Ricapitolando: le Esposizioni della Triennale

Place: Milano, Country: Italy
Triennale di Milano
Breve rassegna delle Esposizioni Internazionali della Triennale di Milano
Testi di Inexhibit
Immagini: courtesy of Triennale di Milano

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XI TRIENNALE DI MILANO 1957. Padiglione della mostra degli Stati Uniti, Walter Dorwin Teague e Paul McCobb.

Ricapitolando – Le Esposizioni Internazionali della Triennale di Milano

La XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano si svolgerà dal 2 aprile al 12 settembre 2016. Con il sostegno del BIE, Bureau International des Expositions, dopo  20 anni dall’ultima edizione del 1996, la Triennale di Milano ha deciso di riorganizzare la storica Esposizione Internazionale che si intitolerà “21st Century. Design After Design”.

Le Esposizioni Internazionali hanno inizio negli anni ’20 del secolo scorso, e nascono con l’intento di promuovere una concezione unitaria di tutte le forme d’arte e di espressione creativa in stretta relazione con le evoluzioni sociali e con lo sviluppo economico del paese.

L’Esposizione Internazionale delle Arti Decorative venne inizialmente organizzata nell’ambito delle attività dell’ISIA – Istituto Superiore di Industrie Artistiche- di Monza, dove si svolse per quattro edizioni, 1923,1925,1927 e 1930. Nella sede della Villa Reale le prime tre esposizioni furono caratterizzate dall’attenzione per le arti grafiche, la ceramica e le arti decorative in genere, mentre la IV intitolata ” Esposizione Internazionale delle arti decorative e industriali moderne”, l’ultima organizzata in quella sede, rivelerà un più forte interesse per l’architettura, oltre a segnare il passaggio alla cadenza triennale della manifestazione.

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I BIENNALE DI MONZA 1923. Sala futurista italiana, Fortunato Depero.

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III BIENNALE DI MONZA 1927. Sala del Labirinto, Ponti, Lancia, Venini, Chiesa

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IV TRIENNALE DI MONZA 1930, Casa Elettrica, società Edison, arch.tti Figini, Pollini, Frette, Libera, Bottoni.

Quando nel 1933 nel Parco Sempione di Milano terminano i lavori di costruzione del Palazzo dell’Arte progettato da Giovanni Muzio, la rassegna si sposta nella nuova prestigiosa sede e la Triennale assume una forma giuridica autonoma. Sarà l’architettura la protagonista della V Esposizione Internazionale delle Arti decorative e industriali moderne e dell’architettura moderna curata da Mario Sironi, e il Palazzo dell’Arte, nel quale verrà realizzato l’apparato decorativo di dipinti murali e bassorilievi, il centro di una edizione che si sviluppa in stretto rapporto con il parco.  Qui vengono realizzati quaranta edifici sperimentali temporanei progettati da architetti come Figini e Pollini – già protagonisti con La Casa Elettrica della Triennale del 1930 –  Giuseppe Terragni, Piero Portaluppi, Pietro Lingeri e il gruppo B.B.P.R.

Nell’insieme la V Esposizione è una sorta di rassegna  dell’architettura moderna europea e del razionalismo italiano, riconosciuto dal regime fascista  come avanguardia tecnica e culturale funzionale al processo di modernizzazione nazionale.

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V TRIENNALE DI MILANO 1933, Impluvium, fontana di Mario Sironi.
A destra il manifesto dell’esposizione del 1933 disegnato da Mario Sironi

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V TRIENNALE DI MILANO 1933, a sinistra Padiglione La scuola 1933 con la mostra delle aule scolastiche tipo, progettate dagli architetti Ambrogio Annoni e Umberto Comolli. Foto Crimella, tratta da “La Rivista illustrata del popolo d’Italia” – numero speciale V Triennale di Milano 1933.
A destra, I° galleria dell’Italia alla Mostra internazionale di architettura, Foto Crimella, tratta da V Triennale di Milano – Catalogo ufficiale 1933.

