Designer ispirati dalle piante nella mostra ‘Plant Fever’ al CID

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Designer ispirati dalle piante nella mostra ‘Plant Fever’ al CID

Al CID del Grand Hornu, da ottobre 2020, la mostra ‘Plant Fever‘ aprirà una finestra sui diversi approcci scelti dai designer che hanno deciso di confrontarsi con il regno vegetale.
Per secoli la distanza che la specie umana ha creato con la natura ha impedito di comprendere il vero potenziale delle piante, al di là del loro utilizzo come meri oggetti decorativi, e tuttavia negli ultimi anni scoperte scientifiche e inediti approcci filosofici hanno messo in discussione il dualismo uomo/natura così radicato nel pensiero occidentale. Echeggiando la convinzione dell’ecologo americano Ian Baldwin, secondo cui “dovremmo provare a pensare come le piante”, in tutto il mondo, designer, scienziati e ingegneri hanno deciso di studiare le strutture e i comportamenti delle piante, adottandole come alleate per sviluppare soluzioni a problemi ambientali e sociali attuali e futuri.
Curata dallo studio d-o-t-s, la mostra Plant Fever propone di guardare al futuro del design da questa nuova prospettiva vegetale, passando da un design antropocentrico a un design fitocentrico. Spaziando dal design del prodotto alla moda, dalle ricerche sui materiali fino a dispositivi tecnologici open source, la mostra presenterà circa 50 progetti rappresentativi del lavoro di creativi da oltre 20 paesi.
Pensata come un’esposizione militante, Plant Fever non rinuncerà a prendere posizione, porre domande critiche e suggerire nuove prospettive, coinvolgendo il pubblico in una conversazione stimolante e costruttiva.

copertina: dach&zephir, Eritaj Kontré, 2015  foto © Jiès Cléodore

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Spyros Kizis, Archichair, 2015, © Kizi design studio
La sedia di Kizi design studio nasce dall’impiego di parti delle piante che normalmente sarebbero considerate ‘scarti’ e utilizzate come concime o come bio carbuaranti.
Spyros Kizis, che ha presentato Archichair proprio come progetto sperimentale sull’uso alternativo dei rifiuti agricoli, ha realizzato la seduta nobilitando ed esaltando le qualità della parte superiore del cardo, una pianta molto diffusa nel mediterraneo.

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Dossofiorito Phytophiler, 2014,  photo © Omar Nadalini
Dossofiorito, studio di design con base in Finlandia fondato da Livia Rossi e Gianluca Giabardo porta in mostra ‘Phytophiler’, una collezione di vasi in ceramica su cui sono installate appendici funzionali che suggeriscono possibili gesti di cura quotidiana delle piante in ambiente domestico. Queste protesi – lenti, specchi, tutori – non fanno altro che incentivare l’interazione con il mondo delle piante, attraverso modalità e sensibilità che sono tipici dell’uomo; gesti che  testimoniano un nuovo atteggiamento nei confronti della natura e la consapevolezza di trovarsi al cospetto di esseri sensibili.

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dach&zephir, Eritaj Kontré, 2015, photo © Louise Desnos
Florian Dach e Dimitri Zephir formano lo studio di design ‘dach & zephir’ con sede tra Parigi e Guadalupa. Lo studio ha un approccio al design molto interessante, che si rifà all’antropologia della cultura materiale e si distingue per la proposta di oggetti che nascono dall’incontro fra differenti tradizioni culturali e artigianali. La collezione di oggetti per la tavola Eritaj Kontré, (traducibile con ‘incontro di eredità’) nasce da quella che gli autori definiscono una ‘collisione casuale’ tra la Faïencerie Georges di Nevers (Francia), la cui eredità risiede nella decorazione fatta a mano su smalto grezzo, e il tessitore di cesti Gérard Ako, che realizza oggetti intrecciando foglie di palme da cocco in Guadalupa (Indie occidentali francesi).

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Helene Steiner, Artist in Residence at Microsoft Research, Project Florence, 2015, credits Steiner and Microsoft Research.
Se le piante potessero parlare con noi, cosa direbbero? E altrettanto importante, se le persone potessero conversare con loro, come potrebbero rispondere le piante? Facendo queste domande, Project Florence combina biologia, ricerca sul linguaggio naturale, design e ingegneria per consentire alle persone e alle piante di conversare.’ (dal sito microsoft.com)
Le piante utilizzano segnali elettrochimici per comunicare le proprie condizioni ed esigenze; combinando le competenze nel campo della biologia, del design e dell’ ingegneria, Helene Steiner, in collaborazione con Microsoft Research, ha ideato ‘Project Florence’ un’interfaccia digitale che mette in comunicazione il mondo vegetale e quello umano. Helene Steiner è una designer e ricercatrice britannica, la sua ricerca segue un approccio biologico e guarda alle opportunità di incontro fra mondo fisico e digitale e fra il naturale e l’ artificiale.

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Tamara Orjola, Forest Wool, 2016, photo © Ronald Smits © Design Academy Eindhoven
I pini sono la principale fonte mondiale di legname. Ogni anno 600 milioni di pini vengono abbattuti solo nell’Unione Europea, e tuttavia oltre al legno da questi alberi possiamo ricavare e utilizzare anche gli aghi, che rappresentano dal 20 al 30 percento della massa totale.
A partire da questa osservazione, Tamara Orjola ha studiato il potenziale utilizzo dei miliardi di aghi che rimangono inutilizzati e ha scoperto che rappresentano un’ottima alternativa ad altri tipi di fibre. Attraverso tecniche di produzione standard – frantumazione, ammollo, vaporizzazione, cardatura, rilegatura e pressatura – gli aghi di pino possono essere trasformati in tessuti. Un’elegante serie di sgabelli e tappeti fatti di nient’altro che aghi di pino ha mostrato che questo materiale ecologico ha anche notevoli qualità estetiche e tattili.

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Formafantasma, Botanica Collection, 2011, photo © Daniele Misso and Marlou Rutten.
Il progetto Botanica è stato commissionato da Plart, fondazione italiana dedita alla ricerca scientifica e all’innovazione tecnologica nel recupero, restauro e conservazione delle opere d’arte e design prodotte in plastica. Marco Petroni, curatore del progetto, ha incaricato lo studio Formafantasma di creare una propria personale interpretazione dei materiali polimerici.
Gli oggetti esposti nella collezione Botanica sono progettati come se l’era del petrolio in cui viviamo non avesse mai avuto luogo. Quasi con un approccio da storici, i designers di Formafantasma hanno studiato il periodo pre-bachelite, alla scoperta di consistenze, sensazioni e possibilità tecniche inaspettate offerte da polimeri naturali estratti da piante o derivati animali.

PLANT FEVER. Towards a phyto-centered design
18 October 2020 / 14 February 2021
CID – CENTRE FOR INNOVATION AND DESIGN at Grand-Hornu
Site du Grand-Hornu, Rue Sainte-Louise 82
B-7301 Hornu
info:  www.cid-grand-hornu.be


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