaga, nel sud dell Spagna. (altro…)

  • Annunciati i vincitori del concorso per il museo dei Ragazzi di Villa Emma

    La Fondazione Villa Emma ha annunciato i risultati del concorso di progettazione per il museo e memoriale dedicato a 73 giovani ebrei che trovarono rifugio a Nonantola, in provincia di Modena, durante la Seconda Guerra Mondiale.
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  • I risultati di in.di calling | 01: premiati e segnalati

    Si è conclusa in.di calling | 01, la prima Open Call lanciata da Inexhibit riservata ai designer indipendenti che lavorano in Italia. Con in.di calling | 01 abbiamo chiesto di inviare solo candidature di oggetti realizzati e la stragrande maggioranza fra le 49 proposte che ci sono pervenute ha rispettato questa condizione.  (altro…)

  • Robotic Science Museum Seoul Melike Altinisik Architects 1

    Il Robotic Science Museum a Seul sarà il primo museo costruito da robot

    Sarà lo studio turco Melike Altinisik Architects a progettare il nuovo Robotic Science Museum a Seul, dopo essere stato da poco scelto come vincitore di un concorso internazionale di architettura. (altro…)

  • Victor-Vasarely-portrait-exhibition-Centre-Pompidou-Paris

    Parigi: retrospettiva su Victor Vasarely al Centre Pompidou

    Fino al 6 maggio 2019, il Centre Pompidou di Parigi presenta un’importante retrospettiva dedicata a Victor Vasarely.
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  • Junya Ishigami Serpentine Galleries 2019 Summer Pavilion London 1

    Junya Ishigami per il padiglione estivo 2019 delle Serpentine Galleries

    L’architetto giapponese Junya Ishigami (1974) e Serpentine Galleries hanno rilasciato le prime immagini del Summer Pavilion, che sarà installato ai Kensington Gardens di Londra dal 20 giugno al 6 ottobre 2019.  (altro…)

  • 5vie-conferenza-stampa-siam-via-s-marta

    Milano Design Week 2019 | il distretto 5VIE fra arte e design

    Per l’imminente design week milanese – dal 9 al 14 aprile 2019 –  ‘5vie art + design’  consolida la propria immagine di distretto votato alla promozione del design, dell’arte, e dell’artigianato di qualità. (altro…)

  • B-Bonzanigo-.Casa Ojala-Chile

    Milano Design Week 2019 | Casa Ojalà alla Galleria Post Design/Memphis a Brera

    In occasione della Milano Design Week 2019 sarà presentata l’installazione CASA OJALÁ / INHABITING THE INFINITE CHOICE.  
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  • eu-mies-award-bordeaux-dwellings-interior- photo-Philippe-Ruault

    Spazi rigenerati e flessibili nei 5 progetti finalisti dell’EU Mies Award 2019

    Ecco i cinque progetti finalisti che la giuria del EU Mies Award 2019 ha selezionato per il prestigioso premio di architettura: PC CARITAS a Melle di architecten de vylder vinck taillieu ; Plasencia Auditorium e centro congressi di selgascano ; piazza Skanderbeg a Tirana di 51N4E, Anri Sala, Plant en Houtgoed e iRI ; Terrassenhaus Berlin/Lobe Block, Berlino di Brandlhuber+ Emde, Burlon e Muck Petzet Architekten ; Trasformazione di 530 appartamenti – Grand Parc Bordeaux di Lacaton & Vassal architects, Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture.

    Due dei progetti selezionati – PC Caritas in Belgio e Grand Parc Bordeaux, in Francia – si confrontano con il tema la riqualificazione di edifici preesistenti; nel primo caso si tratta di un progetto capace di inventare non soltanto una tipologia di spazio ma anche di proporre nuove relazioni umane, nel secondo le qualità abitative di 530 appartamenti sono state accresciute grazie ad un’espansione che ha dotato ognuno di un giardino d’inverno. Il tema della flessibilità funzionale e del rapporto fra spazio privato e spazio pubblico è ben rappresentato dal progetto Terrassenhaus a Berlino mentre la riqualificazione di piazza Skanderbeg a Tirana è stato considerato come il punto di inizio di un rinnovamento urbano più ampio.

    Piazza Skanderbeg – Tirana, Albania
    Progetto di: 51N4E; Anri Sala; Plant en Houtgoed e iRI

    L’intervento sullo spazio pubblico di piazza Skanderbeg è stato concepito come l’ inizio del processo di rinnovamento urbano di Tirana. Il progetto ha valore non solo in quanto generatore di un luogo accogliente nel quale i cittadini possono ritrovarsi quotidianamente, ma anche perché può innescare interventi futuri sulle aree circostanti e sulle strade che collegano il tessuto urbano con lo spazio pubblico riqualificato. La cintura verde creata attorno alla piazza è formata da 12 giardini la cui organizzazione è stata condivisa fra tutti i principali attori del progetto nel corso di diversi workshops.

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     51N4E; Anri Sala; Plant en Houtgoed and iRI, Skanderbeg Square City – Tirana, Albania; foto Filip Dujardin.


    PC CARITAS – Melle, Belgio
    Progetto di: Architecten De Vylder Vinck Taillieu

    L’edificio Sint-Jozef, al centro del campus Caritas di Melle risale al XIX secolo. Abbandonato per lungo tempo è stato salvato dalla demolizione e trasformato in uno luogo ibrido – a metà fra spazio aperto e spazio chiuso – per incontrarsi. Il processo partecipativo che ha coinvolto lo studio aDVVT, i medici, lo staff e i pazienti della clinica ha portato alla creazione di uno spazio  che risponde alle esigenze degli utenti della clinica ma anche a quelle dei cittadini, essendo esso parte di un parco pubblico. L’edificio è stato rispettato nei suoi elementi strutturali, riparato e valorizzato: le aperture sono state ingrandite in modo che la luce possa penetrare facilmente all’interno, gli spazi chiusi e quelli aperti sono stati messi in relazione attraverso la mediazione di piccoli cortili protetti e accoglienti.

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    Architecten De Vylder Vinck TaillieuPC CARITAS, Melle, Belgio, foto Filip Dujardin


    Terrassenhaus Berlin / Lobe Block – Berlino, Germania
    Progetto di: Brandlhuber+Emde, Burlon e Muck Petzet Architekten

    Il Terrassenhaus Berlin è un edificio ad uso misto che coniuga due caratteristiche interessanti: la prima è la massimizzazione delle aree all’aperto, ottenuta grazie alla forma a ziggurat che determina grandi terrazze ad ogni piano oltre a quella di uso pubblico sul tetto raggiungibile dalle scale laterali; l’altro aspetto interessante è la libertà d’uso delle unità, in quanto solo i nuclei tecnici e i servizi sono stati preinstallati. Il profilo a gradoni dell’edificio determina unità abitative di diverse dimensioni, dai 26 metri a livello del suolo agli 11 metri al piano più alto. Oltre alla galleria d’arte collocata a piano terra l’edificio ospita attualmente uno spazio di co-working con sale riunioni, uffici, una residenza per artisti e alcuni atelier.

