Museo dell’Ara Pacis – Roma

Lungotevere in Augusta, Roma
Lazio, Italy
Email: info.arapacis@comune.roma.it
Telefono: +39 (0)6 0608
Sito web: http://www.arapacis.it/
chiuso: aperto tutti i giorni, tranne 1 Gennaio, 1 Maggio e 25 Dicembre
Tipologia: Archeologia
Museo dell'Ara Pacis Roma Richard Meier

Il Museo dell’Ara Pacis è un museo archeologico a Roma che conserva principalmente l’altare monumentale dedicato alla divinità della Pace da cui prende il nome, realizzato nel 1° secolo a.C. Il museo attuale è stato completato nel 2006 su progetto dell’architetto americano Richard Meier.

Storia ed architettura – dall’altare Romano al padiglione del 1938

La costruzione dell’Ara Pacis fu decisa da Augusto e del Senato Romano per celebrare il successo della campagna militare contro i Galli.
Dedicato alla Pace, il gigantesco altare marmoreo venne realizzato all’interno del Campo Marzio, a circa 850 metri dalla sua posizione attuale, e completato nel mese di Gennaio del 9 avanti Cristo. Insieme all’altare venne anche eretta una meridiana, che includeva l’obelisco egizio oggi vibile in Piazza Montecitorio, nota come Horologium Augusti.

L’Ara Pacis è in realtà un piccolo edificio scoperto, di 10,62 x 11,63 metri in pianta e 3,68 metri in altezza, con un altare sacrificale al centro ed un fregio che corre per tutto il perimetro esterno. Parti del monumento vennero scoperte già nel 16° secolo, ma per lo scavo completo del sito dell’Ara Pacis bisognò aspettare fino al 1937

Nel 1938, Mussolini decise che i resti dell’altare, una volta ricomposti, dovessero essere spostati dalla loro sede originale ed esposti in bella evidenza in un edificio a loro dedicato, con l’intento di enfatizzare il glorioso passato dell’Impero Italiano, da poco proclamato.
A tale scopo, l’architetto Vittorio Balio Morpurgo venne incaricato del progetto di un nuova struttura da realizzarsi nei pressi del Mausoleo di Augusto, con cui avrebbe formato una formidabile coppia di monumenti Romani sul lungotevere.
Il padiglione venne inaugurato da Mussolini stesso il 23 settembre 1938.

Ara Pacis Rome reconstuction drawing

Vista prospettica sezionata dell’Ara Pacis realizzato da Guglielmo Gatti; fonte immagine: Universittà dell’Oregon

Ara Pacis Rome plan Inexhibit

Planimetria dell’Ara Pacis

Ara Pacis Morpurgo pavilion Rome

Un0immagine del padiglione progettato da Morpurgo poco prima della demolizione, nel 2000; fotografo sconosciuto

Ara Pacis museum inauguration Mussolini 1938

Mussolini ed altri gerarchi all’inaugurazione del padiglione dell’Ara Pacis, 23 Settembre 1938

Campo Marzio Roma

Modello ricostruttivo del Campo Marzio a Roma con il Mausoleo di Augusto (in basso a destra), l’Ara Pacis e l’Orologio di Augusto (al centro a sinistra) ed il Pantheon (in alto al centro); di noti la differente posizione dell’Ara rispetto a quella attuale

Ara Pacis Mausoleum Augustus Rome aerial view

Vista aerea del padiglione di Morpurgo nei tardi anni Sessanta (in basso nella foto, vicino al Tevere); il grande edificio circolare è il Mausoleo di Augusto


Il museo dell’Ara Pacis di Richard Meier

Il padiglione protettivo venne restaurato dopo la fine della guerra ma, nei primi anni ’90, divenne evidente che l’involucro non era più in grado di proteggere il monumento da intemperie ed inquinamento. Un edificio completamente nuovo venne quindi realizzato su progetto dello studio di architettura americano Richard Meier & Partners.
Inaugurato nel 2006,

Inaugurato nel 2006, il nuovo museo è un edificio illuminato in modo naturale che, su una superficie lorda di circa 1.500 metri quadri ospita spazi espositivi permanenti e temporanei, un auditorium da 140 posti, uffici per il personale, e vari servizi per il pubblico.
Nel suo progetto, Meier ha incluso una serie di richiami storici intesi a “riconnettere” il padiglione moderno con la storia dell’Ara Pacis e del suo sito, ad esempio la fontana vicino all’ingresso principale del museo è un’allusione all’antico Porto di Ripetta, un tempo situato dove oggi sorge il museo, ed un nuovo obelisco ad imitazione di quello un tempo collocato in Campo Marzio, il sito originale dell’Ara, ed ha mantenuto una replica della Res gestae Divi Augusti, l’iscrizione che celebrava la vita e le imprese dell’imperatore apposta sul tempio di Augusto, realizzata nel 1938 come decorazione della facciata est del padiglione di Morpurgo.

