Museo della biodiversità a Beautour

Luogo: Beautour, Nazione:France
Museo e centro di ricerca sulla biodiversità Le Bourg-sous-la-Roche, Beautour.
Cliente: Région des Pays de la Loire
Progetto: Agence GUINEE*POTIN Architectes
http://www.guineepotin.fr/
Design team: Anne-Flore Guinée et Hervé Potin architectes; Solen Nico chef de projet.
Testo di Riccardo Bianchini, Inexhibit
Foto di Sergio Grazia. Courtesy of Agence GUINEE*POTIN Architectes

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Museo della biodiversità a Beautour di Guinée * Potin
di Riccardo Bianchini, Inexhibit

Premessa
Con questo progetto dello studio  Guinée * Potin di Nantes iniziamo una riflessione sui progetti di nuovi musei e spazi espositivi legati ai centri di ricerca sulla biodiversità.
La tendenza in atto, rilevabile soprattutto nei paesi del centro e nord Europa, evidenzia un nuovo approccio nella progettazione degli spazi che hanno come missione la salvaguardia di parti del territorio, rilevanti per ragioni storiche o di qualità ambientale.
Ci riferiamo in particolare a progetti per centri visitatori, o per centri di ricerca aperti al pubblico legati ad uno specifico territorio, dai quali emerge un ruolo degli architetti non limitato alla ricerca di soluzioni di tipo formale o funzionale ma, al contrario, caratterizzato dalla conoscenza dei processi costruttivi e dalla consapevolezza delle relazioni fra l’edificio, la missione del museo e l’ambiente.

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Beautour | Museo & centro di ricerca sulla biodiversità.
Il museo e centro di ricerca di Beautur è un’istituzione votata alla valorizzazione della biodiversià situata nella regione della Loira, non lontano dalla costa atlantica, e sorge nell’area dell’ex proprietà del naturalista George Durand. Nel corso della sua vita Durand ha raccolto e catalogato 5000 specie di uccelli, 150.000 farfalle e insetti e ha realizzato due erbari che ospitano 4500 piante: un’enorme collezione che il naturalista ha infine  donato al Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi.
Dopo la morte di Durand, avvenuta nel 1964, la casa è stata abbandonata e soltanto nel 2009 il governo regionale ha bandito un concorso per promuovere la riqualificazione dell’intero sito: l’idea era di realizzare un luogo di ricerca e formazione focalizzato sui temi della biodiversità.
Nel giugno del 2013 il centro è stato aperto al pubblico.

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Il contesto
Il progetto ha riguardato sia la riqualificazione dell’area all’aperto, di circa 8 ettari di estensione, che la realizzazione di un nuovo edificio adiacente alla casa di Durand, da adibire a centro di ricerca e museo.
Lo studio Guillaume Sevin Paysages, incaricato del progetto dell’area, ha pianificato le  linee di sviluppo del sito: giardini tematici, stagni, sentieri, prati, e boschi  creano un insieme complesso e diversificato, attentamente bilanciato tra strategie di conservazione e interventi  mirati a sostenere nuove forme di biodiversità.  Anche il progetto del nuovo edificio, degli architetti Guinée * Potin, rientra concettualmente nel disegno globale di rigenerazione e sviluppo dell’area.

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Il progetto architettonico
I requisiti per la progettazione della nuova costruzione erano  piuttosto impegnativi. In primo luogo il nuovo edificio di 1.400 metri ha dovuto confrontarsi con la villa di Durand, evitando si sovrastarla visivamente: per ottenere questo risultato lo studio Guinee * Potin ha disegnato una costruzione su un unico piano che si snoda nel sito abbracciando la vecchia casa. Al fine di armonizzare  l’estensione  con l’ambiente circostante e con la mission del centro gli architetti hanno concepito quello che loro stessi definiscono «un pezzetto di paesaggio costruito» .
L’identità del centro è decisamente caratterizzata dal rivestimento in paglia che ricopre le superfici esterne delle pareti e del tetto attraverso l’applicazione contemporanea di una tecnica tradizionale locale, e poiché è realizzata con un materiale naturale la “pelle “ dell’edificio si trasformerà nel tempo virando il colore verso toni di grigio, adattando  il suo aspetto anche ai cambiamenti stagionali.
L’edificio è sollevato su pilastri, sia per ridurre l’impatto delle opere di fondazione che per preservare  e rendere visibili le zone umide abitate.
La costruzione, la cui struttura  in legno è stata assemblata a secco, utilizza tecnologie solari passive ed è attentamente orientata sull’asse nord sud.
Sono inoltre state adottate tecniche quali la raccolta delle acque piovane, la fitodepurazione il riscaldamento a biomasse .
Il risultato finale è un affascinante insieme di innovazione e sostenibilità, e cosa ancora più importante, il progetto testimonia il rispetto per l’ambiente e per l’intelligenza costruttiva, per la storia del luogo e per chi visiterà questo posto d’ora in poi.

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Museo e centro di ricerca sulla biodiversità
(Centre de découverte, de culture scientifique et de recherche sur l’environnement et la biodiversité)
Committente: Région des Pays de la Loire
Progetto architettonico: Agence GUINEE*POTIN Architectes
Design team: Anne-Flore Guinée et Hervé Potin architectes; Solen Nico chef de projet
Progetto paesistico: Guillaume Sevin Paysages
Allestimento: BLOCK Architectes
Graphic design: WARMGREY
Contenuti museografici: Stéphanie VINCENT
Ingegneri:  ISATEG (structure / fluides), ITAC (acoustique)
Area 2057m²- Cost 5 000 000 € HT

Foto di Sergio Grazia, Courtesy of GUINEE*POTIN Architectes.


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