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    Brandlhuber+Emde, Burlon and Muck Petzet Architekten, Terrassenhaus Berlin / Lobe Block – Berlino, Germania, foto Erica Overmeer, David von Becker


    Transformazione di 530 appartamenti – Grand Parc Bordeaux – Bordeaux, Francia
    Progetto di: Lacaton & Vassal architectes; Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture

    L’intervento di riqualificazione ha interessato tre blocchi residenziali di edilizia popolare costruiti negli anni ’60, per un totale di 530 appartamenti. L’obiettivo del progetto è stato di garantire a tutte le unità abitative una nuova qualità dello spazio domestico, preservando i caratteri positivi esistenti e integrando gli spazi necessari. Come rappresentato nello schema grafico che segue, un nuovo blocco con giardini d’inverno e balconi è stato addossato alla facciata esistente, offrendo così agli appartamenti la possibilità di godere di più spazio e maggiore apporto di luce naturale. Le finestre che si aprivano sulla facciata sono state sostituite da porte scorrevoli vetrate che danno accesso ai nuovi spazi mentre una serie di pannelli mobili, trasparenti e leggeri, suddivide l’area del giardino d’inverno dalla superficie aperta dei balconi. Interessante anche il fatto che nessuno degli inquilini è stato allontanato dalla propria abitazione durante i lavori che si sono svolti dall’esterno utilizzando moduli prefabbricati.

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    disegno: Lacaton & Vassal architectes; Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture

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    sopra e in copertina:
    Lacaton & Vassal architectes; Frédéric Druot Architecture e Christophe Hutin Architecture  Transformation of 530 dwellings – Grand Parc Bordeaux, Francia. Foto Philippe Ruault


     Auditorium e centro congressi – Plasencia, Spagna
    Progetto: selgascano

    L’auditorium di Plasencia, in Extremadura è stato interpretato dallo studio selgascano come la possibilità di creare un’”isola protetta” all’interno di un area di futura espansione. La sensazione che l’oggetto “alieno” sia stato posato dolcemente sul suolo è dovuto alla ridotta area di contatto con il terreno, che corrisponde all’area del palco e a parte dei livelli delle sedute nella sala principale.  L’ingresso, a livello della strada urbanizzata – che sta oltre 17 metri sopra la parte più bassa dell’edificio –  è collegato da una passerella panoramica che valorizza la vista sulla campagna e verso le montagne del Sierra de Gata.

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     selgascano, Plasencia Auditorium and Congress Centre – Plasencia, Spagna ; foto Iwan Baan

     

  • Leonardo-Milano-AQUA-render-notte

    Il Salone del Mobile.Milano 2019 celebra il genio di Leonardo da Vinci

    L’edizione 2019 del Salone del Mobile.Milano rende omaggio con due installazioni al genio di Leonardo da Vinci nel cinquecentenario della sua morte.

    Marco Balich, “AQUA. Leonardo’s Vision”, rendering.

    Nel 1482, il grande maestro lasciò la raffinata Firenze per raggiungere Milano, città al centro di una delle regioni più produttive dell’epoca e aperta a qualsiasi tipo di novità tecnologica, dove sapeva di trovare in Ludovico Sforza un generoso mecenate. È proprio qui che lavora come artista, architetto, ingegnere e scienziato per oltre vent’anni, lasciando segni indelebili del suo passaggio.

    Nel contesto delle celebrazioni che segnano l’anniversario della morte di Leonardo, il Salone del Mobile.Milano presenta due installazioni, la prima, intitolata “AQUA” sarà allestita in città, l’altra, “DE-SIGNO” interna al Salone.

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    Leonardo da Vinci ; Codex Atlanticus ; Pioggia di proiettili e schizzo di cavallo ; punta di stilo, matita nera, penna e inchiostro ; c. 1503-04, Pinacoteca Ambrosiana, Milano. Foto Inexhibit.

    La spinta creativa di Leonardo, la sua tensione all’innovazione e allo studio sono un’eredità importante per la città, che mantiene uno sguardo al patrimonio storico del proprio passato e guarda  al futuro con la consapevolezza del proprio ruolo nel mondo. Per questo, il Salone del Mobile ha scelto di celebrare Leonardo nel cuore di Milano, presso la Conca dell’Incoronata, con “AQUA”, un’installazione site specific dal potere evocativo ideata da Marco Balich, dedicata agli studi del grande artista sull’acqua .

    Leonardo-aqua-salone-mobile

    Leonardo-Milano-AQUA-Assonometria

    Marco Balich, “AQUA”. vista assonometrica. Sopra, una vista dell’installazione, courtesy of Salone del Mobile.Milano.

    Data la grande rilevanza dell’eredità vinciana, il Salone realizzerà anche in Fiera, presso il padiglione 24, un progetto teso a celebrare il lascito di Leonardo alla cultura del progetto e del “saper fare”, tema oggi più che mai determinante per il mondo del design.
    La mostra “DE-SIGNO. La cultura del design italiano prima e dopo Leonardo” racconterà  il genio rinascimentale e il suo rapporto con il design italiano contemporaneo. L’installazione, ideata da Davide Rampello e progettata da Alessandro Colombo, occuperà uno spazio di 400 metri quadrati caratterizzato da due portali in legno realizzati a mano da maestri scultori e pittori che si sono ispirati ai disegni originali di Donato Bramante, l’architetto più importante operante a Milano all’epoca di Leonardo.

    Leonardo-Milano-DE-SIGNO-RENDER-INTERNO

     Davide Rampello e Alessandro Colombo, “DE-SIGNO”, vista interna.

    “AQUA”
    5 / 14 aprile 2019
    Conca dell’Incoronata, Via San Marco, Milano
    visitabile dalle 10.00 alle 22.00

    “DE-SIGNO”
    9 / 14 aprile 2019
    Padiglione 24 – Fiera Milano, Rho
    visitabile dalle  9.30 alle 18,30

  • Zaha-Hadid-Design-Rosenthal-vases-Weawe-cover

    La collezione di vasi Rosenthal di Zaha Hadid Design

    Zaha Hadid Design ha progettato tre collezioni di vasi per Rosenthal, marchio leader di oggetti in ceramica per la casa, che nei suoi 140 anni di storia ha collaborato con artisti e designer del calibro di Salvador Dali, Andy Warhol, Walter Gropius e Werner Panton.