Proporzioni e materiali utilizzati per il nuovo edificio – ad esempio il travertino usato per i rivestimenti di pareti e pavimenti ed lo stucco marmorino che ricopre le colonne dell’atrio – sono in qualche maniera ispirati a quelli delle architetture storiche della città di Roma. Oltre che per essere un museo, il padiglione di Meier è stato anche progettato come un avanzato dispositivo protettivo per i resti dell’altare custoditi al suo interno, che presentavano seri problemi di conservazione a causa del progressivo degrado delle parti lapidee e metalliche.
A tale scopo, l’edificio comprende un insieme di tecnologie attive e passive volte a controllare il microclima al suo interno: un sistema evoluto di condizionamento dell’aria, dispositivi di controllo dell’illuminazione naturale ed artificiale, raffrescamento e riscaldamento a pavimento, e vetrate ad elevato isolamento termico ed acustico.

Il museo non è esente da difetti: ad esempio, in certe ore del giorno, il sistema di frangisole di cui sono dotate le facciate proietta ombre fastidiose sull’Ara; ciò nonostante il suo progetto architettonico è senza dubbio di elevata qualità, a dispetto delle critiche elevate a Meier da qualcuno.

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Richard Meier, il Museo dell’Ara PAcis a Roma, facciata sud; foto © Roland Halbe, fonte: Richard Meier & Partners

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Museo dell’Ara Pacis, planimetria generale, piante del piano terra e del piano seminterrato, prospetti est ed ovest, sezione longitudinale; immagine fornite da Richard Meier & Partners

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Viste esterne ed interne del museo dell’Ara Pacis a Roma, foto © Roland Halbe, fonte: Richard Meier & Partners

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Una delle pareti rivestite in travertino del museo; foto: Lawrence OP

Ara Pacis Rome 2

Vista notturna della facciata meridionale; foto: Massimiliano Giani


Cosa vedere al Museo dell’Ara Pacis

Il museo è suddiviso in tre aree principali.
Gli spazi nella parte meridionale dell’edificio ospitano lo spazio di ingresso e di orientamento, accessibile attraverso una rampa ed una scalinata direttamente dal Lungotevere in Augusta, la biglietteria ed una mostra permanente introduttiva.

Dopo la parte di contestualizzazione, i visitatori accedono al padiglione centrale, una grande sala, inondata dalla luce naturale che filtra attraverso la copertura in vetro traslucido, dove sono esposti i resti dell’Ara Pacis. Si tratta senza dubbio dello spazio più spettacolare di tutto il museo, una galleria espositiva che ricorda in qualche modo la Galleria del Partenone del Museo dell’Acropoli di Atene, sebbene in scala ridotta.

Nel 2017, il museo ha introdotto una installazione in realtà aumentata che fornisce viste a 360° dell’aspetto che l’Ara Pacis aveva originariamente. Con tutte la sua decorazione vivacemente colorata (come molte sculture dell’antichità, il fregio non era infatti un bassorielievo di un bianco candido, quasi metafisico, come siamo abituati a vederlo oggi, ma piuttosto un’opera intensamente dipinta con pigmenti rossi, verdi, blu e gialli).

La terza sezione del museo accoglie l’auditorium, due sale per mostre temporanee, ed una terrazza da cui il pubblico può ammirare il vicino Mausoleo di Augusto.

Il museo dell’Ara Pacis ospita anche mostre temporanee, spettacoli ed eventi speciali. L’edificio, accessibile ai disabili, comprende anche un bookshop ed un bar-caffetteria.

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Vista dell’interno del Museo dell’Ara Pacis a Roma; foto © Roland Halbe, fonte: Richard Meier & Partners

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Vista ravvicinata dei busti marmorei in mostra nel museo; foto: dvdbramhall

Ara Pacis Rome 3

L”Ara Pacis; foto: Mzximvs VdB

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Dettaglio del fregio che circonda l”Ara Pacis; foto: Marialba Italia

Museo Ara Pacis museum Rome augmented reality

Una immagine simulata dell’installazione a realtà aumentata aggiunta nel 2017; fonte foto: Museo dell’Ara Pacis, Roma

Immagine di copertina: foto © Roland Halbe, fonte: Richard Meier & Partners


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