I giardini dei Musei | I parchi di sculture

Giardini dei Musei : Sculpture gardens
Testo di riccardo Bianchini, Inexhibit
Crediti fotografici:vedi le didascalie

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Tom Claassen “Rocky lumps”, Giardino del Museo Kröller-Müller in Olanda
Photo Courtesy of Kröller- Müller Museum.

Giardini dei musei | Sculpture gardens

Penombra, nebbia, prati e siepi, querce secolari e arbusti di rosmarino, laghetti calmi o fontane spettacolari, luoghi per rilassarsi e meditare o vivaci spazi per eventi; un giardino è sempre un posto speciale per i fortunati musei che ne contemplano uno. Ma non tutti i giardini sono uguali, ognuno è  diverso da ogni altro e possiede una propria “personalità”.
Storia, cultura, clima, spazio disponibile, un ambiente urbano o uno agreste, sono tutte variabili che concorrono a creare la specificità di quelle aree verdi, a volte grandi parchi, che sono associate ai musei. Tuttavia possiamo, per comodità,  individuare alcune famiglie a cui la maggior parte dei giardini appartiene. Quello che segue è un breve, e si spera rilassante, viaggio attraverso alcuni dei più affascinanti giardini dei musei.
La prima tipologia è una delle più apprezzate dai visitatori, gli sculpture gardens; spazi assimilabili a gallerie espositive all’aperto nelle quali i musei estendono le proprie collezioni permanenenti, spesso di grande qualità.

Il giardino del Museo Kröller-Müller in Olanda

Il Parco del museo Kröller-Müller è uno dei più celebri al mondo.
La sua peculiarità, insieme alla qualità delle opere e delle micro-architetture che ospita, fra le quali opere di August Rodin, Gerrit Rietveld, Henry Moore, Barbara Hepworth, Richard Serra e Jean Dubuffet, sta nell’esperienza complessiva che offre ai visitatori.
Il giardino – in realtà un parco di 25 ettari disegnato da JTP Bijhouwer, e successivamente ristrutturato da Evert van Straaten e West 8 Landscape Architects – è  un ambiente nel quale gli elementi della natura e le opere coabitano in perfetta simbiosi; le grandi sculture poggiano sui prati, emergono dal mezzo di uno stagno o compaiono in luoghi inaspettati. Gruppi di grandi alberi di varie specie locali creano un contesto ideale per le opere,  formando zone ombreggiate e fresche in estate, spazi traslucidi di luce rossastra durante l’autunno e luoghi misteriosi d’inverno.

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Sopra: l’edificio del Museo. Sotto a sinistra: “Igloo di pietra” di Mario Merz.
Sotto a destra: “Jardin d’émail” di Jean Dubuffet. 
Photos courtesy of Kröller-Müller Museum.

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Sopra: in primo piano “Otterlo” di Marta Pan. Foto di American_rugbier.
Sotto, in primo piano: “Landschaps-Zonneproject” di Piet Slegers, sullo sfondo: “K-piece” di Mark Di Suvero. Foto di Johan Wieland.

Il giardino Billy Rose dell’Israel Museum a Gerusalemme

Il Billy Rose Art Garden è uno spazio in cui nulla sembra essere lasciato al caso. Progettato dal designer Isamu Noguchi, al Billy Rose Art Garden è chiaramente percepibile l’influenza dei giardini zen giapponesi. Così, le sculture di Rodin, Picasso, Lipchitz, Moore, Judd, Oldenburg e Serra, solo per citarne alcune, sono disposte in una precisa griglia di piccoli terrazzamenti. Sentieri puliti fiancheggiati da alberi, rocce accuratamente posizionate, superfici realizzate in nudo cemento, pietra e acqua creano una matrice affascinante di arte e natura.

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Il Billy Rose Art Garden. Da sopra a sotto: “Negev” di Magdalena Abakanowicz. “720°” , installazione di Ron Arad vista dal giardino, photo Niva Simon, Elia Posner e Ilya Mushkov. “Profile” scultura di Pablo Picasso. Foto courtesy Israel Museum.

Lo sculpture garden dell’ Hirshhorn Museum, USA

Il giardino dell’ Hirshhorn Museum di Washington è uno dei casi più tipici di sculpture garden in ambiente urbano. Il giardino è stato realizzato in contemporanea con la costruzione del museo, progettato da Gordon Bunshaft dello studio Skidmore, Owings & Merrill.

A causa della loro localizzazione urbana di solito questi giardini non possono puntare sull’estensione come succede per i musei in campagna e il loro ruolo è, come in questo caso, molto importante poiché agiscono come cuscinetti, fisici e psicologici, interposti fra il museo e il rumore del traffico e della città.
Il giardino delle sculture del Museo Hirshhorn, che occupa una superficie di 11.000 metri quadrati circondando completamente l’edificio del museo, è diviso in settori cuneiformi e ospita opere di Rodin, Calder, Jeff Koons.
Un secondo giardino, di forma rettangolare, sopraelevato rispetto al livello stradale, si trova di fronte al museo: qui le opere vengono esposte a rotazione.

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Dall’alto al basso e da sinistra a destra: l’inaugurazione di “Song 1” di Doug Aitken, nell’ Hirshhorn Garden. Sculture di Juan Muñoz, Francisco Zuniga, Arnaldo Pomodoro, Willem de Kooning, Giacomo Manzu.

La Collezione Peggy Guggenheim a Venezia

Lo spazio all’aperto della Peggy Guggenheim Collection di Venezia, anche se non grande come altri giardini museali, è sicuramente un unicum. Non solo perché si affaccia sul Canal Grande, ma anche per l’atmosfera assolutamente speciale che lo pervade. L’area esterna dedicata alle sculture include il Patsy R. e Raymond D. Nasher Sculpture Garden, una terrazza affacciata sul Canale e un altro affascinante cortile. L’ integrazione tra arte e paesaggio è esemplare e sembra che le opere siano state create in questo posto non diversamente dai fiori e dagli alberi.  La personalità di Peggy Guggehmeim informa ancora l’intero sito e il fatto che sia vissuta qui fa percepire la spazio come un luogo quasi domestico. Anche se una lapide  ricorda che le ceneri di Peggy Guggenheim sono sepolte nel giardino, probabilmente non saremmo del tutto sorpresi nel vederla uscire dall’edificio per chiedere se desideriamo una tazza di tè.

Tuttavia sarebbe fuorviante ritenere il giardino della Collezione Peggy Guggenheim semplicemente un piacevole rifugio, poichè in realtà si tratta di un’ impressionante galleria all’aperto di capolavori di artisti come Arp, Duchamp, Ernst, Giacometti, Holzer, Marini, Minguzzi, Merz, Moore, Noguchi, Ono, Paladino e Kapoor, solo per citarne alcuni, in parte provenienti dalla collezione permanente del museo e in parte da prestiti a lungo termine di altre istituzioni.

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Dall’alto al basso: Lo spazio all’aperto del Peggy Guggenheim.
“Working Model for Oval with Points” di Henry Moore. Photos © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Ph. AndreaSarti/CAST1466.
A sinistra: la lapide di Peggy Guggenheim’. Foto di Sarah Rose. A destra: lo Sculpture garden con “Untitled” di Anish Kapoor e “Laone urlante II” di Mirko, foto di Charlotte Chen.
“Pomona” di Marino Marini, foto di Sarah Rose.


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