    La collezione Lapp – che comprende una famiglia di vasi di dimensioni diverse realizzati in finiture opache e lucide – è ispirata al movimento delle gocce che scorrono lungo una superficie solida. La forma del vaso crea aperture e vuoti che consentono di disporre i fiori liberamente, sia nella parte superiore che lungo i lati.

    Definiti dalle linee fluide tipicamente Zahahadidiane, i vasi Weave incorporano tratti delicati che si intrecciano e divergono per esprimere il loro gioco di fluidità e simmetria.

    La collezione Strip comprende tre vasi scultorei e due ciotole di diverse dimensioni. La forma è definita da una sequenza di strisce verticali che trasforma la base quadrata in un bordo superiore circolare.

    .

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     Zaha Hadid Design, vasi dalla collezione Weave per Rosenthal

    Zaha-Hadid-Design-Rosenthal-vases-Lapp-1

     Zaha Hadid Design, schizzo e vaso dalla collezione Lapp per Rosenthal

    Zaha-Hadid-Design-Rosenthal-vases-Strip-1

     Zaha Hadid Design, schizzo e vaso dalla collezione Strip per Rosenthal.

    Immagini: courtesy of Zaha Hadid Design
    Copertina: Zaha Hadid Design, schizzo per la collezione Weave, Rosenthal.

  • logo-indi-calling-01-inexhibit-12-02-LOWRES

    “in.di calling | 01”, la Open Call dedicata al design autoprodotto

    AGGIORNAMENTO
    Sono disponibili i risultati finali del concorso, che ha visto in tutto 49 partecipanti.
    Sono stati assegnati due PREMI DESIGNWEEK ex aequo e tre PREMI PUBBLICAZIONE, sono stati inoltre segnalate le proposte di dodici concorrenti come particolarmente meritevoli.
    Vogliamo ringraziare tutti i designer che hanno aderito a In.di calling | 01, questa prima “chiamata” ci ha permesso di osservare più da vicino il panorama, sempre più ampio, di designer che decidono di progettare ma anche di produrre in proprio.

    Per dettagli, visitate la pagina: in.di calling | 01 / Premiati e Segnalati


    1) PREMESSA E OBIETTIVI DI “in.di calling | 01”

    Il magazine online Inexhibit.com apre “in.di calling | 01”, una Open Call rivolta ai designer produttori che operano in Italia.
    “in.di calling | 01” invita i designer a partecipare alla Open Call inviando tre fotografie di un oggetto realizzato e una breve descrizione della propria filosofia progettuale.

    Con “in.di calling | 01”, Inexhibit.com offre a un designer che sarà selezionato fra i candidati “under 40” la partecipazione gratuita ad una mostra che si svolgerà nel distretto 5VIE a Milano, in occasione della Milano Design Week, dal 9 al 14 aprile 2019.

    Inoltre, Inexhibit.com offre ai designer (senza limitazioni di età) classificati ai primi tre posti di “in.di calling | 01” l’inserimento gratuito nella sezione “in.di”, implementata per richiamare l’attenzione sul panorama del design autoprodotto di qualità.
    Nelle pagine di “in.di” inexhibit.com pubblica il lavoro dei migliori designer indipendenti attraverso schede per autore a cui sono collegate quattro schede prodotto.
    La visibilità dei designer e delle loro produzioni è amplificata da banner personalizzati che ruotano in tutti gli articoli del magazine.
    Invitiamo chi è interessato alla Open Call a consultare la sezione https://www.inexhibit.com/it/indi/

    2) A CHI CI RIVOLGIAMO

    Sei un designer che progetta e produce oggetti di qualità e lavori in Italia?
    La Open Call “in.di calling | 01” è rivolta a te e a tutti i designer indipendenti che disegnano e realizzano oggetti in proprio o in collaborazione con artigiani.
    Possono essere candidati sia pezzi unici che oggetti prodotti in piccole serie.

    3) TIPOLOGIE DI OGGETTI CHE POSSONO ESSERE CANDIDATI

    Saranno accettate le candidature di designer/makers che progettano e producono oggetti per la casa o per il tempo libero. Più nello specifico le tipologie di oggetti sono:

    Mobili e complementi di arredo: ad esempio sgabelli, sedie, contenitori, appendiabiti, tavolini da caffè, consolle, orologi da parete, contenitori e sistemi per il verde domestico.
    Oggetti per la casa e la tavola: ad esempio contenitori, piatti ,vasi e vassoi
    Lampade e oggetti luminosi
    Piccoli mobili imbottiti e tessuti per l’arredamento: ad esempio poggiapiedi, cuscini, tappezzerie.
    Oggetti per muoversi: ad esempio skateboards, biciclette.

    Note Importanti
    Gli oggetti candidati devono avere dimensione massima in pianta di cm. 60 X 120 e un’altezza massima di cm. 250.
    Da questa Open Call sono esclusi: monili, gioielli, abiti, borse e tutto ciò che è inerente l’ambito dell’abbigliamento e della moda.

    4) COSA INVIARE

    A) Un file Pdf con la propria candidatura (massimo 1 MB) contenente:
    Nome e cognome / data di nascita / indirizzo / città / e-mail e telefono / C.F. o p.IVA / sito web o canali instagram, facebook ecc..
    Breve biografia e descrizione sintetica della propria attività (massimo 800 battute, spazi compresi)
    Breve descrizione dell’oggetto presentato, indicando i materiali, le lavorazioni principali, il tipo di produzione, se oggetto unico o parte di una piccola serie (massimo 800 battute spazi compresi)
    N° 3 fotografie dell’oggetto presentato. Ogni concorrente può candidare un solo oggetto.

    B) Un file Pdf con accettazione delle regole di concorso, firmata (massimo 200 kB) utilizzando il file “allegato B)” editabile.

    5) COME INVIARE

    I due files pdf, A) e B) devono essere inviati per e-mail al seguente indirizzo: competitions (at) inexhibit.com.
    Materiali diversi o di dimensioni maggiori a quelle indicate comporteranno l’esclusione dalla Open Call.
    I files devono essere nominati in questo modo:
    (pdf A): nome-cognome-nomeoggetto.pdf
    (pdf B): nome-cognome-liberatoria.pdf

    6) CRITERI DI SELEZIONE

    I criteri di selezione sono i seguenti: coerenza fra oggetto, materiali e tecniche di realizzazione, innovazione concettuale e produttiva, originalità ed espressività dell’oggetto, valorizzazione di tecniche realizzative artigianali.

    7) SCADENZE

    Pubblicazione della Open Call: martedì 12 febbraio 2019
    Termine ultimo per l’invio della documentazione: venerdì 15 marzo 2019.
    I nomi dei designer selezionati verranno comunicati sul sito Inexhibit.com e tramite e-mail entro il 21 marzo 2019.

