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Parigi: retrospettiva su Victor Vasarely al Centre Pompidou

By admin - 2019-03-12

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Fino al 6 maggio 2019, il Centre Pompidou di Parigi presenta un’importante retrospettiva dedicata a Victor Vasarely.

copertina: Victor Vasarely nel 1960. Foto Willy Maywald © Association Willy Maywald / Adagp, Pargi 2019

Attraverso trecento opere, oggetti e documenti, la mostra esplora il mondo del padre di Op Art, presentando ogni aspetto della sua opera, dai dipinti alle sculture, dagli apparati decorativi per l’architettura alla grafica .

Nato in Ungheria, Victor Vasarely (1906-1997) nel 1930 si trasferisce a Parigi dove lavora come grafico nel campo della pubblicità prima di dedicarsi completamente all’arte, cosa che avverrà a partire dagli anni seguenti la fine della seconda guerra mondiale.
A metà degli anni ’50, Vasarely pone le basi per quella che oggi conosciamo come Op Art. Mmento chiave nella storia dell’astrazione, l’arte cinetica ottica, basata su processi rigorosamente scientifici, offre immagini sorprendenti nelle quali il tempo assume un ruolo importante quanto lo spazio. Conseguenza diretta della sua ricerca è stato lo sviluppo di un alfabeto formale applicabile ad ambiti differenti, in particolare all’architettura.

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Vega,1956, olio su tela, 130 x 195 cm. Coll. privata, Belgio.
Foto © Centre Pompidou / Philippe Migeat © Adagp, Parigi, 2018

Nel 1954 la costruzione del campus universitario di Caracas offre a Vasarely la prima opportunità di esprimere concretamente le sue idee su come integrare l’arte nella città, così come avevano fatto anche Jean Arp, Alexander Calder e Fernand Léger. L’idea di un'”arte sociale” trova la sua espressione nell’utopia di una “città policroma di felicità” e, più concretamente, nella realizzazione di molti apparati decorativi architettonici. I più noto sono stati realizzati negli anni ’70; nel nuovo edificio della stazione di Montparnasse a Parigi, nella sede della Renault a Boulogne-Billancourt, sulla facciata dell’edificio della stazione radio RTL a Parigi e nella sala da pranzo della Deutsche Bundesbank di Francoforte sul Meno.

Discorso a parte merita la sede della Fondazione che porta il suo nome, ad Aix-en-Provence, dove Vasarely ha dato espressione concreta ad uno dei suoi progetti più audaci, e dove è riuscito ad esprimere al meglio l’ idea secondo la quale gli edifici sarebbero diventati lo strumento con cui condividere le sua arte, piuttosto che l’interno delle sale dei musei.

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La sala da pranzo della Deutsche Bundesbank a Francoforte ; 3,2 x 11,60 x 7,80 m.
Foto Wolfgang Günzel ©Kunstsammlung Deutsche Bundesbank  © Adagp, Parigi, 2018

Il lavoro di Vasarely si è pienamente radicato nel contesto scientifico, economico e sociale degli anni ’60 e ’70. Oltre a presentare una vasta gamma di opere, alcune delle quali non sono state esposte per oltre cinquanta anni, la mostra rivela anche l’influenza dell’arte di Vasarely nella cultura popolare della sua epoca; nella moda, nel design, nelle arti grafiche, nel cinema e nella televisione, evidenziando il suo ruolo chiave negli anni del boom postbellico.

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Victor Vasarely e Ambrogio Pozzi, servizio da tavola in porcellana Manipur, 1978. Prodotto da Rosenthal. Coll. privata. Foto © Fabrice Lepeltier © Adagp, Parigi, 2018

Victor Vasarely, Sharing Forms
Centre Pompidou, Parigi
6 Febbraio / 6 Maggio 2019

Info: https://www.centrepompidou.fr/en
images courtesy of Centre Pompidou


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copyright Inexhibit 2019 - ISSN: 2283-5474

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