Prima della Tesla: breve storia dell’automobile elettrica

Breve storia dell'automobile elettrica
Testo di Riccardo Bianchini
immagini: vedi le didascalie

Jamais Contente electric car 1899 Inexhibit

Riproduzione della “Jamais Contente”, 1899, automobile elettrica esposta al MAUTO Museo dell’automobile di Torino, foto © Riccardo Bianchini / Inexhibit.

Noi esseri umani abbiamo la memoria corta, e talvolta cose che riteniamo nuovissime si possono rivelare assai più antiche di quanto sospettiamo. Questo vale anche per la protagonista della prossima rivoluzione dei trasporti: l’automobile elettrica.
E’ normale pensare che una Tesla Model Y o una Porsche Taycan rappresentino il nuovo che avanza, superando l’era morente del motore a scoppio, ma forse bisognerebbe guardare le cose in modo diverso: non perchè le automobili con il motore a scoppio siano destinate a durare per sempre, ma perchè le auto elettriche in realtà le precedono. Se infatti tutti convengono sul fatto che la prima auto con motore a scoppio realmente utilizzabile sia stata quella costruita da Carl Benz nel 1885, sappiamo che la prima vettura elettrica fu realizzata dal francese Gustave Trouvé quattro anni prima. Si tratta dunque del ritorno di un antenato più che della nascita di una nuova creatura. Per meglio illustrare questa storia abbiamo preparato una brevissima carrellata sui modelli dell’auto elettrica, a partire dalla prima, il mitico triciclo costruito da Trouvé nel 1881.

Triciclo di Gustave Trouvé – Francia, 1881
Considerato il primo veicolo elettrico della storia, il triciclo elettrico è stato costruito da Gustave Trouvé, che inserì un motore elettrico in un triciclo prodotto dall’ingegnere britannico James Starley; l’auto era dotata di batterie al piombo contenute in una scatola posizionata dietro il sedile del guidatore.

Peso: sconosciuto
Potenza: sconosciuto
Velocità massima: sconosciuto
Autonomia: sconosciuto

Gustave Trouvé electric tricycle, 1881

Un’acquaforte raffigurante il triciclo elettrico di Gustave Trouvé; immagine © Manz Archive.


Jamais Contente – Francia, 1899
Vettura monoposto dalla caratteristica forma a siluro, la Jamais Contente, costruita in Francia dal belga Camille Jénatzy nel 1899, fu la prima automobile in assoluto, non solo elettrica, a superare i 100km/h. Realizzata in legno, acciaio e lega di alluminio, per un peso complessivo di 1450 Kg. (metà del quale dovuto alle batterie) la vettura era spinta da due motori elettrici a 200V da 25kW ciascuno che le permettevano di raggiungere una velocità massima di 106 Km/h.

Peso: 1450 kg
Potenza: 50 kW
Velocità massima: 106 km/h
Autonomia: sconosciuto

Jamais Contente electric car 1899

La Jamais Contente, photo courtesy of Musée national de la Voiture et du Tourisme – Chateau de Compiègne.

Jamais Contente electric car 1899 Camille Jénatzy

Camille Jénatzy a bordo della Jamais Contente nel1899.


Studebaker Electric – USA, 1902
Studebaker Electric fu un modello di auto elettrica a batteria prodotto dalla Studebaker Brothers tra il 1902 e il 1911. Realizzato in diversi modelli, il veicolo era alimentato da un motore Westinghouse da 8 volt e raggiungeva una velocità massima di 34 km/h.

Peso: diverso a seconda del modello
Potenza: sconosciuta
Velocità massima: 34 km/h
Autonomia: 112 km

Studebaker Electric car, 1902

Riproduzione della Studebaker Electric,1902; immagine, courtesy of classicautomall.com.

Studebaker Electric advertisement


L’oeuf électrique – Francia, 1942
L’Oeuf électrique (uovo elettrico) era un’auto supercompatta costruita dal designer francese Paul Arzens nei primi anni ’40 del Novecento. Realizzato in alluminio e vetro acrilico, questo futuristico veicolo a due posti dalla forma incredibilmente contemporanea era alimentato da un motore elettrico con cinque batterie da 12 volt/250 Ah, e raggiungeva una velocità massima di 70 km/h con un’autonomia di 100 chilometri.

Peso: 350 kg – 771 lbs
Potenza: ca. 6 kW (stimata)
Velocità massima: 70 km/h
Autonomia: 100 km

Oef Electrique electric car by Paul Arzens, 1942

The Oeuf électrique, foto © Musée des arts et métiers / C. Compan.


Peugeot VLV – Francia, 1942
Più o meno negli stessi anni in cui Paul Arzens stava creando la sua Oeuf électrique, la casa automobilistica francese Peugeot stava sviluppando un’altra city car elettrica.
Denominata VLV (Voiture Légère de Ville), aveva quattro ruote, ma quelle posteriori erano così vicine che l’auto sembrava un triciclo. Alimentata da quattro batterie da 12V, la VLV poteva raggiungere una velocità massima di 36 km/h.  Solo 377 esemplari della VLV furono vendute prima che Peugeot smettesse di produrre l’auto nel 1945.

Peso: 350 kg
Potenza: 3,9 kW (82A x 48V)
Velocità massima: 36 km/h
Autonomia: 80 km

Peugeot VLV electric car, 1942

Peugeot VLV electric car, 1942 interior

Esterno e interno della VLV, photos courtesy of Peugeot.


Panda Elettra – Italia, 1990
Presentata nel 1990 da Fiat e realizzata in collaborazione con Steyr-Puch, la Panda Elettra è stata la prima auto elettrica prodotta in serie da un importante costruttore.
L’Elettra, che raggiungeva una velocità massima di 70 km/h con un’autonomia di 100km, era alimentata da un motore elettrico DC da 9,2 kW (poi potenziato a 17,7 kW) e dodici batterie al piombo da 6V (che sostituivano i sedili posteriori della versione a benzina).
Panda Elettra era una city car ideale, ma forse troppo in anticipo sui tempi, dato che il proibitivo prezzo di 25.600.000 lire (all’epoca la Panda Elettra costava più di una BMW 316i) ne minò la diffusione e il successo.

Peso: 1,220 kg
Potenza: 17.7 kW
Velocità massima: 70 km/h
Autonomia: 100 km

Fiat Panda Elettra electric car, 1990

Fiat Panda Elettra cutout

La Fiat Panda Elettra, immagini courtesy of FCA – Fiat Chrysler Automobiles.


General Motors EV1 / Impact – USA, 1996
Prodotta in risposta alla richiesta di veicoli a emissioni zero della California del 1990, la General Motors EV1 è stata per molti versi il precursore delle moderne auto elettriche. L’EV1 era un’auto elettrica piuttosto impressionante per l’epoca: sotto una carrozzeria futuristica e con un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,19, presentava un telaio in alluminio leggero, un motore a induzione a corrente alternata trifase e 32 batterie al piombo, successivamente sostituite con quelle NiMH.
Sfortunatamente, GM non è riuscita a rendere redditizia l’auto e ha smesso di produrla nel 1999; la maggior parte delle auto già prodotte sono state ritirate dall’azienda (erano disponibili solo attraverso un contratto di locazione) e distrutte.

Peso: 1360 kg
Potenza: 102 kW
Velocità massima: 130 km/h
Autonomia: 89-169 km (in relazione al tipo di batteria)

General Motors EV1, electric car, 1996

L’unica General Motors EV1 ancora esistente, photo courtesy of the Smithsonian Museum of American History.

General Motors EV1, electric car, 1996, interior

L’inteno della GE EV1, photo General Motors Company.


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