    8) PREMI

    PREMIO DESIGNWEEK/19
    Fra tutti coloro che avranno inviato la propria candidatura nei tempi e con le modalità indicate nel bando, Inexhibit selezionerà un designer “under 40” – ovvero nato/a dopo il 12 febbraio 1978 (*) – che sarà invitato ad esporre gratuitamente l’oggetto candidato alla Open Call nell’ambito della mostra “Welcome Design” di cui Inexhibit.com è media partner.
    La mostra è inserita nel programma del Distretto 5VIE e sarà aperta al pubblico nel corso della Milano DesignWeek, dal 9 al 14 aprile 2019.
    Il designer selezionato per il PREMIO DESIGNWEEK ’19 potrà coincidere con uno dei designer scelti per i premi pubblicazione, purché non superi i 40 anni alla data di pubblicazione del bando.

    PREMI PUBBLICAZIONE
    Fra tutti coloro che avranno inviato la propria candidatura nei tempi e con le modalità indicate Inexhibit.com selezionerà fino a un massimo di tre designer, senza limiti di età, ai quali sarà offerta la pubblicazione gratuita nella sezione in.di del magazine Inexhibit.com.
    La pubblicazione consiste in una scheda per ogni designer collegata a 4 schede prodotto
    I materiali necessari alla pubblicazione (testi e immagini) saranno richiesti ai selezionati al termine dell’iter della open call. I selezionati si impegnano a fornire a Inexhibit.com tutti materiali necessari per la pubblicazione nei modi e nei tempi che saranno precisati.
    Inexhibit.com si impegna a dare massima visibilità alla Open Call e a pubblicare articoli sull’iniziativa e sui designer selezionati sia attraverso il proprio magazine che attraverso i canali social ad esso collegati.

    9) PRECISAZIONI

    Inexhibit.com si riserva di non assegnare i premi nel caso le candidature pervenute non rispettassero i parametri di qualità attesi.

    Il designer vincitore del PREMIO DESIGNWEEK/19, che sarà invitato a partecipare alla mostra “Welcome Design” si impegna a consegnare e ritirare di persona – o a spedire con mezzi e a spese proprie e sotto la propria responsabilità – l’oggetto che sarà esposto.
    L’area per l’esposizione dell’oggetto è di cm. 60X120 per una altezza massima di cm. 250.
    Lo spazio della mostra sarà allestito a cura dell’organizzazione. Indicazioni sui tempi di consegna del materiale e sulle modalità dell’allestimento saranno comunicate al designer selezionato.

    10) PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

    Informativa ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs n° 196/2003 e del Regolamento europeo 679/2016 (GDPR)

    Ai sensi dell’art. 7 del Dlgs n° 196/2003, i dati personali acquisiti saranno utilizzati ai soli fini del presente Bando e dei rapporti ad esso connessi. Alle parti è riconosciuto il diritto di accesso ai propri dati, di richiederne la correzione, l’integrazione ed ogni altro diritto ivi contemplato.

    Il presente bando sarà pubblicato sul sito web www.inexhibit.com e su altri siti web specializzati nella pubblicazione di bandi di concorso di creatività e design.

    Consenso al trattamento dei dati personali
    I partecipanti autorizzano Inexhibit.com a utilizzare i propri dati personali e la loro immagine, oltre a realizzare foto ed eventuali registrazioni. Concedono a Inexhibit.com il diritto di utilizzare il suddetto materiale nel contesto del sito web Inexhibit.com e dei social network correlati.

    Il titolare del trattamento dei dati è Bianchini & Lusiardi Associati, con sede in via dei Burchielli 9, 26100 Cremona (Italia), e-mail: info@bianchinielusiardi.com

    11) ACCETTAZIONE DEL BANDO

    Con l’adesione alla Open Call “in.di calling | 01” i partecipanti accettano tutti gli articoli del presente bando e dell’ allegato B) che ne è parte integrante.

    12) ALLEGATI

    Allegato B): da compilare, firmare e inviare in formato pdf contestualmente al file A)
    Bando in formato pdf


    (*) ERRATA CORRIGE
    Ci siamo accorti del refuso all’art. 8) PREMI: “un designer under 40 – ovvero nato/a dopo il 12 febbraio 1978… “. Dato che il bando è già stato pubblicato anche su altri siti web non è più possibile correggere l’anno quindi tenete conto della data indicata e non della dicitura “under 40”. 

     

     

  • serpentine-augmented-architecture-open-call-cover

    Serpentine Galleries lancia un concorso per una architettura in realtà aumentata

    C’è tempo fino al 25 febbraio 2019 per partecipare alla open callSerpentine Augmented Architecture “ lanciata qualche giorno fa dalle Serpentine Galleries di Londra.

    Di cosa si tratta?

    L’iniziativa – promossa da The Serpentine Galleries in collaborazione con Google Arts & Culture, insieme all’architetto David Adjaye – è una open call internazionale aperta a designers e artisti invitati a progettare una struttura architettonica virtuale che, utilizzando le possibilità offerte dalla realtà aumentata, potrà essere esperita all’interno delle Serpentine Galleries.  L’idea è che, senza i vincoli posti dalla realizzazione fisica, i partecipanti siano stimolati a proporre architetture e strutture complesse, immaginando arditi scenari e visioni per l’ambiente urbano del futuro.

    Come partecipare

    Il concorso si svolge attraverso una procedura in due fasi. Dopo la prima fase una rosa ristretta di progetti riceverà una consulenza da parte di esperti di architettura, ingegneria e tecnologia immersiva per testare la fattibilità delle proposte.
    Al termine del secondo grado il vincitore sarà quindi incaricato di realizzare il proprio progetto che il pubblico potrà conoscere nell’estate 2019, in concomitanza con la realizzazione del padiglione estivo di quest’anno.

    Questo il sito per saperne di più e per iscriversi (in inglese) augmentedarchitecture.org

    serpentine-augmented-architecture-open-call-v02

    Images © Cecilia Serafini

  • Osservatorio-Jamie Diamond-2

    All’Osservatorio di Fondazione Prada la mostra “Surrogati. Un amore ideale”

    Milano. Dal 21 febbraio 2019 “Osservatorio”, lo spazio espositivo di Fondazione Prada dedicato alla fotografia, presenta la mostra “Surrogati. Un amore ideale”. (altro…)

  • Broken-Nature-Antonelli-symposium-June-19-2018-Triennale-Milano-foto-Gianluca-Di-Ioia

    Cosa ci dobbiamo aspettare dalla XII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano

    Dal 1°marzo al 1°settembre 2019 la Triennale di Milano presenta la XXII Esposizione Internazionale intitolata “Broken Nature: Design Takes on Human Survival” che in italiano suona circa così, Natura spezzata: il design si prende in carico la sopravvivenza umana.
    (altro…)

