Tracey Moffatt – My Horizon | Padiglione Australiano, Biennale di Venezia Arte 2017

Luogo: Venezia, Italia
Foto © Riccardo Bianchini/Inexhibit, 2017
Commissario: Australia Council for the Arts
Curatrice: Natalie King
Artista rappresentata: Tracey Moffatt

Tracey Moffatt My Horizon exhibition Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit

Tracey Moffatt – My Horizon | Padiglione dell’Australia alla Biennale di Venezia Arte 2017

Alla 57a Mostra Internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia, il Padiglione Australiano presenta una mostra delle opere di Tracey Moffatt (nata nel 1960 a Brisbane).

Intitolata My Horizon e curata da Natalie King, la mostra è composta da due serie di fotografie di grande formato e da due video dell’artista, nota per i suoi lavori che intersecano realtà e fantasia in creazioni accuratamente costruite, spesso ispirate all’immaginario del cinema, in particolare a quello della grande Hollywood degli anni ’40, del cinema surrealista, e del neorealismo.

La prima serie fotografica, intitolata Body Remebers, si compone di dieci foto che ritraggono, in uno stile seppiato dal gusto rétro, una figura femminile (interpretata dalla stessa Moffatt) mentre visita una vecchia casa circondata da costruzioni in rovina. Le immagini rappresentano scene oniriche che evocano le immagini di Magritte e di Buñuel, ed instillano dubbi e domande nell’osservatore. Si tratta della casa dove la donna viveva un tempo? E’ una visione del futuro? E’ la rappresentazione di un momento di passaggio? La Moffatt non ci dà una risposta e lascia che siamo noi e il nostro immaginario a trovarne una, se c’è.

Passage, la seconda suite di foto, è ugualmente misteriosa, ma piena di colore. Moffatt rappresenta qui un gruppo di personaggi – una madre, un bambino, un poliziotto ed un uomo magro con un cappello che chiama “il mediatore” – che interagiscono di volta in volta con l’altro in dodici scene ispirate all’estetica dei film noir degli anni ’40.

La mostra comprende anche due video, di due minuti ciascuno.
Virgil racconta la tragedia dei migranti fuggiti in Australia dal Terzo Mondo, combinando crudi spezzoni tratti da servizi dei telegiornali con immagini di star di Hollywood come Elizabeth Taylor e Julie Christie.
Il secondo video, intitolato The white ghosts sailed in, è un finto documentario in cui un gruppo di aborigeni filma la Baia di Sydney, si suppone nel 1788, con un prototipo di fotocamera abbandonato dal capitano Cook.

Tracey Moffatt My Horizon exhibition Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit 2

Biennale di Venezia Arte 2017, Padiglione Australiano, Tracey Moffatt – My Horizon, un’immagine dell’allestimento; foto © Inexhibit

Tracey Moffatt Body Remebers photos Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit 2

Tracey Moffatt Body Remebers photos Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit 1

Tracey Moffatt Body Remebers photos Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit 4

Biennale di Venezia Arte 2017, Padiglione Australiano, Tracey Moffatt, Body Remembers, serie di 10 foto in grande formato; foto © Inexhibit

Tracey Moffatt Vigil Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit

Biennale di Venezia Arte 2017, Padiglione Australiano, Tracey Moffat, Virgil, video di due minuti con sonoro, photo © Inexhibit

Tracey Moffatt Passage photos Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit 1

Tracey Moffatt Passage photos Australian Pavilion Venice Art Biennale 2017 Inexhibit 2

Biennale di Venezia Arte 2017, Padiglione Australiano, Tracey Moffatt, Passage, serie di 12 foto in grande formato; foto © Inexhibit


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Biennale d’Arte di Venezia 2017 | informazioni, programma e mostre

Biennale d’Arte di Venezia 2017 | informazioni, programma e mostre

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