Villa Almerico Capra “La Rotonda” di Andrea Palladio a Vicenza

Via della Rotonda, 45, Vicenza
Veneto, Italy
Email: info@villalarotonda.it
Telefono: +39 0444 321793
Sito web: https://www.villalarotonda.it/
chiuso: aperta da venerdì a domenica (interni) e da martedì a domenica (parco ed esterni) dal 14 marzo al 23 novembre
Tipologia: Architettura
Villa La Rotonda Vicenza Andrea Palladio 8 Inexhibit

Villa Almerico Capra, anche nota come “La Rotonda”, è una villa rinascimentale situata nei pressi di Vicenza. Costruita al centro di un magnifico giardino in cima a una collina, alla periferia della città, la Rotonda è probabilmente l’edificio più noto disegnato da Andrea Palladio, e dal 1994 è parte del sito Unesco denominato “La città di Vicenza e le ville del Palladio nel Veneto”.

Storia della villa
il progetto della villa venne commissionato a Palladio nel 1566 dal facoltoso canonico e nobile Paolo Almerico; dopo la morte di Palladio (1580), nel 1603 l’edificio venne completato dall’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi per conto dei fratelli Odorico e Mario Capra che avevano acquistato la proprietà nel 1591. Per questa ragione La Rotonda è anche chiamata Villa Capra o Villa Almerico Capra.
Scamozzi introdusse diversi cambiamenti al progetto originario di Palladio; ad esempio, fu probabilmente lui a modificare la forma della cupola che sovrasta l’edificio – che ne I quattro libri dell’architettura Palladio rappresenta assai più alta e caratterizzata da un profilo semisferico – in modo da farla assomigliare a quella del Pantheon di Roma.
Va detto che non tutti concordano con questa ipotesi, e vi è chi ipotizza possa essere stato lo stesso Palladio a modificarne la forma.

Villa La Rotonda Vicenza Andrea Palladio 1 Inexhibit

Villa La Rotonda Vicenza Andrea Palladio 7 Inexhibit

Viste esterne de La Rotonda vista da sud e sud-ovest. Foto Inexhibit, 2020.

La maggior parte della decorazione interna risulta completata intorno al 1630; essa comprende affreschi di numerosi artisti tardo rinascimentali tra cui Anselmo Canera e Alessandro Maganza, sculture di Lorenzo Rubini e Gianbattista Albanese e stucchi di Ottavio Ridolfi e Domenico Fontana, tra gli altri. Fa eccezione la parte inferiore della sala centrale che venne decorata dal pittore freancese Louis Dorigny nella seconda metà del Seicento.
Acquistata nel 1912 dal conte Attilio Valmarana, la villa è oggi di proprietà dei suoi eredi che l’hanno aperta al pubblico nel 1980.

Architettura
Nonostante la sua imponenza, La Rotonda è in effetti un edificio di dimensioni relativamente ridotte.

“Nell’interno questo a tutto rigore si potrebbe dire abitabile, non però fatto per essere abitato.
La sala è delle più belle proporzioni, come parimenti le stanze; ma il tutto basterebbe a stento per residenza estiva di una famiglia distinta.” 
Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia, 1816.

La ragione delle ‘dimensioni ridotte’ dell’edficio va ricercata nel fatto che Paolo Almerico commissionò a Palladio il progetto di una villa pensata per un solo ospite, ovvero lui stesso. Almerico era infatti un canonico celibe in pensione che, dopo una prestigiosa carriera a Roma, aveva deciso di tornare a Vicenza, la sua città natale, e di costruirsi un luogo splendido dove ritirarsi e passare la parte restante della sua vita. Il committente non aveva quindi bisogno di un edificio molto grande, lo voleva però magnifico e sontuoso.
E’ forse per questo che Palladio progettò l’edificio seguendo principi compositivi e morfologici – come la pianta centrale, la cupola semisferica con laterna e un apparato decorativo tanto ricco – che sono tipici più dell’edilizia religiosa che di quella civile. Si può affermare che lo scopo di  Almerico fosse quello di abitare un tempio edificato in onore a se stesso più che un’abitazione.