  • moma-good-design-500-giacosa

    NYC – Il Moma celebra il “buon design” come veicolo di democrazia

    Dal 10 febbraio al 27 maggio 2019 il Museum of Modern Art di New York presenta la mostra “The Value of Good Design” (il valore del buon design”).
    (altro…)

  • CRA-carlo-ratti-associati- GUIDO-On the Beach

    Ecco “Guido”, il primo bar mobile senza conducente progettato da CRA

    Lo studio CRA – Carlo Ratti Associati ha presentato “GUIDO”, un veicolo-bar robotizzato senza conducente. (altro…)

  • Christian Fogaroli-Crime and Faith-Futuruins-Palazzo Fortuny-Venezia

    A Palazzo Fortuny la mostra Futuruins indaga il tema delle rovine fra passato e presente

    A Venezia, Palazzo Fortuny ospita la mostra Futuruins, visitabile fino al  24 marzo 2019. Nata dalla collaborazione tra la Città di Venezia, la Fondazione Musei Civici di Venezia e il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo la mostra espone oltre 250 opere, dall’antichità all’arte contemporanea.
    (altro…)

  • fiera-milano-triennale-FC-1963-011

    Alla Triennale una mostra dagli archivi fotografici della Fondazione Fiera Milano

    Alla Triennale la mostra “Prospettiva. Viaggio negli archivi di Fondazione Fiera Milano”

    Alla Triennale di Milano la mostra “Prospettiva. Viaggio negli archivi di Fondazione Fiera Milano” segna l’inizio di un progetto intitolato “Archivi Fotografici”, frutto della collaborazione fra la Fondazione Fiera Milano e AFIP (Associazione Fotografi Italiani Professionisti). (altro…)

  • M&O Paris, gennaio 2019 | “Rising Talent Awards” esplora la scena dei giovani designer cinesi

    Nel contesto del prossimo Maison&Object Paris, che si svolgerà dal 18 al 22 gennaio 2019, il “Rising Talent Awards” guarda a oriente, esplorando lo sviluppo impetuoso della scena del design cinese. Cosi’, dopo il successo delle edizioni del premio dedicate alla Gran Bretagna, all’Italia e al Libano, sarà la Cina a svelare i propri talenti, che come sempre esporranno il loro lavoro nel centro espositivo di Paris Nord Villepinte.

    copertina: Mario Tsai, Pig side table

    La fiorente scena del design cinese riflette l’obiettivo del Paese, ovvero diventare un attore globale nel settore del design, della creatività e nell’innovazione. La vita nella Cina di oggi si muove rapidamente e lo sviluppo del settore riflette la crescita e il progresso della società in generale. Un decennio di cambiamenti ha creato una nuova estetica cinese, con standard di professionalità sempre più elevati e con un rinnovato impegno per il buon artigianato, l’innovazione e la qualità. Ciò ha influito sia sul modo in cui i designer si vedono, sia sul modo in cui il loro lavoro viene percepito in Cina e in tutto il mondo.
    Le sei personalità invitate da MAISON&OBJET e Design Chain a formare giuria di selezione di Rising Talents di quest’anno sono: Neri & Hu, Luca Nichetto, Tom Dixon, LIU Xu, QU GuangCi, XING Tong-He.

    I designer partecipanti al Rising Talent 2019 sono in tutto sei, cinque dei quali selezionati dalla giuria del premio e uno scelto attraverso un “Call For Entry”.
    Frank Chou, Chen Furong, Mario Tsai, Hongjie Yang, Ximi Li e Bentu sono alcune delle più brillanti realtà del design cinese oggi.  Alcuni di loro hanno scelto un approccio incentrato sulla cultura del loro paese d’origine, altri elaborano le influenze multiculturali derivanti da esperienze di studio e lavoro maturate all’estero. Per alcuni, come Mario Tsai e Bentu è forte la consapevolezza che il design contemporaneo non può prescindere da una profonda riflessione sulla sostenibilità ambientale degli oggetti prodotti.

    Frank Chou – Crescendo nella capitale cinese, Frank Chou ha assistito in prima persona ai cambiamenti della sua città natale negli ultimi decenni. Dopo essersi laureato alla Beijing Forest University, dove ha studiato scienza e ingegneria dei materiali, ha viaggiato tra la Cina e l’Europa accumulando esperienza internazionale nel settore del design, dell’ingegneria e del commercio. Nel 2012 ha fondato Frank Chou Design Studio, dove produce pezzi che rispondono alla sensibilità e alle esigenze dello stile di vita orientale contemporaneo.

    M&O-JAN-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-Combo-Middle-Chair-Frank-Chou

    M&O-JAN-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-Combo-Sofa-Frank-Chou

    Sopra: ritratto di Frank Choua destra la Middle chair, ispirata alla tradizionale sedia cinese in bamboo. Sotto: Il sofa modulare Combo si ispira alle lavorazioni tipiche della tappezzeria artigianale.

    Chen Furong – Fondatore del marchio di lampade, mobili e accessori WUU, Chen Furong disegna collezioni guardando alle tecniche artigianali con una visione modernista.
    Nato a Zhangzhou, ha studiato presso l’Istituto di Arti Visive di Shanghai, laureandosi in design integrato. Dopo la laurea ottenuta nel 2012, ha viaggiato con alcuni amici attraverso la Cina, intervistando artigiani locali. Furong ha fondato il suo studio di Xiamen nel 2014 e sempre quell’anno ha partecipato al programma Artisanship Revival della rivista Homeland, dove ha lavorato a stretto contatto con artisti locali a Fuzhou, combinando tecnologia e manifattura tradizionale.

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    M&O-JANUARY-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-T-Series-FURONG

    Sopra: ritratto di Chen Furong e a sinistra il tavolo Axis.Sotto la serie T Lamp 

    Mario Tsai preferisce “usare meno e progettare meglio”. Dopo essersi laureato alla Beijing Forest University, Tsai ha viaggiato in Cina e Nepal. Si è poi trasferito a Hangzhou dove, nel 2014, ha creato Mario Tsai Studio. Da allora ha lavorato con clienti provenienti dalla Cina e dall’Europa e ha partecipato a fiere del mobile a livello internazionale. La sostenibilità ambientale e la ricerca sui materiali sono fondamentali nella sua attività. Le sue opere includono il Pig Side Table realizzato con semplici tubi in tubi in alluminio.

    M&O-Jan-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-Pig side table-Mario-Tsai

    Ritratto di Mario Tsai; a destra, Pig side table (tavolino di servizio)

    Hongjie Yang è nato e cresciuto in Cina. Ha continuato a studiare negli Stati Uniti e alla Design Academy di Eindhoven, in Olanda, dove ha conseguito il Master in Contextual Design. Dopo aver vissuto e viaggiato all’estero negli ultimi 12 anni, attualmente vive nei Paesi Bassi. Le sue opere potenti e materiche, che esplorano il divario tra natura e cultura, sono state esposte in molti paesi tra cui Stati Uniti, Francia, Paesi Bassi, Svizzera, Germania, Italia e Cina.

