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Tecnologie di comunicazione digitale nella cultura e nella didattica

A partire dai primi anni ’80, l’introduzione delle tecnologie digitali ha fornito a istituzioni culturali, educatori e curatori di mostre nuove opportunità, tecniche e modalità divulgative pensate per facilitare la trasmissione di contenuti complessi al grande pubblico.
Lo sviluppo di queste tecniche, insieme alle basi teoriche su cui esso si basa, sono in costante evoluzione.

Agli albori della comunicazione con le tecnologie digitali emersero due diversi approcci, entrambi ancora imperfetti: da un lato, la comunicazione digitale in ambito culturale e didattico imitò  pedissequamente i mezzi ed i paradigmi della trasmissione tradizionale della conoscenza, solo in forme apparentemente innovative; dall’altro, le nuove tecnologie furono viste entusiasticamente, e un po’ ingenuamente, come una sorta di magia capace, per il solo fatto di esistere, di rendere concetti complessi facilmente comprensibili a tutti. Un esempio di questo secondo approccio è stato ben sperimentato nei musei di scienze e di storia nei quali, tra la fine degli anni ’90 ed i primi anni Duemila, postazioni interattive ed exhibits multimediali sono in breve diventati onnipresenti, realizzando tuttavia ben presto che la trasmissione di contenuti attraverso strumenti digitali richiedeva un profondo riesame di molti dei criteri su cui la mediazione culturale si fonda.

Inoltre, la veloce obsolescenza dell’hardware, delle interfacce uomo-macchina, delle tecnologie mediali e delle modalità di interazione digitale tra persone (si pensi ad esempio al contesto liquido dei social networks) si incarna in una decrescente efficacia della possibilità di stimolare l’attenzione del pubblico, in particolare quello dei più giovani.

Negli ultimi 10 anni sono emersi approcci e soluzioni nuove, frutto del lavoro di gruppi multidisciplinari – in genere formati da studiosi, educatori, specialisti della comunicazione, designer ed esperti di tecnologia – insieme ad una crescente consapevolezza di cosa la trasmissione culturale attraverso la tecnologia significhi realmente. Un punto fondamentale sta nel concetto di digital storytelling: mentre la creazione di esperienze interattive di racconto ben concepite e capaci di generare “narrazioni” è cruciale nella possibilità di stimolare il coinvolgimento emozionale delle persone e, in ultima analisi, di trasmettere cultura, un approccio naif e superficiale può facilmente distruggere integrità scientifica e soprattutto la capacità dei visitatori di elaborare un’ interpretazione personale del temi presentati.

Inexhibit ha da sempre dedicato un’attenzione particolare a questi temi, specialmente in campi connessi all’arte e alla tecnologia; presentiamo in questo speciale una selezione dei nostri articoli dedicati alle sperimentazioni e soluzioni più innovative e promettenti nel campo della comunicazione digitale sviluppate da gruppi di ricerca, musei ed istituzioni culturali.

1) The museum as digital storyteller: Collaborative participatory creation of interactive digital experiences (http://mw2015.museumsandtheweb.com/paper/the-museum-as-digital-storyteller-collaborative-participatory-creation-of-interactive-digital-experiences/

Immagine di copertina: Addie Wagenknecht, Optimization of Parenthood


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