Snøhetta + Casson Mann | Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre

Place: Montignac, Country: France
Cliente: Conseil Général de la Dordogne
Progetto architettonico, interior e paesaggio: Snøhetta
Allestimento: Casson Mann
Architetto associato: SRA Architectes
Architetto associato per fase preliminare: Duncan Lewis Scape Architecture
Testo di Riccardo Bianchini (Inexhibit)
Immagini: courtesy of Snøhetta

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre, Montignac.
© Boegly + Grazia photographers

Snøhetta + Casson Mann | Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre, Montignac.

Introduzione

Scoperto per caso nel 1940, il sito archeologico di Lescaux, nei pressi della cittadina di Montignac nel sud-ovest della Francia, è un eccezionale insieme di grotte decorate da oltre 600 dipinti parietali risalenti a circa 18.000 anni fa.
Definita come “la Cappella Sistina della preistoria” per la sua maestosità, la grotta venne chiusa al pubblico 23 anni dopo il suo ritrovamento a causa dei danni che i visitatori e l’illuminazione artificiale stavano provocando ai dipinti. La grotta è in pericolo ancora oggi, soprattutto a causa di infestazioni di muffe e funghi, e non può essere visitata che da un ristrettissimo numero di persone.
Per questo motivo, una replica parziale della grotta e dei suoi dipinti, chiamata Lascaux 2, è stata realizzata nel 1983, e un secondo facsimile, noto come Lascaux 3, è stato poi creato nel 2008 in occasione di una mostra itinerante.
Nonostante questo, non era stato ancora concepito un vero e proprio centro di documentazione. Così, nel 2012, in seguito ad un concorso internazionale di architettura, il team guidato dallo studio Norvegese Snøhetta, è stato selezionato per progettare il nuovo centro, denominato Lascaux 4.

Il nuovo museo e centro di interpretazione – progettato da un team che, oltre a Snøhetta, ha compreso anche Casson Mann come scenografo e SRA come architetto associato – è stato aperto al pubblico il 15 Dicembre 2016.


Un approccio “olistico”

Benchè marcatamente caratterizzato dalla visione di Snøhetta, il progetto del museo è il frutto dell’impegno congiunto di architetti, designer di allestimenti, archeologi, progettisti dell’illuminazione e specialisti di tecniche di comunicazione digitale, volto a creare un’esperienza basata su un “approccio olistico che considera il paesaggio, l’architettura, gli interni e l’allestimento come un tutt’uno”.

L’edificio di 8.384 metri quadrati è collocato sul fianco di una collina, nell’area di transizione tra una densa foresta e i campi coltivati della valle di Vézère.
Prendendo spunto dal paesaggio geologico circostante e dalla forza visiva della vicina grotta, Snøhetta ha concepito un’architettura tettonica, che lo studio definisce come “una fessura nel paesaggio”. In effetti, il volume in calcestruzzo faccia a vista dell’edificio è tagliato, sia verticalmente che orizzontalmente, da due lunghe fessure vetrate che creano una sequenza dinamica di forme e al contempo inondano di luce naturale gli spazi interni del museo.

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Planimetria generale, courtesy © Snøhetta

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre, facciata principale e vista dell’ interno.
© Boegly + Grazia photographers

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Sezioni trasversali. Courtesy © Snøhetta


Il percorso di visita – 1° parte

L’architettura del Lascaux 4 è intimamente legata al succedersi di esperienze che il visitatore compie all’interno del museo. Dalla hall d’ingresso, il pubblico sale ad una terrazza panoramica che offre una magnifica vista sul paesaggio circostante, per poi discendere attraverso una rampa dolcemente inclinata all’interno della galleria in penombra che ospita la replica in scala reale della grotta di Lascaux, rivivendo così l’esperienza sorprendente di coloro che scoprirono per primi la grotta negli anni ’40.

La riproduzione visitabile della grotta è stata sviluppata a partire da una scansione laser tridimensionale (realizzata con una tolleranza di 1 millimetro) della grotta originale, per poi modellarne la copia esatta con un processo di costruzione basato su frese a controllo numerico. Realizzata in resina ricoperta da uno strato di rivestimento a base minerale per riprodurre la superficie rocciosa, la replica di 900 metri quadrati è decorata con 1900 dipinti, realizzati nel corso di due anni da un team di 25 artisti che hanno usato pigmenti simili a quelli utilizzati dagli originali. Per rendere ancora più efficace l’esperienza del pubblico, lo spazio viene mantenuto alla stessa umidità e temperatura  della grotta reale (circa 16 gradi).

Dopo la galleria dedicata alla replica della grotta, il pubblico esce in un cortile/giardino a cielo ; questo spazio di transizione calmo e inondato dalla luce naturale è pensato per “resettare” lo spirito del visitatore e prepararlo per la parte seguente dell’esposizione.

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Vista della ricostruzione della grotta di Lescaux. © Boegly + Grazia photographers

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Vista del giardino; © Boegly + Grazia photographers


Il percorso di visita – 2° parte

La seconda parte della visita è formata da una sequenza di micro-mostre didattiche ed installazioni interattive che hanno l0 scopo di facilitare la comprensione del contesto storico, culturale e simbolico dei dipinti di Lascaux. Con l’aiuto di un dispositivo portatile di realtà aumentata, chiamato Accompagnatore Digitale (intenzionalmente, il museo non usa pannelli di testo), i visitatori passano attraverso una serie di spazi espositivi che Casson Mann ha suddiviso in zone tematiche.
Atelier de Lascaux presenta la ricostruzione di otto grandi frammenti della grotta, alcuni sospesi al soffitto, altro appoggiati sul pavimento in pietra, accompagnati da descrizioni e proiezioni interattive.
Nel Cinema, un film 3D proiettato su due schermi giganti, trasporta i visitatori in un viaggio digitale attraverso grotte dipinte di tutto il mondo, dall’Australia alla Spagna, dalla Mongolia al Canada.
La Galleria dell’Immaginazione è una grande installazione digitale interattiva, curata dal filosofo John Paul Jouary, dedicata all’influenza dell’arte parietale preistorica sull’arte moderna e contemporanea.

Per tutta la sua lunghezza, l’edificio è attraversato da uno spazio, detto “Zona Centrale di Orientamento”, illuminato da una lama di luce naturale zenitale. Questo spazio unificatore è stato progettato per “regolare” i flussi tra gli spazi espositivi e pensato come luogo di socializzazione dove i visitatori possono sostare, radunarsi ed incontrarsi.

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Vista dell’ Atelier de Lascaux.
Foto © Eric Solé 2017

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Lo spazio Cinema. Foto © Eric Solé 2017

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. La galleria dell’immaginazione.
Foto © Eric Solé 2017

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Vista dello spazio di orientamento.
Foto © Eric Solé 2017


Galleria di immagini

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Vista esterna notturna.
© Boegly + Grazia photographers

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Foto © Boegly + Grazia photographers

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre, vista della lobby.
© Boegly + Grazia photographers

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Vista del cortile dall’alto. © Boegly + Grazia photographers.

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. L’area di orientamento. Foto © Eric Solé 2017

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Foto © Boegly + Grazia photographers

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Lascaux 4 – Centro internazionale per l’arte rupestre. Viste dell’Atelier di Lascaux. Foto © Eric Solé 2017


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