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    M&O-Jan-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-HONGJIE-YANG-monolith mirror

    Sopre: ritratto di Hongjie Yang ; Synthesis monolith coffee table (tavolo basso)
    sotto: Synthesis monolith mirror (specchio)

    Ximi Li ha conseguito il Bachelor in Industrial Design presso la China Academy of Art di Shanghai e un Master in design del mobile presso il Politecnico di Milano. Ha lavorato per Andrea Branzi e Luca Trazzi in Italia e, al suo ritorno a Shanghai, è entrato a far parte di Neri & Hu, ricoprendo il ruolo di Chief Designer per 6 anni. Nel 2016 ha creato lo studio di design indipendente Ximi Li e il marchio di arredamento URBANCRAFT. Impegnato nella fusione culturale e nel raggiungimento di un alto standard di qualità arigianale, Ximi Li ha prodotto il premiato tavolino da toilette Jiazhuang (“dowry”) in acciaio, pelle e quercia ispirato alla tradizionale scatola di gioielli cinese.

    M&O-Jan-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-XIMI-LI-design

    M&O-Jan-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-JIAZHUANG DRESSING TABLE-Ximi Li Design

    Above: Ritratto di Ximi LiMirror Yuan (specchio). Sotto: Jiazhuang (‘dowry’) dressing table 

    Bentu – Chen Xingyu ha fondato il marchio di design Bentu al fianco di Xu Gang, Peng Zeng e Chen Xingguang nel 2011. Laureato in design industriale presso l’Università di Guangzhou, Xingyu è sensibile ai temi sollevati da una società in rapido sviluppo, ad esempio riciclando materiali che altri ritengono rifiuti e trasformandoli in mobili, apparecchi da illuminazione e accessori. Il suo studio con sede a Guangzhou, noto per la sperimentazione, l’innovazione e per l’utilizzo di materiali ecocompatibili, ha vinto numerosi premi tra cui un Red Dot Design Award 2017. L’ultima collezione “Terrazzo” ricicla i rifiuti ceramici, proponendo un’industria del mobile sostenibile nella città di Foshan, il più grande hub dell’industria ceramica del mondo.
    La collezione utilizza cemento, residui di pietra e scarti di ceramica per creare oggetti come il Yuan Plantpot e le lampade a sospensione Tu e Planet.

    M&O-JAN-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-BANTU

    M&O-JAN-2019-RISING-TALENT-AWARDS-CHINA-BANTU-Pin-Wal- Light

    Sopra: Ritratto di Chen Xingyu Planet, lampade a sospensione
    Sotto: Pin, lampade da parete.

     

    Immagini: courtesy of Maison&Objet

  • “Swell”, la nuova installazione di We+, cattura il vento e la luce

    Swell”, l’ultima installazione progettata dallo studio giapponese we+, è una magia che cattura il vento e la luce. (altro…)

  • Architettura: annunciate le 383 opere in gara per l’EU Mies Award 2019

    La Commissione Europea e la Fondazione Mies van der Rohe hanno annunciato l’elenco delle 383 opere in gara per il Premio dell’Unione Europea per l’architettura contemporanea Mies van der Rohe, che sarà assegnato a maggio 2019.
    (altro…)

  • venice-stuff-Raffaella-BRUNZIN-embroidery-gummy-bracelet

    Design di qualità: a Venezia dal 13 dicembre la 5°edizione di Ve.NICE STUFF

    Il 13 dicembre, a Venezia, inaugura la quinta edizione di Ve.NICE STUFF, nella sede di UNISVE a Dorsoduro. (altro…)

  • nendo

    Giappone e giapponismi al MAD – Musée des Arts Décoratifs di Parigi

    Il Musée des Arts Décoratifs di Parigi celebra il prezioso contributo della cultura giapponese all’arte e al design in una mostra intitolata “Japon-Japonismes, 1867-2018” (Giappone-giapponismi, 1867-2018)

    copertina: Sato Oki “Cabbage” Chair, Nendo Editions, Giappone, 2008
    Musée des Arts Décoratifs © MAD Parigi / foto: Jean Tholance

    Aperta fino al tre marzo 2019, la mostra è parte del progetto “Japonismes 2018: les âmes en resonance” (Giapponismi 2018: anime in risonanza), un vasto programma di iniziative organizzate in molte sedi, non solo nella capitale, per  festeggiare i 160 anni di relazioni diplomatiche fra il governo francese e quello giapponese. I visitatori hanno l’opportunità di ammirare circa 1500 opere che coprono un’ampio ventaglio di media artistici, dall’arte al design, dalla moda alle arti grafiche alla fotografia.

    Sou Fujimoto, il celebre architetto giapponese noto per il progetto del padiglione estivo delle Serpentine Gallery nel 2013, è responsabile dell’allestimento della mostra che si estende per oltre 2.200 metri quadrati su tre piani.
    “Japon-Japonismes, 1867-2018” presenta la collezione di opere storiche giapponesi del Musée de Arts Décoratifs – una delle più importanti in Francia – insieme ai cosidetti giapponismi, da cui il titolo della mostra, ovvero creazioni di artisti e designers occidentali, intenzionalmente ispirate all’estetica giapponese.
    La mostra, che comprende opere di Hokusai, Emile Gallé, René Lalique, Kuramata Shiro, Charlotte Perriand e Tanaka Ikkō è co-organizzata dal Musée des Arts Décoratifs e dalla Fondation du Japon.

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    Chiyogami — Carta decorata, Giappone, 19° secolo.
    Musée des Arts Décoratifs © MAD Pagi / foto: Jean Tholance

     

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    Issey Miyake, « Nihon buyo », Série n°1, primavera-estate 2016
    © Issey Miyake INC. / foto Francis Giacobetti

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    Charlotte Perriand – chaise longue Bamboo, 1940
    Musée des Arts Décoratifs © MAD Paris / foto: Jean Tholance Adagp, Parigi, 2018

     

    Japon-Japonismes, 1867-2018
    dal 15 novembre 2018 al 3 marzo 2019
    MAD – Musée des Arts Décoratifs – Site Rivoli
    107-111, rue de Rivoli, 75001 Parigi

  • Il pony express a guida autonoma YAPE ha vinto il “German Design Award” 2019

    YAPE- il primo veicolo autonomo elettrico per lo urban delivery ha vinto il prestigioso premio German Design Award 2019.