Nell’immediato dopoguerra la Triennale si inserisce direttamente nella questione della ricostruzione promuovendo il progetto di Piero Bottoni – con il coinvolgimento tra gli altri di Vittoriano Viganò, Marco Zanuso e Ernesto Nathan Rogers – per la realizzazione del quartiere sperimentale QT8, che sarà presentato nell’ambito dell’VIII Triennale del 1947.

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VIII TRIENNALE DI MILANO 1947, Veduta parziale del diorama del quartiere QT8, dipinto da Marcello Nizzoli e allestito dagli architetti Cesare Pea, Angelo Bianchetti e Gian Luigi Giordani.

La X triennale del 1954 “Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell’architettura moderna”, rafforza l’interesse per il disegno industriale già preannunciato dall’Esposizione del 1951. Attraverso  mostre tematiche l’esposizione si focalizza sul progetto e sulla produzione industriale degli oggetti – dai modelli di carrozzerie per l’industria automobilistica agli oggetti di uso comune come le macchine da scrivere, i mobili, le lampade e i nuovi recipienti in plastica – e affronta la questione della standardizzazione attraverso prefigurazioni dei diversi ambienti dell’alloggio.  A metà degli anni ’50  una generazione di designers, rappresentata fra molti altri dai fratelli Castiglioni, da Marcello Nizzoli,  Alberto Rosselli, Franco Albini, Marco Zanuso, affianca e sostiene con il proprio ingegno il processo industriale di quegli anni e contribuisce a formare il mito del Made in Italy.

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X TRIENNALE DI MILANO 1954. Mostra Internazionale dell’Industrial Design: Castiglioni, Menghi, Morello, Nizzoli, Provinciali, Rosselli, Pepe, Reggiani. Il Soffitto dell’allestimento venne realizzato con dischi di vetro soffiato colorati su disegno di Giuseppe Capogrossi. 

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X TRIENNALE DI MILANO 1954. a sinistra: sedie degli architetti Gio Ponti, Charles Eames, Georg Leowald, Alberto Rosselli, nella mostra del mobile singolo. A destra: L’ambiente di soggiorno della mostra dello standard 

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XII TRIENNALE DI MILANO 1960. Un’immagine della Mostra Internazionale del vetro e dell’acciaio, di Franco Albini, soffitto di Gianni Dova.

Quella del 1960 fu la prima Esposizione a seguire il modello della mostra tematica e venne dedicata al tema “casa e scuola”; fra le partecipazioni internazionali da segnalare vi è l’esempio di scuola elementare realizzata nel Parco sempione dalla Gran Bretagna, usando un sistema di costruzione impiegato in molte scuole inglesi.

In pieno boom economico, nel 1964 il tema della XIII Esposizione triennale fu quello del tempo libero, e la sezione introduttiva fu curata da Umberto Eco e Vittorio Gregotti. Gli allestimenti esterni vennero realizzati nell’area verde antistante l’ingresso principale del Palazzo dell’Arte, collegati da una passerella in acciaio disegnata da Aldo Rossi e Luca Meda.

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XIII TRIENNALE DI MILANO 1964, a sinistra Ponte in ferro di Aldo Rossi e Luca Meda.
A destra, ingresso alla sezione “La città, la campagna e il tempo libero” nella mostra “Il tempo libero organizzato: attività di organismi pubblici e privati”. Publifoto. 

Le Esposizioni internazionali della Triennale, al pari di altre importanti manifestazioni culturali come l’esposizione internazionale d’arte e la mostra internazionale di architettura della biennale di Venezia, negli anni “caldi” della contestazione, tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70, sono state la scena di rivendicazioni politiche e sociali, portate avanti anche attraverso modalità di confronto aspre, se non addirittura violente. Nel 1968 l’inaugurazione della  XIV Triennale fu rimandata per l’occupazione degli studenti di architettura che contestavano l’impostazione tradizionale dell’evento e rivendicavano spazi di espressione. L’Esposizione del 1968 venne dedicata al tema del “grande numero”, declinato attraverso mostre ed eventi che affrontavano questioni come le macro-trasformazioni del territorio, la progettazione per la produzione di massa, il problema della creatività nella società del grande numero, con partecipazioni internazionali tra cui Archigram e Arata Isozaki.

