Come ti coltivo i pomodori in Islanda, in una serra super sostenibile

Luogo: Reykholt, Iceland
La serra Friðheimar a Reykholt, Islanda
Testo di Riccardo Bianchini
Immagini: vedi crediti fotografici

Friðheimar in Reykholt, Iceland

La Friðheimar greenhouse di Reykholt, Islanda. Foto di Ashlyn G. / Flickr CC BY-ND 2.0

Come ti coltivo i pomodori in Islanda, in una serra super sostenibile

Può sembrare strano vedere un frutto (o è un ortaggio?), solitamente associato al clima temperato, crescere a poche miglia a sud del Circolo Polare Artico; eppure, questo è quello che succede in Islanda con i pomodori.
Innanzitutto la risposta alla domanda di cui sopra è che i pomodori sono frutti, e più precisamente le bacche della pianta Solanum lycopersicum. Il pomodoro è originario dell’America centrale ma storicamente è stato coltivato nelle aree temperate del Nord America, dell’Europa meridionale, del Nord Africa, in Medio Oriente e del Sud-est asiatico.
La sua coltivazione non ha mai avuto molto successo nel nord Europa, principalmente perché la pianta di pomodoro soffre a temperature inferiori a 10°C e ha bisogno di molta luce per maturare correttamente.
I pomodori non sono quindi un prodotto tradizionale dell’Islanda; è impossibile coltivarli all’aperto sull’isola perchè è semplicemente troppo freddo. Eppure, gli islandesi hanno trovato una soluzione ingegnosa per mangiare un’insalata in stile mediterraneo prodotta localmente: costruire serre. Dagli anni ’20  del Novecento varie specie di frutta e verdura – tra cui pomodori, lattughe, cetrioli, peperoni e fragole – vengono coltivate nelle serre riscaldate geotermicamente in Islanda.

La serra Friðheimar

Uno degli esempi più interessanti di questo know-how agricolo è la serra Friðheimar a Reykholt, un villaggio nel sud-ovest dell’Islanda. Aperta nel 1995 da Knútur Rafn Ármann e Helena Hermundardóttir, e specializzata appunto nella produzione di pomodori, Friðheimar è solo una delle tante fattorie con serra in Islanda, e tuttavia è diventata particolarmente famosa perché è una delle poche visitabili tutto l’anno e offre al pubblico un ricco programma di eventi e attività. Impegnata in un’orticoltura sostenibile ed ecologica, la fattoria comprende anche un ristorante, scuderie  e un’arena equestre.

Fridheimar-Finlandia-Iceland-photo-Ashlin-G-Flick

La Friðheimar greenhouse ospita circa 10,000 piante di pomodoro. Foto Ashlyn G. / Flickr

Friðheimar greenhouse Iceland, tomatoes

Una pianta di pomodoro ciliegino rosso coltivata nella serra Friðheimar. Complessivamente l’azienda produce 370 tonnellate di pomodori all’anno. Foto di Eric Kilby / Flickr CC BY-ND 2.0

A Friðheimar, 10.000 piante producono circa una tonnellata di pomodori al giorno, 365 giorni all’anno su una superficie coltivata di 4.200 metri quadrati.
Le serre della fattoria e il vivaio sono riscaldati dall’acqua geotermica calda di cui l’Islanda è notoriamente ricca. Per coltivare ortaggi tutto l’anno la luce naturale è integrata da un sistema di illuminazione artificiale basato principalmente su lampade a scarica ad alta intensità alimentate dalle 42 centrali idroelettriche e geotermiche dell’isola.

Friðheimar in Reykholt, Iceland

L’impianto di riscaldamento geotermico dell’azienda agricola. Riscaldata da acqua geotermica e totalmente alimentata con elettricità da fonti di energia rinnovabile, Friðheimar dispone di una delle serre più sostenibili al mondo. Foto di Ashlyn G. / Flickr CC BY-ND 2.0

Friðheimar sustainable greenhouse Iceland, interior 1

I computer controllano la temperatura e l’umidità nelle serre oltre che della programmazione di irrigazione e concimazione; foto di Sheep’R’Us / Flickr CC BY-NC-ND 2.0

Nella fattoria, i computer controllano tutto: la temperatura, l’umidità, i livello di anidride carbonica e l’illuminazione di ogni serra; quando la luce solare all’interno delle serre raggiunge un livello sufficiente le lampade si spengono automaticamente. I computer sono anche collegati ad un sistema che irriga e fertilizza la coltura secondo un programma predefinito.
Il controllo dei parassiti viene fatto senza pesticidi e si basa su metodi biologici, con insetti utili come il predatore Macrolophus pygmaeus. Gli insetti, in particolare le api, vengono utilizzati anche per aiutare l’impollinazione dei fiori di pomodoro.

La fattoria Friðheimar è anche sede di un ristorante specializzato in ricette a base di pomodoro (che altro?) come zuppe, pasta, insalate (tra cui un’insalata caprese fatta con mozzarella islandese), torte di pomodoro. Tra le bevande non manca il Bloody Mary, ovviamente.

Friðheimar sustainable greenhouse Iceland, exterior 2

Friðheimar greenhouse, foto di C.C. Chapman / Flickr CC BY-NC-ND 2.0


link sponsorizzato


copyright Inexhibit 2024 - ISSN: 2283-5474