I labirinti di sale di Motoi Yamamoto

Motoi Yamamoto, Cherry Blossoms salt artwork 5

Nato nel 1966 vicino a Hiroshima, Motoi Yamamoto è un artista decisamente poco convenzionale. Dopo gli esordi dedicati alla pittura astratta la sua visione artistica ha subito una drastica evoluzione agli inizi degli anni 2000, quando ha cominciato a creare incredibili labirinti fatti esclusivamente di sale.

Da anni, Yamamoto era alla ricerca di un linguaggio attraverso il quale rivivere ed esprimere il ricordo delle persone scomparse a lui care, in particolare della giovane sorella morta nel 1994 a soli 24 anni. Questo personale linguaggio l’artista giapponese l’ha trovato combinando un materiale che evoca il ciclo delle cose, il sale marino, con complessi disegni labirintici, sorte di enormi mandala che realizza in solitudine all’interno di chiese e musei. Nella cultura giapponese, e in particolare nello Shintoismo, il sale è simbolo di purificazione ed è utilizzato nei rituali religiosi e in particolare durante i funerali.

Sopra: Motoi Yamamoto, Sakura Shibefuru (Fioriture di ciliegio), 2021, Museo d’arte della città di Setouchi.

“Molti dei miei lavori sono installazioni composte da motivi geometrici fatti di sale. Stando seduto sul pavimento a disegnare per lunghe ore, forse cerco di conservare ricordi che svaniscono col tempo. Creo opere d’arte come difesa contro l’istinto di autoconservazione che mi porterebbe a dimenticare, cercando un modo plausibile per accettare la separazione. (…) Ho cominciato ad usare il sale come simbolo di purificazione e pulizia, ma ero anche fortemente attratto dal suo candore, dalla la sua flebile trasparenza. (…) In più, il sale di cui sono fatti i miei lavori può essere stato parte della nostra vita già in passato. Quando ho iniziato a sviluppare queste idee, ho cominciato a concepire il sale come una sorta di contenitore di “memoria della vita”.
Motoi Yamamoto

Motoi Yamamoto, salt labyrinth, Aigues Mortes

Dopo aver passato un tempo che può andare da alcuni giorni a varie settimane realizzando i suoi intricati motivi, al termine della mostra Yamamoto invita il pubblico presente a “distruggere” le sue opere, prelevando una manciata di sale e impegnandosi a gettarla in mare non appena possibile, in modo da ricominciare il ciclo naturale della materia restituendola al luogo da cui era stata presa.
Yamamoto ha inaugurato questa usanza nel 2006, con l’installazione Labirinto, introducendola come parte di un progetto che ha chiamato Ritorno al Mare; da allora l’ha ripetuta varie volte in giro per il mondo sperimentando al contempo tipi diversi di pattern.

Motoi Yamamoto, salt Labyrinth installation, Cologne 1

Motoi Yamamoto, salt Labyrinth installation, Cologne 4

Motoi Yamamoto, salt Labyrinth installation, Cologne 2

Motoi Yamamoto, Labirinto, 2010, Stazione di St. Peter, Colonia, Germania, viste dell’installazione; foto di Stefan Worring.

Motoi Yamamoto, salt labyrinth, Aigues Mortes 3

Motoi Yamamoto, Mostra UNIVERS’ sel / 2016, Forte di Aigues-Mortes, Francia.

Motoi Yamamoto, Return to Sea art project Cologne 2

Motoi Yamamoto, Return to Sea art project

Al termine delle esposizioni i labirinti vengono distrutti dal pubblico, e il sale di cui sono composti viene gettato nei fiumi o in mare.

Nell’installazione “Fioriture di Ciliegio” realizzata al Museo di Arte della città di Setouchi, a maggio 2021, l’artista giapponese ha dato forma a un grande cerchio composto da decine di migliaia di petali di sale che richiamano quelli caduti da un ciliegio alla fine della primavera.
Ancora una volta l’opera è una metafora dello scorrere del tempo e dell’alternarsi naturale di vita e morte, due temi che ritornano costantemente nella poetica artistica di Yamamoto..

Motoi Yamamoto, Cherry Blossoms salt artwork 1

Motoi Yamamoto, Cherry Blossoms salt artwork 4

Motoi Yamamoto, Cherry Blossoms salt artwork 6

Motoi Yamamoto, Museo di Arte della città di Setouchi  / Sakura Shibefuru – Fioriture di Ciliegio / 2021.

Tutte le immagini, courtesy Motoi Yamamoto.


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copyright Inexhibit 2021 - ISSN: 2283-5474