Fondazione Prada Milano p. 1 – l’architettura

Luogo: Milan, Country: Italy
Fondazione Prada
Progetto architettonico: OMA - Rem Koolhaas, Chris van Duijn
Architetto responsabile: Federico Pompignoli
Architetti esecutivi: Alvisi Kirimoto & Partners, Atelier Verticale
Testo di Riccardo Bianchini, Inexhibit
per i crediti fotografici, vedi didascalie

Fondazione Prada Milan Rem Koolhaas Inexhibit 01

L’asse di accesso alla Fondazione Prada, foto © Inexhibit, 2015

Fondazione Prada Milano parte 1 – l’architettura di Rem Koolhaas
di Riccardo Bianchini, Inexhibit

Di certo il 2015 è stato un anno speciale per Milano; oltre ad ospitare Expo, due importanti centri culturali sono stati infatti inaugurati quest’anno in città: il Mudec – Museo delle Culture in via Tortona, e la nuova sede della Fondazione Prada in Largo Isarco, progettata dallo studio OMA guidato dall’architetto Rem Koolhaas.

La Fondazione Prada è impegnata sin dal 1993 nella promozione della cultura contemporanea attraverso la produzione di mostre ed eventi d’ arte, cinema, danza, architettura e filosofia. Le attività della fondazione, ospitate in varie sedi, tra cui la Fondazione Prada di Venezia, hanno presentato al pubblico i punti di vista e i contributi di intellettuali e filosofi, artisti, architetti e designers come David Smith, Anish Kapoor, Louise Bourgeois, Dan Flavin, Laurie Anderson, Mariko Mori, Marc Quinn, John Wesley, Enrico Castellani, Steve McQueen, John Baldessari, Rem Koolhaas, Herzog & de Meuron, Rotor, Virgilio Sieni, e Massimo Cacciari, solo per citarne alcuni. La fondazione possiede anche una collezione permanente di opere d’arte, principalmente del 20° e 21° secolo.


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La Fondazione Prada, sulla destra l’edificio “Podium” e la Haunted House, foto © Inexhibit, 2015

La nuova sede milanese della Fondazione Prada è stata ricavata all’interno di un ex complesso industriale situato nella parte sud-ovest della città che, costruito negli anni Dieci del Novecento per ospitare la distilleria della “Società Italiana Spiriti”, è formato da vari edifici un tempo adibiti a magazzini, silos, uffici ed impianti per la produzione dei liquori, tra cui l’un tempo celebre brandy “Cavallino Rosso”.

L’approccio scelto da Koolhaas è stato quello di integrare gli edifici industriali esistenti, opportunamente recuperati, con tre nuovi volumi intitolati “Podium”, “Cinema” e “Torre”, di cui l’ultima è tutt’ora in costruzione.
Con il completamento della grande Torre, l’insieme sarà uno dei più grandi dedicati all’arte contemporanea in Italia.

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 Schema planivolumetrico, pianta generale e prospetti, immagini OMA / Alvisi Kirimoto + Partners

Su una superficie totale di 19.000 metri quadrati, la Fondazione comprende spazi espositivi, uffici, un cinema, un archivio, una biblioteca, un negozio ed il “Bar Luce”, disegnato dal noto regista inglese Wes Anderson, che si è ispirato ad un tipico caffè milanese degli anni ’50.

Non c’è dubbio che, almeno fino al completamento della “Torre”, il simbolo del complesso sia la Haunted House (traducibile come “casa degli spiriti”), una piccola costruzione dorata di quattro piani che ospita una parte della collezione della fondazione, tra cui opere di Louise Bourgeois e Robert Gober. La decisione di utilizzare foglia d’oro a 24 carati per il suo rivestimento esterno ha sollevato più di qualche critica, ed è stato giudicato da alcuni un po’ troppo pretenzioso. Ciò nonostante, considerando l’insieme del complesso che mantiene il suo fascino industriale, la finitura scintillante della Haunted House non appare inappropriata, al contrario, il contrasto visivo che produce è sicuramente efficace.

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La Haunted House vista dall’asse di accesso, foto © Inexhibit, 2015

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La Haunted House vista dalla hall di ingresso, foto © Inexhibit, 2015

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Una delle piccole terrazze della Haunted House, foto © Inexhibit, 2015

La Fondazione Prada di Milano è composta da un asse di accesso fiancheggiato dalla biblioteca e dal bar su un lato, e dall’edificio “Podium” con la Haunted House sull’altro; a questi si aggiungono il “Cinema”, l’edificio “Nord”, la “Cisterna”, l’edificio “Sud” e la grande hall del “Deposito”; gli ultimi tre destinati a spazi espositivi, insieme al volume vetrato del Podium.

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La hall d’ingresso della Fondazione Prada, foto © Inexhibit, 2015

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Fondazione Prada Milano, vista interna, foto © Inexhibit, 2015

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Vista interna del complesso con l’edificio “Podium” e la Haunted House sullo sfondo, foto © Inexhibit, 2015

L’obbiettivo di Koolhaas è stato di creare un insieme “inteso come una collezione di opere che incontra una collezione di tipologie architettoniche”. Koolhaas rileva infatti come usualmente l’arte venga esposta solo in una varietà limitata di spazi: gallerie “asettiche”, spazi industriali, musei contemporanei e fiere d’arte. A partire da questa riflessione Koolhaas ha voluto progettare gli spazi espositivi della Fondazione Prada in modo che si differenziassero il più possibile gli uni dagli altri: dalle sale piccole e quasi domestiche della Haunted House, agli spazi vasti del grande Deposito.

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Una delle stanze della Haunted House con l’opera “Untitled” di Rober Gober, foto © Inexhibit, 2015

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Lo spazio del “Deposito” con l’opera “The Giacometti Variations” di John Baldessari, foto © Inexhibit, 2015

Un’ esempio fra tutti è costituito dalla pianta triangolare della galleria Sud formata da una sequenza di sale progressivamente sempre più grandi, nessuna uguale alla precedente, e dunque una successione di contesti spaziali differenti per le opere esposte.

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La più piccola delle sale della galleria Sud, con l’opera “Silver Portrait of Dorian Gray” di Walter de Maria, foto © Inexhibit, 2015

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Un’altra sala della galleria Sud con una serie di lavori di Edward e Nancy Reddin Kienholz, foto © Inexhibit, 2015

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Vista esterna dell’edificio “Cisterne” building, in secondo piano si vede la Torre di 9 piani in costruzione, foto © Inexhibit, 2015

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L’interno dell’edificio “Cisterne” con l’opera “Lost Love” di Damien Hirst, foto © Inexhibit, 2015

FONDAZIONE PRADA MILANO – PARTE 2 – LA COLLEZIONE DI ARTE ED I PROGRAMMI


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