Al Musée des Arts Décoratifs una mostra esplora la relazione fra la moda e il corpo

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Dopo il successo di ‘La Mécanique des dessous’ (2013) e ‘Tenue correcte exigée!’ (2017), il MADMusée des Arts Décoratifs di Parigi continua la sua indagine del rapporto tra moda e corpo con ‘Marche et démarche’. La mostra indaga su come la scarpa sia (e sia sempre stata) strettamente connessa ai modi di vivere e di camminare, dal Medioevo ai giorni nostri.
Curata da Denis Bruna “Marche et démarche” espone circa cinquecento oggetti tra cui scarpe, dipinti, fotografie, oggetti d’arte, film e pubblicità provenienti da collezioni pubbliche e private.

copertina: Iris Schieferstein, Horseshoes, 2006, Berlino, Iris Schieferstein © MAD Paris.
Foto: Hughes Dubois.

Il tema della mostra è nato dallo studio di una particolare calzatura che fa parte della collezione del permanente del museo, quella appartenuta a Maria Antonietta nel 1792. Con una lunghezza di soli ventuno centimetri e una larghezza di cinque, sembrava improbabile che una donna adulta potesse indossare una scarpa così piccola; la ricerca ha rivelato che le donne aristocratiche nel 18°secolo, e le donne dell ‘ alta borghesia nel 19° secolo, in realtà si muovevano molto poco, e la loro mobilità limitata dipendeva anche dal fatto che le loro scarpe non erano fatte per camminare.

La mostra si apre con un’analisi di come camminiamo nella nostra vita quotidiana, dall’infanzia all’età adulta in Europa, Africa, Asia e America. Dal quindicesimo al diciannovesimo secolo possiamo rintracciare come determinati fattori ambientali, come il terreno irregolare o fangoso, vincolano o influenzano la capacità delle persone di camminare, richiedendo l’uso di scarpe appositamente adattate. Nella Francia occupata ad esempio, le scarse risorse hanno introdotto l’uso di suole di legno che hanno reso il passo di chi le indossava difficile e rumoroso.
La varietà delle forme che le scarpe possono assumere viene esaminata attraverso uno studio di pezzi con suole piatte, tacchi alti e tacchi plateau, ognuno dei quali ha un impatto diretto sul comfort della scarpa e sull’andatura. La mostra esamina anche le calzature fatte per attività come lo sport e la danza. Le scarpe da clown e le calzature appartenenti a Charlie Chaplin sono esposte insieme a scarpe “magiche”, come i sandali alati del dio greco Hermes o gli stivali folcloristici delle sette leghe.
Marche et démarche’ si chiude con una selezione di scarpe contemporanee realizzate secondo design estremi, che rendono difficile, se non impossibile, camminare. Cosa motiva designer come Benoît Méléard, Noritaka Tatehana, Masaya Kushino, Alexander McQueen e Iris van Herpen – più artisti che artigiani tradizionali – a spingere i confini della funzionalità delle scarpe al punto da rendere immobile chi le indossa? Marche et démarche lancia una luce nuova e sorprendente su un oggetto quotidiano che pensavamo di conoscere.

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sopra: scarpe appartenute a Maria Antonietta,1792, Parigi, Musée des Arts Décoratifs © MAD Parigi. Foto: Christophe Dellière. Sotto: scarpe da donna, c.1630, Parigi, Musée des Arts Décoratifs © MAD Parigi. Foto: Jean Tholance

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Sandali da donna, c.1942 Parigi, Musée des Arts Décoratifs © MAD Parigi.Foto: Hughes Dubois

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Benoit Méléard, Hommage à Calder shoe, “O” collection, 1999, Parigi, Musée des Arts Décoratifs © MAD Parigi. Foto: Hughes Dubois

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Iris van Herpen e Jólan van der Wiel, Magnetic Motion shoe, Ready-to-wear collection, primavera-estate 2015, Amsterdam, Iris Van Herpen © MAD Parigi. Foto: Hughes Dubois

Marche et démarche
mostra temporaneafino al 23 febbraio 2020
MAD-Musée des Arts Décoratifs
107, rue de Rivoli, 75001 Parigi
website: https://madparis.fr

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Stivali, c.1935, Parigi, collezione Falbalas © MAD Paris / Foto Hughes Dubois

Immagini courtesy of MAD, Parigi

 

 


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