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Tra sperimentazione e virtuosismo. Il vincitori e (alcuni) finalisti del Loewe Craft Prize 2019

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Tra sperimentazione e virtuosismo.
Il vincitori e (alcuni) finalisti del Loewe Craft Prize 2019

Sono stati annunciati i premiati del prestigioso Loewe Craft Prize, uno dei più importanti concorsi internazionali dedicati all’artigianato di alto livello. Quest’anno sono state oltre 2500 le candidature sottoposte a una giuria di esperti, che dopo aver selezionato una rosa di 29 finalisti ha decretato vincitori. Per l’edizione 2019 il vincitore è Genta Ishizuka con una scultura dal titolo ‘Surface Tactility #11’. Due menzioni speciali sono inoltre state assegnate a Harry Morgan per ‘Untitled’, Dichotomy Series e a Kazuhito Takadoi per ‘KADO (Angle)’.

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Sopra e in copertina: Genta Ishizuka ,Giappone, ‘Surface Tactility #11’.
Materiali: Urushi (tecnica di laccatura), palline di polistirolo espanso, tela di lino.
Usando il semplice motivo di un sacchetto di arance come punto di partenza, Ishizuka ha elevato questa umile forma attraverso l’uso esperto della lacca. La tecnica della lacca Urushi è stata svilippata in Giappone tra il VII e l’VIII secolo.

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Harry Morgan, Regno Unito, ‘Untitled’ da Dichotomy Series
Materiali: vetro e cemento. Il lavoro di Harry Morgan inverte le regole della fisica creando oggetti che sono completamente controintuitivi. Facendo riferimento alla brutalità dell’architettura e al vetro soffiato veneziano, una pesante massa di cemento è posata sopra un blocco di eterei filamenti di vetro. L’opera di Morgan stabilisce una potente relazione tra i due materiali contrastanti che si fondono per diventare un’unica forma.

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Kazuhito Takadoi, ‘KADO (Angle)’
materiali: Ramoscelli di biancospino, spago di lino cerato.
Lavorando con la materia organica coltivata da lui stesso, Takadoi cuce rami, erbe e canne per creare forme che cambiano man mano che il materiale matura ed evolve. Il lavoro di Takadoi si distingue per la volontà di mettere in gioco concetti che ruotano attorno al vuoto più che al pieno e all’ombra più che alla luce.

I premi sono stati assegnati dalla giuria a tre oggetti che non svolgono alcuna funzione, e che per questo si avvicinano più al concetto di opera d’arte che a quello di ‘oggetto artigianale’ tradizionalmente inteso. La loro bellezza è nella maggior parte dei casi il prodotto di sperimentazione (che d’altro canto deriva sempre da una conoscenza profonda dei materiali ) e di virtuosismo artigianale. Il sentimento di meraviglia che ciascuna delle opere suscita prescinde da riflessioni più profonde, accade e basta, ma subito dopo, a una osservazione più attenta, ognuno degli oggetti ci rivela i processi raffinatissimi di trasformazione della materia, la sapienza nell’applicazione di tecniche, antiche o sconosciute, e il tempo dilatato che ha inevitabilmente incorporato, e che ci restituisce.

Alcune informazioni sul premio
Il LOEWE Craft Prize vuole riconoscere e sostenere il lavoro degli artigiani di qualsiasi età che dimostrino un’eccezionale capacità di creare oggetti di valore estetico superiore. L’obiettivo della Fondazione è di mettere in luce il contributo dell’artigianato alla cultura del nostro tempo.
Tutte le candidature devono rientrare in un ambito delle arti applicate: ceramica, legatoria, smalto, gioielli, lacca, metallo, mobili, pelle, tessuti, vetro, carta, legno. Deve essere un lavoro originale, fatto in tutto o in gran parte a mano, ed essere stato realizzato nei cinque anni precedenti all’edizione del premio. Gli oggetti devono essere unici nel loro genere, non avere vinto altri premio in precedenza, dimostrare intento artistico.
Il premio per il vincitore è di 50.000 euro. L’opera vincitrice selezionata dalla giuria, così come i lavori dei finalisti selezionati dal gruppo di esperti, vengono inclusi in una mostra e in un catalogo.

La giuria del LOEWE Craft Prize 2019 era formata da:
– Anatxu Zabalbeascoa, giornalista di El Pais, esperta di architettura e design.
– Benedetta Tagliabue, architetto e membro della giuria del Pritzker Prize.
– Deyan Sudjic, Direttore del Design Museum di Londra
– Enrique Loewe, presidente onorario LOEWE FOUNDATION.
– Hong Nam-Kim, Presidente di National Trust of Korea.
– Jennifer Lee, vincitrice della seconda edizione del LOEWE FOUNDATION Craft Prize
– Jonathan Anderson, direttore creativo di LOEWE .
– Naoto Fukasawa, Designer e Dirttore del Japan Folk Crafts Museum.
– Patricia Urquiola, architetto e industrial designer.
– Wang Shu, Architetto e membro della giuria del Pritzker Prize.
– Wolfgang Lösche, Monaco.

Selezione delle opere dei finalisti

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Giovanni Corvaja, Italia, ‘Mandala bowl’
Materiale: Oro 18 carati.

 

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JingFeng Fang & Mi Dong, China,  ‘Hui ‘
Materiale: Ceramica.

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Sachi Fujikake, Giappone, ‘Vestige’
Materiale: vetro

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Junko Mori, Regno Unito, ‘Propagation Project; Nigella Chrysanthemum’
Materiali: Acciaio dolce forgiato con rivestimento ceramico

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Minhee Kim, Corea,  ‘Funeral Clothes for the Women’
Materiale: tessuto.

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Deloss Webber, Stati Uniti, ‘Geisha Handbag Series’, borse
Materiali: Granito, bamboo Susatake, rattan, alghe, pigmenti

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 Youngsoon Lee, Corea del Sud, ‘Cocoon Top Serie 1’
Materiali: carta di gelso coreano (vecchi libri)

Immagini, coutesy of Loewe – http://craftprize.loewe.com/en/home

 

 


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copyright Inexhibit 2019 - ISSN: 2283-5474