I paesaggi di Edward Hopper in una mostra alla Fondation Beyeler di Basilea

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I paesaggi di Edward Hopper in una mostra alla Fondation Beyeler di Basilea

Alla Fondation Beyeler di Basilea, fino al prossimo 17 maggio 2020, è visitabile una bella mostra che raccoglie i paesaggi americani di Edward Hopper; non solo dipinti ad olio ma anche acquerelli e disegni.

copertina: EDWARD HOPPER, GAS, 1940
Olio su tela, 66.7 x 102.2 cm
The Museum of Modern Art, New York, Mrs. Simon Guggenheim Fund
© Heirs of Josephine Hopper / 2019, ProLitteris, Zurich
© 2019 Digital image, The Museum of Modern Art, New York / Scala, Florence

Riconosciuto come uno dei maggiori artisti americai del 20° secolo, Hopper (1882–1967) è molto noto in Europa principalmente per le scene di vita urbana dipinte dagli anni ’20 agli anni ’60 del secolo scorso, alcune delle quali sono diventate vere e proprie icone.
La mostra della fondazione Beyeler ha l’obiettivo di offrire al pubblico una visione ampia e organica dell’approccio di Hopper alla rappresentazione del paesaggio americano, non solo urbano.

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EDWARD HOPPER, PORTRAIT OF ORLEANS, 1950
olio su tela, 66 x 101.6 cm
Fine Arts Museums of San Francisco, dono di Jerrold e June Kingsley
© Heirs of Josephine Hopper / 2019, ProLitteris, Zurich
Photo: Randy Dodson, The Fine Arts Museums of San Francisco

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EDWARD HOPPER, SECOND STORY SUNLIGHT, 1960
Olio su tela, 102.1 x 127.3 cm
Whitney Museum of American Art, New York; Acquistato con fondi di Friends of the Whitney Museum of American Art., Inv. N.: 60.54. © Heirs of Josephine Hopper / 2019, ProLitteris, Zurich. Photo: © 2019. Digital image Whitney Museum of American Art / Licensed by Scala

Sebbene Edward Hopper abbia lavorato a lungo come illustratore, la sua notorietà si basa principalmente sui dipinti ad olio, che attestano il suo profondo interesse per il colore e il virtuosismo nel rappresentare la luce e l’ombra.
Hopper è stato capace di creare un’estetica personale che ha influenzato non solo la pittura ma anche la cultura popolare, la fotografia e il cinema. La pittura di paesaggio restituisce sempre l’impatto dell’uomo sulla natura e i dipinti di Hopper non fanno eccezione, mostrando un approccio moderno a un genere classico della storia dell’arte.
I paesaggi dell’artista americano sono composizioni geometricamente chiare, definite da piani orizzontali che rimandano alla conquista di vaste distese di territorio o dalle presenza delle case, simboli dell’insediamento umano.
A differenza della tradizione accademica però, i paesaggi di Hopper sembrano spazi illimitati di cui l’artista ci mostra solo una piccola parte, e la scena rappresentata sulla tela sembra sempre rimandare a qualcosa che succede fuori dall’immagine.
Nel dipinto intitolato ‘Cape Cod Morning’ ad esempio, una donna sta guardando fuori da una finestra, il viso inondato dalla luce del mattino fissa qualcosa che lo spettatore non può vedere perché si trova oltre lo spazio pittorico.
Hopper ha avuto un ruolo fondamentale nella rappresentazione di un’America malinconica, definita anche dai lati oscuri del progresso, e nel racconto per immagini di spazi vasti e sconfinati che sono diventati popolari grazie ad alcuni film memorabili, come North by Northwest di Alfred Hitchcock (1959), Paris Texas di Wim Wenders (1984) e Balla con lupi di Kevin Costner (1990).

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EDWARD HOPPER, BURLY COBB’S HOUSE, SOUTH TRURO, 1930 -1933
Olio su tela, 64.1 x 92.1 cm
Whitney Museum of American Art, New York, Josephine N. Hopper Bequest
© Heirs of Josephine Hopper / 2019, ProLitteris, Zurich
Photo: © 2019. Digital image Whitney Museum of American Art / Licensed by Scala

Il riconoscimento del cinema nei confronti della pittura di Hopper è magistralmente rappresentato dal contributo del grande regista Wim Wenders che ha prodotto un cortometraggio 3D, presentato in mostra, intitolato “Due o tre cose che so di Edward Hopper“. Nato da un viaggio attraverso gli Stati Uniti, il film è l’omaggio al grande artista americano da parte del regista tedesco, che ha voluto così riaffermare l’influenza dei dipinti di Hopper sul suo cinema, condensando nel film quello che egli stesso ha definito come lo ‘spirito di Hopper’.

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sopra: due immagini tratte dal film ‘TWO OR THREE THINGS I KNOW ABOUT EDWARD HOPPER‘ (due o tre cose che so di Edward Hopper) di Wim Wenders, 2020 © Road Movies

La mostra – che comprende 65 opere realizzate dal 1909 al 1965 è organizzata dalla Fondation Beyeler in collaborazione con il Whitney Museum of American Art di New York.

EDWARD HOPPER
26 gennaio / 17 maggio 2020
Fondation Beyeler
Baselstrasse 101, CH-4125 Riehen/Basel/Basilea
https://www.fondationbeyeler.ch/en/

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EDWARD HOPPER, CAPE COD MORNING, 1950
olio su tela, 86.7 x 102.3 cm
Smithsonian American Art Museum, Gift of the Sara Roby Foundation
© Heirs of Josephine Hopper / 2019, ProLitteris, Zurich
Photo: Smithsonian American Art Museum, Gene Young

Immagini, courtesy of Fondation Beyeler


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