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XIV TRIENNALE DI MILANO 1968. Il problema della creatività nella società del grande numero, Saul Bass e Herb Rosenthal.

Nel 1979, la XVI Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell’architettura moderna, apre per la prima volta a nuove categorie come la moda e gli audiovisivi. Da questa edizione inoltre, l’attività si estende all’intero arco dei tre anni, prolungandosi di fatto sino al 1982. La Triennale si propone come centro stabile per la produzione di eventi legati alla cultura del progetto e, in questo contesto, viene programmato un fitto calendario di eventi e mostre distribuiti in tre cicli che seguono una maglia tematica di sette aree: Conoscenza della città, Il progetto di architettura, La sistemazione del design, Il senso della moda, Lo spazio audiovisivo, La galleria del disegno e il Catasto del disegno.

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XVI TRIENNALE DI MILANO 1979-1982. Lo spazio audiovisivo “Spazio reale-spazio virtuale”, di Ugo La Pietra.

La XVII ‘esposizione del 1988 “Le Città del Mondo e il Futuro della Metropoli”, centrata sulla complessità delle città, venne anticipata da una serie di mostre preparatorie organizzate su un arco di tre anni. L’allestimento complessivo fu progettato da Achille Castiglioni, Paolo Ferrari e Italo Lupi.

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1988. XVII Triennale di Milano Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell’architettura moderna. Nella foto, Il progetto domestico: Massimiliano Scolari, la stanza del collezionista.

Nel 1992 la XVIII triennale, intitolata “La Vita tra Cose e Natura: il progetto e la sfida ambientale”,  si focalizza su temi riguardanti il rapporto tra la vita, la tecnologia e l’ambiente . L’esposizione si svolge attraverso mostre tematiche e partecipazioni straniere, e viene realizzata la cosiddetta “Università degli 88 giorni” con un calendario di corsi, incontri e conferenze di livello internazionale.

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XVIII TRIENNALE DI MILANO 1992. Atrio di ingresso, Aldo Rossi e Luca Meda

“Identità e differenze” è il titolo della XIX Triennale del 1996. La mostra si propose di affrontare il tema della pluralità delle forme e dei cambiamenti provocati dall’incontro/scontro fra culture locali e interessi sempre più globalizzati. Il concetto di diversità venne affidato all’interpretazione di 4 grandi nomi dell’architettura internazionale: Peter Eisenman, Hodgetts & Fung, Jean Nouvel e Juan Navarro Baldeweg.

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XIX TRIENNALE DI MILANO 1996. L’installazione Delirium di Peter Eisenman.

La XX Triennale di Milano, intitolata “La Memoria e il Futuro” è un evento durato complessivamente tre anni. Dal 2001 al 2004 si tennero diciassette mostre tematiche; fra queste “Quotidiano sostenibile. Scenari di vita urbana”, a cura di Ezio Manzini e François Jégou con progetto di allestimento di Studio Azzurro, affrontava la questione della sostenibilità applicata alle alla vita quotidiana.

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20th Triennale di Milano 2001-2005, Lucas, The infinite city.

La prossima esposizione “XXI Secolo. Design after design“, percorrerà temi che sono alla base della nostra società: l’affermarsi delle tecnologie di comunicazione, la crescita della mobilità individuale, il consolidamento del mercato alternativo della rete. L’evento si svolgerà non solo negli spazi del Palazzo dell’arte e del Parco Sempione, (dove la Triennale ha lasciato segni importanti come la Torre del Parco, il Teatro Continuo di Burri, l’attuale Bar Bianco, la Biblioteca, i Bagni Misteriosi), ma sarà diffusa in tutta la città: dalla Fabbrica del Vapore all’Hangar Bicocca, dai Campus del Politecnico a quello della Iulm, dal Mudec – Museo delle Culture alla Villa Reale di Monza.


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La Triennale di Milano – Triennale Design Museum
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Il Triennale Design Museum di Milano, ospitato nel Palazzo dell’Arte progettato da Giovanni Muzio, offre la possibilità di scoprire le eccellenze del design italiano attraverso mostre ed eventi


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