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Hashim Sarkis è il curatore della Biennale di Architettura di Venezia 2020

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Il Presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, ha annunciato che il curatore della 17° Mostra Internazionale di Architettura è l’architetto di origini libanesi Hashim Sarkis.
La Biennale di Architettura, che si intitolerà “How will we live together?” aprirà al pubblico dal 23 maggio al 29 novembre 2020.

in copertina: Hashim Sarkis e Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia.
Foto di Jacopo Salvi, courtesy of La biennale di Venezia

Chi è Hashim Sarkis
Hashim Sarkis, titolare di Hashim Sarkis Studios (HSS) con sedi a Boston e Beirut, dal 2015 è Preside della School of Architecture and Planning del Massachusetts Institute of Technology (MIT).  È stato membro della giuria internazionale della Biennale Architettura 2016 e ha partecipato con il suo studio al Padiglione degli Stati Uniti nel 2014 e al Padiglione dell’ Albania nel 2010. Sarkis ha una laurea in Architettura e una in Belle Arti conseguite alla Rhode Island School of Design, oltre che un master e un dottorato in Architettura ottenuti alla Harvard University.  Lo studio HSS si è distinto nell’ambito dell’edilizia sociale e residenziale, ha progettato parchi, edifici istituzionali e si occupa di pianificazione e progettazione urbana.
HSS ha ricevuto vari riconoscimenti per i suoi progetti in Libano, tra cui gli Alloggi per Pescatori a Tiro, il Municipio di Byblos e le Courtower Houses sulla costa di Aamchit.

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Hashim Sarkis, municipio di Byblos, 2016, Byblos, Libano, courtesy of Hashim Sarkis studios

“How will we live together?”
La 17° mostra internazionale di architettura della biennale di Venezia

Quella immaginata da Sarkis è una biennale inclusiva. Dalla  presentazione del curatore emerge la necessità di cercare nuovi paradigmi per progettare lo spazio nel quale viviamo. L’architettura è vista come la disciplina capace di attirare e convogliare energie e competenze diverse, per dare risposte alle questioni globali che dobbiamo affrontare: disuguaglianze sociali, questioni di inclusione, emergenze ambientali.
AffermaSarkis:
« Abbiamo bisogno di un nuovo contratto spaziale. In un contesto caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori, chiediamo agli architetti di immaginare degli spazi nei quali possiamo vivere generosamente insieme: insieme come esseri umani che, malgrado la crescente individualità, desiderano connettersi tra loro e con le altre specie nello spazio digitale e in quello reale; insieme come nuove famiglie in cerca di spazi abitativi più diversificati e dignitosi; insieme come comunità emergenti che esigono equità, inclusione e identità spaziale; insieme trascendendo i confini politici per immaginare nuove geografie associative; e insieme come pianeta intento ad affrontare delle crisi che richiedono un’azione globale affinché possiamo continuare a vivere.
Gli architetti invitati a partecipare alla Biennale Architettura 2020 sono incoraggiati a coinvolgere nella loro ricerca altre figure professionali e gruppi di lavoro: artisti, costruttori, artigiani, ma anche politici, giornalisti, sociologi e cittadini comuni (…)
Allo stesso tempo la Biennale Architettura 2020 vuole anche affermare l’idea che è proprio in virtù della sua specificità materiale, spaziale e culturale, che l’architettura ispira i vari modi in cui viviamo insieme. In tal senso chiediamo ai partecipanti di evidenziare quegli aspetti del tema principale che sono prettamente architettonici.
I curatori delle partecipazioni nazionali saranno chiamati ad affrontare uno o più sotto-temi della Mostra. Il bisogno di un’edilizia sociale più inclusiva e di strumenti innovativi per un tessuto urbano e territoriale più connettivo è ancora urgente sia nelle economie emergenti che in quelle avanzate.
Il 2020 è stato spesso definito come una pietra miliare sulla via verso un futuro migliore.
Molte nazioni e città hanno elaborato una propria “Vision 2020”. L’anno è alle porte. Guardiamo all’immaginario architettonico collettivo per andare incontro a questa occasione epocale con creatività e coraggio.»

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