MACRO Museo di Arte Contemporanea, Roma

via Nizza, 138, Roma
Lazio, Italy
Email: info.macro@palaexpo.it
Telefono: +39 (0)6 696271
Sito web: https://www.museomacro.it/it/
chiuso: Lunedì
Tipologia: Arte
MACRO museo Roma Odile Decq Inexhibit 03

Il MACRO – Museo di Arte Contemporanea di Roma è un’istituzione culturale e un centro espositivo dedicato all’arte moderna e contemporanea, prevalentemente italiana, dal 1960 ad oggi.


Edificio e sito
La sede di via Nizza, ideata dall’architetto Odile Decq, si è inserita sul precedente lotto di riqualificazione dell’ex Fabbrica Peroni avvenuto nel 2001. Le aree interne ed esterne sono state concepite in modo fluido, con ambienti flessibili che invitano ad una continua scoperta.
Lo spazio, caratterizzato dal volume rosso dell’auditorium posto al centro del foyer, comprende sale espositive, spazi-eventi, book-shop, sale didattiche, auditorium e sala di lettura, su una superficie di circa 10.000 mq.

Cosa vedere e cosa fare al MACRO
Macro ha dato vita ad un programma articolato – che si svolge in entrambe le sedi – concretizzato nelle tre aree tematiche, MACROExpo, MACROLab e MACROLive e che comprende la collezione permanente esposta a rotazione, l’organizzazione di mostre temporanee, laboratori per i ragazzi, proiezioni video e conferenze.


L’architettura del MACRO di Odile Decq – un approfondimento

MACRO museum Rome Odile Decq Inexhibit 02

Aperta nel 1999 e ampliata nel primo decennio del 2000, la sede de MACRO si apre su via Nizza nel quartiere Salario-Nomentano, ed è stata ricavata all’interno dell’ex complesso produttivo della birra Peroni, risalente al 19° secolo.
La sede di via Nizza che vediamo oggi è dunque il risultato di un progetto di espansione scelto nell’ambito di un concorso di progettazione internazionale organizzato dal Comune di Roma nel 2001. I progetti partecipanti al concorso hanno interpretato la relazione con l’edificio Art Noveau della Peroni, realizzato fra il 1912 e il 1932 su progetto dall’architetto Gustavo Giovannoni, secondo due diversi approcci; uno più conservativo, l’altro espressione di progetti che tendevano a forme iconiche e distinte dalle preesistenze; in questo secondo gruppo di proposte è stato individuato il progetto vincitore della competizione firmato dall’architetta francese Odile Decq.

MACRO museum Rome Odile Decq ground plan

Museo MACRO, pianta del piano d’ingresso. Image courtesy of Studio Odile Decq

MACRO museum Rome Odile Decq +1 plan

Museo MACRO, pianta del primo piano. Image courtesy of Studio Odile Decq

MACRO museum Rome Odile Decq roof plan

Museo MACRO pianta delle coperture. Image courtesy of Studio Odile Decq

MACRO museum Rome Odile Decq Inexhibit 12

Il rapporto fra gli edifici esistenti e l’espansione. Nella foto la rampa che collega la corte coperta ricavata fra le due cortine esistenti e la terrazza che copre il nuovo volume. Foto © Inexhibit, 2015.

Il progetto di espansione di Odile Decq si basa su una struttura complessiva ben leggibile anche dall’esterno. Il volume parallelepipedo – che racchiude la hall a tutt’altezza, gli spazi espositivi e tutti i servizi di accoglienza per i visitatori – è collegato da una corte coperta ai corpi esistenti che sono stati recuperati per ospitare altre gallerie, sale di consultazione e uffici amministrativi. Lo spazio principale della grande hall è caratterizzato da passerelle sospese che organizzandosi intorno al nucleo rosso dell’auditorium formano percorsi e piccole aree espositive .

MACRO museum Rome Odile Decq Inexhibit 08

MACRO museum Rome Odile Decq Inexhibit 11

Dall’alto al basso:lo spazio centrale, una delle gallerie espositive a piano terra e la caffetteria. Foto © Inexhibit, 2015.

Il lucernario che forma la copertura porta luce naturale nello spazio piranesiano della hall, ed è visibile dal livello della terrazza. Quest’ultima è stata concepita come uno spazio polivalente all’aperto con vista sulla città, e ospita eventi speciali, presentazioni e spettacoli in relazione con il  ristorante ricavato allo stesso livello.

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La micro-architettura rossa dell’auditorium. Foto © Inexhibit 2015.

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Vista della corte coperta dalla terrazza. Foto © Inexhibit, 2015

Il progetto di Odil Decq segue un rigoroso schema cromatico: nero e grigio per lo spazi della lobby e per i percorsi sospesi, rosso per l’auditorium e per la caffetteria, bianco per le sale espositive, molte delle qual ricavate nei volumi recuperati dell’opificio preesistente.

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Un a delle gallerie espositive ricavate nei corpi preesistenti. Foto © Inexhibit, 2015

L’accesso al MACRO avviene all’angolo fra via Nizza e via Cagliari: da qui i visitatori camminano lungo uno stretto percorso piantumato  simile ad un giardino zen e raggiungono l’ingresso che si apre sullo spazio principale.

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L’ingresso del museo su via Nizza. Photo © Inexhibit, 2015

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Il camminamento all’aperto che da via Nizza conduce allo spazio della hall. Photo © Inexhibit, 2015.

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Sopra una vista della hall, sotto l’area di sosta con le lunghe panche posta sulla sommità del volume dell’auditorium. Foto © Inexhibit, 2015

L’espansione ha portato l’area museale da 3800 a 13,000 mq. che includono appunto l’auditorium, spazi espositivi, caffetteria, libreria, aree per gli artisti in residenza e per attività laboratoriali e workshops.

MACRO museum Rome Odile Decq cross section

Sezione longitudinale. Image courtesy Studio Odile Decq.

Il gioco della ricerca della similitudini e delle differenze fra i due centri espositivi e culturali di Roma dedicati alla contemporaneità, ovvero il MAXXI progettato da Zaha Hadid e il Macro, sono stati, all’epoca della loro apertura, inevitabili almeno per tre ragioni; la prima è la loro inaugurazione quasi contemporanea, la seconda è che sono stati progettati da due architetti donna, infine, in tutti e due i casi si tratta di progetti che si sono confrontati con una preesistenza.
In realtà i punti di contatto sembrano esaursi lì, perchè i due edifici sono molto diversi fra loro; mentre quella del MAXXI è un’architettura estroflessa, fatta di volumi che si rincorrono, si intersecano e tendono ad “uscire”, seguendo una energia centrifuga, nel caso del MACRO il nuovo volume si inserisce fra i corpi esistenti come un monolite compatto, che con la sua superficie esterna specchiante si fa spazio, ma al contempo si lascia abbracciare, tra le due facciate preesistenti; lo spazio interno, infine, è introflesso e sembra governato da una forza centripeta che lo fa ruotare all’infinito intorno al suo cuore rosso.

Foto di copertina di Riccardo Bianchini, Inexhibit


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