Milano Design Week 2026 – cosa vedere a 5VIE
5VIE prende spunto dal lavoro del filosofo contemporaneo David Chalmers per la MDW 2026: QoT – Qualia of Things, il titolo dell’imminente edizione, punta infatti l’attenzione sugli aspetti qualitativi e soggettivi dell’esperienza sensoriale cosciente, sulle “sensazioni” individuali non descrivibili attraverso dati misurabili.
5VIE propone dunque un’alternativa a uno dei temi più in voga degli ultimi anni – l’Internet of Things – e all’attenzione posta sulla messa ‘in rete’ degli oggetti fisici e sulla potenza della connettività necessaria a governare moli di dati.
Il distretto 5VIE, che fin dalla sua fondazione ha fatto del design d’autore e dell’ibridazione fra arte e design le proprie cifre distintive, con la scelta di questo tema ribadisce la propria visione, sottolineando “l’urgenza di custodire la dimensione umana del sentire”. Dicendo che le qualità degli oggetti – la forma, il colore, la consistenza materica, il suono – attivano in ogni individuo qualia diversi, affermiamo che ogni oggetto ha valore soprattutto per la sua capacità di suscitare emozioni, di evocare altri paesaggi, immagini, memorie, e di generare vibrazioni sempre differenti perché è sempre differente la relazione che si crea fra l’oggetto, chi l’ha pensato e chi ne fruisce.
In copertina: Jomon Vessels di Noe Kuremoto. Foto di Kestutis Zilionis, courtesy of Noe Kuremoto
Le produzioni di 5VIE per la MDW – dal 20 al 26 aprile 2026
Giunto alla 13ª edizione, 5 Vie presenta 10 produzioni, insieme a mostre di designer, studi indipendenti e aziende, che saranno esposte nei tre hub principali: Cavallerizze in Via Olona 4; Via Cesare Correnti 14 e Siam in Via Santa Marta, e nelle vie che formano il distretto.
Tadeas Podracky – Before the Shape Appears
Il progetto presenta tre nuove lampade scolpite in legno massiccio – una sospesa e due da terra.
Le opere nascono da una pratica manuale basata sulla scultura e sulla modellazione diretta del materiale. Ogni pezzo si sviluppa attraverso la resistenza, la venatura e la struttura interna del legno, permettendo alla forma di emergere gradualmente durante il processo di lavorazione.
Noe Kuremoto’s Jomon: A mother’s anthem
Alle Cavallerizze di via Olona sarà allestita la mostra dell’artista ceramista giapponese Noe Kuremoto. Il progetto si configura come una lettera d’amore alle madri di tutto il mondo e celebra la complessità della maternità. L’esposizione include le ultime creazioni in gres di Kuremoto, concepite come reinterpretazioni contemporanee di alcune delle più antiche ceramiche conosciute al mondo, risalenti al periodo Jōmon (14.000-300 a.C.). Tradizionalmente questi vasi venivano utilizzati sia in ambito domestico che rituale, e spesso considerati oggetti protettivi. Le eleganti opere di Kuremoto sono reinterpretate come talismani e omaggi, tributi ai momenti quotidiani di luce e ombra che, insieme, compongono una vita.
Danny Candotto – In Habit Out
IN-HABIT-OUT è una collezione di cinque bacheche da parete che saranno esposte in via Cesare Correnti: piccole architetture da abitare con oggetti, da lasciare vuote o da osservare come frammenti di una Milano in scala. Il titolo, IN-HABIT-OUT, è un neologismo che segue una traiettoria dall’interno verso l’esterno: “IN” rappresenta lo spazio intimo e privato; “IN-HABIT” la condizione individuale e sociale dell’abitare uno spazio; “OUT” ciò che di quell’intimità inevitabilmente si manifesta nella città.
Elizabeth Lewis – Cosmic Meadow
In occasione della Milano Design Week 2026, SWING Design Gallery presenta a 5VIE l’installazione “Cosmic Meadow” dell’artista ceramista australiana Elizabeth Lewis.
