L’opera grafica di Joan Mirò alla Fondation Maeght di Saint Paul de Vence

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“Per me l’incisione è un ottimo mezzo di espressione. È stato un mezzo di liberazione, di espansione, di scoperta. Inizialmente, tuttavia, ero prigioniero dei suoi vincoli, dei suoi strumenti e delle ricette che erano troppo dipendenti dalla tradizione. Ho affrontato tutto questo e poi un vasto campo di possibilità si è aperto allo sguardo e alla mano … il dispotismo dello strumento è stato gradualmente sconfitto. Posso usare uno strumento appuntito o un bulino e anche le dita, le mani, un chiodo o un vecchio cacciavite. Sono stato anche in grado di liberarmi dalla carta normalmente utilizzata e di fare prove su tipi di carta più inusuali “. Joan Mirò

in copertina: Joan Miró mentre realizza un manifesto alla stamperia ARTE-Adrien Maeght a Parigi. © foto Clovis Prévost / Archives Maeght. Courtesy of Fondation Maeght.

Alla Fondation Maeght di Saint Paul de Vence, fino al 17 novembre è allestita ‘Joan Mirò. Au-delà de la peinture’ (Joan Mirò. Oltre la pittura). La mostra, curata da Rosa Maria Malet, ex direttrice della Fondazione Mirò di Barcellona, si concentra appunto sull’ eccezionale opera grafica del grande artista, nato nel 1893 nella capitale catalana e scomparso nel 1983 a Palma di Maiorca.
Circa duecento opere, che comprendono gouaches, prove d’artista, manifesti,  litografie e libri rari, alcuni di quali mai esposti prima, fanno luce sul prodigioso lavoro creativo di un maestro che ha rivoluzionato i codici dell’arte moderna.
La frase che abbiamo citato ci svela tutta la libertà di pensiero di Joan Mirò. La sua capacità di andare oltre le ‘ricette’ e le consuetudini che la tecniche impongono per appropriarsi degli strumenti e sperimentare. La mostra alla Fondation Maeght mette in luce il desiderio del grande artista di sfruttare ogni possibilità espressiva offerta dalle tecniche di stampa: “Nella litografia e nell’incisione, gli elementi del caso devono essere domati, ma l’individuo certamente no: solo allora il lavoro sarà più forte e più potente”.
L’esposizione è un percorso che guida il pubblico attraverso il metodo di lavoro di Joan Miró, e la sua volontà di sperimentare tutte le opportunità offerte dai processi di stampa, non soltanto  tradizionali ma anche di quelli nati dalle ‘nuove’ tecnologie, come gli scanner. 

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Vista della mostra allestita alla Fondation Maeght. Courtesy of Fondation Maeght

Afferma Rosa Maria Malet: “L’azione diretta dell’artista sulla lastra di rame o di pietra, il momento magico di vedere come i segni che aveva fatto sono stati trasferiti sulla carta, il desiderio di ottenere una sorta di vibrazione con gli inchiostri … Tutte le possibilità offerte dalla stampa e dalla litografia erano una sfida per Miró. Questo interesse attivo, che durò fino alla fine della sua vita, fu la fonte di una produzione notevole, in termini non solo di quantità ma soprattutto di qualità “.

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Affiche Galerie Maeght Paris :”Exposition internationale du surréalisme”, 1947. Poster in litografia originale. Foto Claude Germain / Archivio Fondation Maeght. Courtesy of Fondation Maeght.

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A sinistra: Le Chef d’orchestre, 1974. Acquatinta originale e acquaforte su pergamena Arches.
Foto Claude Germain / Archives Fondation Maeght.  A destra: Inceste au Sahara – modello, 1974. Modello originale a colori in prova arricchito con guazzo e inchiostro indiano. Foto Claude Germain / Maeght Foundation Archives.Courtesy of Fondation Maeght

‘Joan Mirò. Au-delà de la peinture’
dal 29 giugno al 17 novembre 2019
Fondation Maeght,
623 chemin des Gardettes – Saint-Paul de Vence, France

www.fondation-maeght.com

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La locandina della mostra


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