Biennale Arte Venezia | Australia – P. Nordici – USA

Luogo: Venice, Italy
La Biennale di Venezia
Testo di Federica Lusiardi, Inexhibit
Foto di Inexhibit

Venezia | La Biennale – 56a Mostra Internazionale d’Arte – PARTE 4
Giardini: Padiglioni di Australia | Paesi Nordici | Stati Uniti

Padiglione Australiano
“Fiona Hall – Wrong Way time”
Fiona Hall
Commissiario: Simon Mordant
Progetto del nuovo padiglione: Denton Corker Marshall, Melbourne.

Dopo due decenni i Giardini di Castello si sono arricchiti con la realizzazione del nuovo padiglione australiano, il primo costruito nel 21° secolo. L’ edificio espositivo, progettato dallo studio di Melbourne Denton Corker Marshall, è un rigoroso volume monolitico color antracite affacciato sul canale che attraversa l’area dei Giardini. L’accesso al padiglione avviene attraverso una lunga rampa che conduce alla terrazza e quindi all’interno dello spazio, un “white box” a pianta quadrata di 240 metri quadrati di superficie.

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Arabeschi di ossa, orologi a cucù, inquietanti figure popolano lo spazio del padiglione: Wrong Way time, l’installazione multisensoriale di Fiona Hall, che rappresenta l’Australia alla 56° biennale d’Arte di Venezia è una cupa rappresentazione degli eventi politici, finanziari, ambientali  che ci  riguardano a livello globale e, per dirla con le parole dell’artista, “ l’opera è “un campo minato di follia, cattiveria e tristezza in egual misura”.

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Padiglione dei Paesi Nordici
“Rapture”
Camille Norment
Commissario: Office of Contemporary Art Norway.

Per la prima volta nella storia della biennale d’arte il bel padiglione dei paese nordici, progettato nel 1958 dall’architetto norvegese Sverre Fehn, è stato affidato alla Norvegia e al lavoro di Camille Norment.
Ispirata dalle sonorità prodotte dalla Glass Armonica, un leggendario strumento musicale dal suono etereo e intrigante risalente al 18° secolo, che venne bandito perchè ritenuto eccessivamente eccitante, “Rapture”, l’installazione  site-specific di Camille Norment  esplora le relazioni fra il corpo e il suono, e trasforma lo stesso padiglione in un corpo di “estasi e rotture”, armonie e dissonanze.

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Padiglione degli Stati Uniti d’America
They come to us without a word
Joan Jonas
Commissiario: Mit List visual Arts center, Cambridge, Massachussetts, in cooperazione con U.S. Department of State.

Il padiglione degli Stati Uniti è stato affidato all’artista Joan Jonas e alla sua  installazione They come to us without a word. L’opera della Jonas, una delicata riflessione sulla fragilità della natura in una situazione caratterizzata da rapidi e drammatici cambiamenti, si sviluppa lungo il percorso  delle cinque sale, ognuna delle quali è intitolata ad un soggetto: a creature viventi come i pesci e le api; ad oggetti e a forze della natura, gli specchi e il vento; a un luogo, la stanza della casa. I frammenti delle storie gotiche provenienti dalla narrazione orale della Nova Scotia, sono il legame fra i temi delle stanze.

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Foto © Inexhibit, 2015


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Biennale d’Arte di Venezia 2015 – All the World’s Future – Indice

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