Questa collezione di ceramiche realizzate a mano riflette sul surrealismo delle forme biomorfiche presenti nella scultura e nell’architettura antiche. Ispirati al mondo animale e alla mitologia, vasi e opere da parete prendono le mosse dai processi naturali di rovina e calcificazione.
Elizabeth Lewis, Thorny vase. Courtesy of Swing Design Gallery
Giuditta Vettese – La Fiamma che non Brucia
Con questa nuova edizione di ‘La Fiamma che non Brucia’, Giuditta Vettese continua la sua ricerca nata nel 2024 con l’omonima scultura in bronzo realizzata con il supporto di Sali e Tabacchi Journal presso Fonderia Battaglia. Negli spazi di Le Cavallerizze, la scultura diventa un altare domestico, uno spazio di intima contemplazione, un luogo di devozione e cura.
Marco Guazzini – Risonanze
Per Risonanze, Guazzini parte da un gesto apparentemente semplice: prendere oggetti di tipologie diverse – una console, una scrivania, un appendiabiti, un piccolo tavolino e altri oggetti nati dall’immaginazione – e legarli insieme attraverso un sistema di tubi in alluminio.
Il risultato è un paesaggio di cose nel quale la funzione è superata e diventa possibilità, ogni connessione suggerisce un nuovo esito, ogni curva apre a una nuova direzione.
Marco Guazzini – Risonanze. Marco Guazzini e Maria Cristina Didero
Richard Yasmine – Vessels dell’Intangibile
È una collezione di illuminazione situata all’intersezione tra design, installazione artistica e teatralità. Ogni oggetto, realizzato attraverso differenti pratiche artigianali, trasforma uno dei cinque organi sensoriali, l’occhio, l’orecchio, il naso, le labbra e il dito, in una soglia di consapevolezza. Quel che si manifesta come scultura luminosa diventa contenitore di ciò che sfugge alla comprensione immediata: la post-immagine della vista, la risonanza del suono, la traccia persistente del profumo, l’impronta del contatto e l’attesa del gusto, tradotte in stati di memoria, desiderio, attesa, risonanza e nostalgia.
Studio mo man tai – Re-campaign
Re-campaign è un’installazione cromatica itinerante che segna l’ingresso alle Cavallerizze.
Il duo di Eindhoven trasforma banner pubblicitari di grandi dimensioni, alcuni dei quali originariamente misuravano fino a 18 × 46 metri, in quindici vivaci portali in tessuto.
Un tempo realizzate per rivestire facciate urbane e veicolare messaggi commerciali, le stampe ad alta resistenza vengono tagliate, ricomposte e riassemblate creando un passaggio immersivo.
mo man tai – Re-campaign.
Liquid Rituals
Liquid Rituals è uno studio di ricerca e produzione ceramica che esplora come gli
oggetti possano trasformare i gesti quotidiani in rituali, unendo funzione, materia e
tradizione artistica ispirandosi a forme naturali e materiali organici. L’installazione vuole portare i visitatori nella dimensione creativa di Liquid Rituals: forme fluide ispirate a organismi acquatici e vegetali si intrecciano con la ceramica, dando vita a oggetti che appartengono ad un mondo immaginario, un intreccio onirico di luoghi e ricordi che prende forma attraverso il processo ceramico.
Sara Ricciardi – Alma Water. La stanza del mare
Alma Water è un’installazione immersiva che ci trasporta nel cuore liquido della Sardegna.
Lo spazio è animato dal movimento continuo di grandi pance di seta. I tessuti, sospesi e mossi da respiri d’aria si increspano come una superficie marina, generando una coreografia fluida e avvolgente. Nel contesto della Milano Design Week 2026, la stanza del mare si propone come spazio di pausa e immersione, dove il suono diventa gesto comunitario. Una danza d’acqua dedicata alla Sardegna in cui il mare non si guarda soltanto: si ascolta, si attraversa e si crea insieme.
Sara Ricciardi – Alma Water. La stanza del mare