    Cosè YAPE
    Progettato interamente in Italia, YAPE – acronimo di Your Autonomous Pony Express – è un piccolo veicolo a due ruote a guida autonoma progettato per la consegna della posta.
    Agile e dalle forme arrotondate e pulite, YAPE si è aggiudicato il German Design Award, uno dei riconoscimenti più prestigiosi al mondo nel settore del disegno industriale, dove ha primeggiato nella categoria degli Utility Vehicles, surclassando prodotti internazionali dedicati all’ industria e alla logistica.

    Il premio sarà consegnato ufficialmente nel corso di una serata di gala a Francoforte il prossimo 8 febbraio 2019. «YAPE, con il suo design arrotondato così friendly e appealing, è la soluzione perfetta per l’ultimo miglio – scrive la giuria del premio nelle motivazioni – Una straordinaria alternativa alla consegna di merci tramite drone».

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    YAPE ha caratteristiche che lo rendono particolarmente adatto a muoversi negli spazi stretti e irregolari dei centri storici italiani ed europei, sia su marciapiede (a una velocità massima di 6 chilometri orari) sia su pista ciclabile (fino a 20 km orari) con un’autonomia di circa 80 km.
    YAPE viaggia su due ruote dotate di motori elettrici autonomi che minimizzano il consumo di energia massimizzando l’agilità di movimento, può effettuare rotazioni sul posto e di superare facilmente ostacoli come il bordo del marciapiede o le rotaie del tram.
    L’ecosistema YAPE è fondato su una piattaforma di gestione grazie alla quale un utente, tramite una app, può chiamare il robot, ad esempio sotto casa propria, e affidare il pacchetto al suo vano porta pacchi – con capacità di carico fino a 70 chilogrammi – indicando nella app il destinatario: l’indirizzo potrà essere determinato anche in modo automatico dalla posizione GPS del destinatario registrato alla piattaforma.
    La partenza e la consegna del pacco sono certificati da un sistema che combina le credenziali nello smartphone di mittente e destinatario con la face recognition abilitando l’apertura del vano soltanto alle persone autorizzate dalla piattaforma, la cui identità è verificata dal robot.

    Il veicolo è nato ed è stato sviluppato dal Gruppo e-Novia, la Fabbrica di Imprese, una «Enterprises Factory», che trasforma ricerca in prodotto.
    La “Fabbrica di Imprese” promuove, costituisce e sviluppa società innovative, ad alto valore tecnologico, attraverso la valorizzazione delle proprietà intellettuali sviluppate in collaborazione con i principali istituti di ricerca italiani e con le corporate internazionali. e-Novia è stata inserita dal Financial Times tra le mille aziende europee che sono cresciute più velocemente negli ultimi tre anni.

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    YAPE di e-Novia

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     YAPE durante una consegna dimostrativa a Cremona. Immagini tratte da video

  • Il landmark panoramico di MAD per la Fenix Warehouse di Rotterdam

    MAD Architects è stato incaricato dalla Fondazione Droom en Daad di progettare un punto panoramico in cima allo storico magazzino Fenix di Rotterdam.

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    Il magazzino si trova sulla penisola di Katendrecht, sul lato meridionale del porto di Rotterdam, un tempo sede di una delle più antiche chinatown d’ Europa. Agli inizi del Novecento era qui che si poteva comprare l’oppio e che il primo ristorante cinese aprì le sue porte nei Paesi Bassi, e probabilmente in Europa.

    Oltre al belvedere – una grande spirale blu che sviluppa verso il cielo – MAD progetterà un atrio pubblico con una scala che consentirà di collegare il piano terra con i livelli superiori e con il punto di osservazione sul tetto del magazzino.
    Il primo piano del magazzino Fenix sarà in futuro utilizzato per far conoscere la storia della migrazione di Rotterdam, poiché milioni di persone lasciarono l’Europa da queste sponde, la maggior parte dei quali diretti a Ellis Island, storico punto di arrivo dei migranti negli Stati Uniti.

    Come ha affermato Wim Pijbes, direttore della fondazione Droom en Daad, la Fenix Warehouse è destinata a diventare un punto di riferimento per i milioni di persone che hanno lasciato l’Europa dalle rive del Maas e per tutti coloro che arrivano oggi.

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    Immagini: courtesy of MAD Architects

  • Aiutiamo Arte Sella! Il parco è stato gravemente danneggiato dal maltempo

    Copertina: Riccardo, Federica e Gea ad Arte Sella nell’autunno 2015

    Arte Sella è un eccezionale museo a cielo aperto, una perfetta simbiosi fra arte contemporanea e natura. Questo parco, che si estende in un bosco della val di Sella, in Trentino Alto Adige è noto in tutto il mondo per la visione innovativa che unisce le installazioni realizzate da artisti di fama internazionale e la potenza nell’ambiente naturale (trovi il nostro articolo su Arte Sella a fine pagina).

    Sfortunatamente, in seguito al grave evento calamitoso del 29 ottobre scorso, l’intero bosco che ricopriva il versante sud del monte Armentera, nel quale si snodava il percorso artistico ArteNatura, è stato abbattuto. Per questo chiediamo a tutti di sostenere concretamente, con una donazione, la sua ricostruzione.  

    Arte Sella destroyed

    Una delle installazioni distrutte dalla tempesta di ottobre 2018. Foto via Trento Today

    Inexhibit sostiene Arte Sella.
    È possibile effettuare una donazione tramite PayPal o tramite bonifico bancario:
    IBAN: IT36W0810234401000041050846 

    Altre info al sito
    http://www.artesella.it/it/news/2018/aiutaci-a-sostenere-la-ricostruzione-di-arte-sella.html

    arte sella Dougherty

    Patrick Dougherty, Tana Libera Tutti, 2011- copyright Arte Sella – Foto Giacomo Bianchi

  • giacomo-balla-villa-borghese-roma-cover

    Roma – la pittura pre-futurista di Giacomo Balla a Villa Borghese

    Il Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese – ospita dal 29 novembre 2018 al 17 Febbraio 2019 un’ interessante mostra antologica che raccoglie le opere di Giacomo Balla pre-futurista.

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    Giacomo Balla, “Maggio”, 1906 circa. Trittico, olio su tela, cm. 73 x 187. Roma, Palazzo della Consulta al Quirinale, Corte Costituzionale.

    Intitolata “Balla a Villa Borghese” la mostra curata da Elena Gigli presenta un focus incentrato sulle opere dipinte dall’artista nella Villa: un’indagine sulla prima produzione pittorica di Balla che, non ancora nella fase futurista, è rivolta soprattutto allo studio della luce e del colore.
    Ma perché Villa Borghese? Giacomo Balla si trasferisce nel 1904 in un monastero situato all’angolo fra via Paisiello e via Nicolò Porpora, al margine nord est del parco di Villa Borghese.
    Dalla finestre della sua abitazione il pittore osserva e dipinge ciò che vede dal balcone del suo studio, o subito fuori della porta dell’abitazione. Fino al 1910, anno in cui realizza il grande polittico Villa Borghese, il tema della natura ai confini della città diventa per Balla ciò che per Paul Cézanne è stata la “Montagne Sainte Victoire”: materia da studiare e indagare, da scarnire fino all’astrazione.
    Quello della natura, presentato in mostra attraverso circa 30 opere, è uno dei primi temi sperimentali affrontati da Balla, come saranno, negli anni di adesione al Futurismo, le tematiche del movimento e della velocità sviluppate con precisione cronofotografica .

