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Piccolo Museo del Diario

Piazza Plinio Pellegrini 1 - Pieve Santo Stefano
Toscana, Italy
Telefono: +39 (0)575797730
Sito: http://www.piccolomuseodeldiario.it
Chiuso il: Aperto tutti i giorni tranne Sabato e Domenica mattina
Tipologia: Storia

Custodire e raccontare la memoria | il Piccolo Museo del Diario

C’è un posto dove si può imparare la Storia senza leggerla sui libri: la Storia che ognuno di noi ha dovuto studiare, a volte controvoglia, sui manuali della scuola, nel Piccolo Museo del Diario è raccontata attraverso le testimonianze e la vita delle persone comuni.

Il Museo è una esposizione permanente pensata per mettere in mostra e valorizzare le oltre 7000 storie scritte, raccolte e conservate fin dal 1984 presso l’Archivio Diaristico Nazionale.

L’Archivio Diaristico Nazionale è stato fondato dal giornalista e scrittore Saverio Tutino (1923-2011) nel paese di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo.
Nel 1944, dopo aver espulso tutti i suoi abitanti, il paese venne quasi totalmente raso al suolo dalle truppe Naziste; dell’antico nucleo storico, solo la chiesa e il palazzo comunale sopravvissero. Al loro ritorno dall’esilio, gli abitanti trovarono che le loro case, ed insieme a loro una parte rilevante della loro memoria, non esistevano più.

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Una delle sale della mostra permanente del Piccolo Museo del Diario, foto courtesy dot.dot.dot

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L’installazione portatile “l’alfabeto della memoria”, foto courtesy dot.dot.dot

L’archivio, prendendo lo spunto dalla volontà di risarcire una parte di quel patrimonio perduto, si pone l’obbiettivo di celebrare e far conoscere quei piccoli archivi della memoria rappresentati dai diari, i messaggi d’amore, i racconti autobiografici e le lettere personali scritti da persone comuni di tutta Italia.

La mostra permanente del Museo del Diario è realizzata attraverso una serie di spazi immersivi, progettati con l’intento di accompagnare i visitatori dentro la narrazione: spazi realmente multisensoriali, nei quali la fisicità degli oggetti evocatori – le cassettiere, i tavoli, gli oggetti domestici – esalta la potenza della parola e si salda con voci, suoni, riflessi della luce.

Il percorso permanente, con le installazioni progettate dallo studio dot.dot.dot. dal 2013, si evolve e si amplia di anno in anno; l’ultimo spazio aperto al pubblico la stanza del lenzuolo, inaugurato a metà settembre 2016, arricchisce ulteriormente la narrazione basata su diari, epistolari, memorie autobiografiche di persone sconosciute che hanno lasciato traccia delle loro vite.

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“La stanza del lenzuolo”, foto courtesy dot.dot.dot

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L’installazione “Terra Matta”, foto courtesy dot.dot.dot

Il fruscio degli altri – la sala dedicata all’archivio, è un vivaio di memorie, confessioni e segreti nascosti in scaffali e cassetti pronti per essere svelati. Il visitatore vive un’esperienza di immersione visiva e sonora perché i diari bisbigliano, si parlano, generando un fruscio di vite e memorie di persone presenti e assenti.

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L’installazione “Il fruscio degli altri”, foto courtesy dot.dot.dot

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