Villa La Rotonda Vicenza Andrea Palladio 5 Inexhibit

La loggia di sud-est su cui si nota l’iscrizione “Marius Capra Gabrielis F(ilius)” (Mario Capra figlio di Gabriele). Foto Inexhibit, 2020.

La pianta centrale è forse l’elemento più innovativo nel progetto di Palladio per La Rotonda, e quello da cui l’edificio prende il suo nome. Lo schema a pianta centrale era già stato adottato in varie chiese rinascimentali – come la Rotonda del Brunelleschi a Firenze (1434), il tempietto di San Pietro in Montorio a Roma, di Bramante (1510), la chiesa di San Biagio a Montepulciano di Antonio da Sangallo il vecchio (1518) oltre ai progetti non realizzati di Bramante e Michelangelo per la basilica di San Pietro a Roma – ma mai usato per un edificio residenziale.

Villa La Rotonda Andrea Palladio drawing frpm Four Books of Architecture

Andrea Palladio, disegno da “I quattro libri dell’architettura” (1570) che mostra la pianta del piano nobile e una sezione de La Rotonda.

La pianta a croce greca della villa è segnata all’esterno da quattro logge identiche, ognuna coronata da un timpano triangolare. La casa si sviluppa su tre piani abitabili e una soffitta.
Il piano terra è un piano di servizio con la cucina, le cantine, la lavanderia e vari ambienti accessori; il terzo piano, o mezzanino, ospitava in origine una galleria dotata di una balconata affacciata sulla sala centrale prima di essere trasformata in appartamento di dieci stanze nel corso del diciottesimo secolo; la soffitta accoglie locali di deposito e infine, il piano nobile è formato dalle otto stanze principali in cui risiedeva il proprietario, dalla grande sala centrale circolare e quattro vestiboli. Quattro scale a chiocciola collegano tra loro tutti i piani.

Villa La Rotonda Vicenza Andrea Palladio interior 5 Inexhibit

Villa La Rotonda Vicenza Andrea Palladio interior 1 Inexhibit

La sala centrale è coperta da una cupola, ispirata a quella del Pantheon, coronata da un oculo e da una lanterna; gli affreschi nella parte superiore della sala e quelli che decorano la cupola sono stati realizzati da Alessandro Maganza mentre quelli nella parte inferiore sono del pittore francese Louis Dorigny. Foto Inexhibit, 2020.

Villa La Rotonda Vicenza Andrea Palladio interior 3 Inexhibit

Uno degli ambienti abitativi al piano nobile. Foto Inexhibit, 2020.

Oltre alla villa, la proprietà è completata da altre tre costruzioni: due edifici progettati da Vincenzo Scamozzi – che ospitano le stalle, i locali di servizio per l’azienda agricola e le residenze del personale – e una piccola cappella disegnata da Girolamo Albanese nella seconda metà del Seicento.

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Il portico di uno degli edifici di servizio disegnati dallo Scamozzi. Foto Inexhibit 2020.

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Una vista della villa da est; si vede bene come il piano terra funga anche da fondazione dell’edificio. Foto Inexhibit 2020.

Realizzata principalmente in una pietra sedimentaria locale, nota come Nanto o Pietra di Vicenza, la villa non possiede fondazioni tradizionali; è infatti l’intero piano terra, più largo di quelli superiori e dotato di volte a croce, che supporta il resto dell’edificio in una configurazione strutturale che ricorda quella di una piramide.

Uno degli edifici più iconici di tutti i tempi, Villa Almerico Capra ha rappresentato per secoli un modello, e sono innumerevoli le architetture che si sono ispirate al capolavoro concepito da Palladio tre secoli e mezzo fa, tra loro: la Casa Bianca a Washington di James Hoban (1792-1800), la villa di Monticello a Charlottesville di Thomas Jefferson (1769-1809) e la Chiswick House a Londra disegnata da Richard Boyle (1729), solo per citarne alcuni.
A parte le visite private concordate con la proprietà, gli interni della villa sono aperti al pubblico nei fine settimana da metà marzo alla fine di novembre, mentre i giardini e gli esterni sono visitabili da martedì a domenica. L’interno della villa non è accessibile ai disabili.

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Una vista de La Rotonda presa dal viale principale di accesso, sulla destra uno degli edifici di servizio. Foto Inexhibit, 2020.


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