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    Giacomo Balla, “Alberi e siepe a Villa Borghese”, 1905 circa. Olio su tela, cm. 101 x 100.8.
    Collezione della Fondazione Cariverona.

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    Giacomo Balla “Villa Borghese dal balcone”,1907 circa. Olio su tela, cm. 100 x 120.
    Collezione privata.

    In mostra sarà proiettato il film di Jack Clemente “Balla e il Futurismo”, vincitore del premio Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 1972 nella sezione documentari d’arte.

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    Giacomo Balla, Le Torri del Museo Borghese, 1905 circa. Pastello su carta, cm. 37 x 26.5 Collezione privata

    “Balla a Villa Borghese”
    Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese
    Viale Fiorello La Guardia, Roma
    29 novembre 2018 / 17 Febbraio 2019

    Maggiori info sul sito: www.ballavillaborghese.it/

  • Al Louisiana in mostra il lavoro dello studio ELEMENTAL di Alejandro Aravena

    Il Louisiana di Humblebæk, in Danimarca, ospita fino a febbraio 2019 una mostra dedicata allo studio Elemental di Alejandro Aravena. La mostra è la seconda di un ciclo di esposizioni monografiche di architettura intitolato “The Architect’s Studio
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    Design: una collezione permanente per i 20 anni del SaloneSatellite

    Il SaloneSatellite, la manifestazione che il Salone del Mobile di Milano dedica ogni anno ai giovani designers, ha compiuto 20 anni nel 2018.
    Da ieri, 8 novembre, una mostra permanente, allestita presso il Polo Formativo Legnoarredo, Fondazione ITS Rosario Messina, a Lentate sul Seveso, accoglie una collezione di pezzi scelti fra quelli presentati da oltre 11.000 designers che hanno partecipato alle 21 edizioni scorse. A questi sono affiancati gli oggetti della Collezione SaloneSatellite 20 Anni, una speciale edizione di oggetti disegnati appositamente per la celebrazione del ventennale da affermati designer che condividono il debutto della loro carriera alla manifestazione milanese.

    L’obiettivo è di creare un percorso che possa restituire ai visitatori l’ evoluzione artistica e metodologica che caratterizza il design contemporaneo. La mostra si arricchirà, anno dopo anno, con i nuovi pezzi che saranno presentati nelle edizioni a venire.

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    Immagini della collezione permanente del SaloneSatellite a Lentate sul Seveso.

    Polo Formativo Legnoarredo
    Fondazione ITS Rosario Messina
    Via Don Carlo Gnocchi 10
    Lentate sul Seveso (MB)

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  • Viviamo nelle ‘case del futuro’ immaginate nel secolo scorso? La mostra ‘Home Futures’ a Londra

    La mostra ‘Home Futures’, al Design Museum di Londra dal 7 novembre 2018 è un indagine su un tema affascinante: le abitazioni in cui viviamo oggi somigliano alle ‘case del futuro’ immaginate dai progettisti che le hanno elaborate nel corso  del ‘900, o la nostra idea di casa si è dimostrata resistente ad un vero cambiamento? (altro…)

  • BIG-we-grow-scuola New York -interior-00

    New York – BIG reimmagina lo spazio dell’educazione con il progetto WeGrow

    E’ stata aperta a Manhattan la prima scuola WeGrow. Fondata da Rebekah Neumann la scuola si basa su un approccio olistico all’educazione, “una comunità educativa che promuove la crescita nella mente, nel corpo e nell’anima degli umani elevando la coscienza collettiva del mondo”.
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  • Al Maxxi di Roma “LOW FORM”: visioni nell’era dell’intelligenza artificiale

    LOW FORM. Imaginaries and Visions in the Age of Artificial Intelligence è la mostra allestita al MAXXI – Museo delle Arti del XXI secolo di Roma fino al 24 febbraio 2019
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  • Vite di coppia nel mondo dell’arte: una mostra al Barbican di Londra

    Fino al 27 gennaio 2019 la Barbican Art Gallery di Londra ospita un’ interessante mostra dal titolo “Modern Couples: Art, Intimacy and the Avant-garde“.
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  • rinascente-salone-satellite-2018-VASCONCELLOS-Italodesk-Valdo

    La Rinascente di Milano punta sui giovani designers del SaloneSatellite

    Anche quest’anno La Rinascente di Milano espone e mette in vendita gli oggetti disegnati dai giovani designers premiati al SaloneSatellite 2018.

    copertina: Stefano Carta Vasconcellos, “ItalodDesk” + sgabello “Valdo”

    Per il 6° anno consecutivo la Rinascente apre le porte del suo Design Supermarket ai nuovi talenti del mondo del progetto internazionali scelti durante l’edizione 2018 della manifestazione fieristica.  Dal 3 ottobre e fino al 25 dicembre 2018, saranno in mostra e in vendita 12 prodotti che si distinguono per l’uso e il trattamento dei materiali, l’attenzione per l’ambiente e la grande carica di eclettismo, semplicità e positività.
    I loro autori sono: Stefano Carta Vasconcellos (Italia), Vincitore del SaloneSatellite Award 2018, Mauro Baronchelli (Italia), Visser + Meijwaard (Olanda), Nöme (Russia), Kenkö (Germania), Valentina Zuendel (Italia/Austria), Alizarina Studio (Italia).

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    Mauro Baronchelli, Lampade “Giraffona” e “Giraffina”

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     Visser + Meijwaard, collezione “Truecolors”

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    Nöme, collezione “Perception”

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     Kenkö, Expander Double

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    Valentina Zuendel, seduta “Riccio”

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     Alizarina Studio, pannello in tessuto

    La 21° edizione del SaloneSatellite, con la curatela di Marva Griffin Wilshire, suggeriva quale fonte di ispirazione il Sud del Mondo, grazie alla mostra multimediale “AFRICA & LATIN AMERICA Rising Design / Design Emergente”, e proponeva una riflessione sul design delle origini quale punto di partenza per plasmare oggetti espressione di un nuovo, perfetto equilibrio tra progetto, funzione e bellezza.

    Gli oggetti sono in vendita a La Rinascente di Piazza Duomo a Milano al Design Supermarket
    dal 3 ottobre al 25 dicembre 2018

     


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