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Com’è cambiato il design negli ultimi 30 anni? Ce lo racconta una mostra al Vitra

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Com’è cambiato il design negli ultimi 30 anni? Ce lo racconta “After the Wall: Design since 1989″ allestita al Vitra Design Museum di Viel am Rhein dal prossimo 26 ottobre al 23 febbraio 2020.

in copertina: Sergio Lozano per Nike, Air Max 95, schizzo originale, 1995 © Nike

Organizzata in concomitanza con la celebrazione del trentesimo anniversario del Vitra Design Museum, la mostra è una riflessione sui grandi cambiamenti tecnologici, culturali e socio-politici che hanno modellato il design nelle ultime tre decadi, a partire dall’anno che vide il crollo del muro di Berlino.
“After the Wall: Design since 1989” espone pezzi iconici, mobili, lampade, ma anche progetti grafici, disegnati e prodotti da grandi marchi e da designer di fama internazionale tra cui Jasper Morrison, Philippe Starck, Hella Jongerius, Muji e IKEA, dimostrando che molti dei cambiamenti che si sono susseguiti degli ultimi 30 anni – dalla crescente consapevolezza nell’ambito della sostenibilità ambientale all’ uso di internet per fini commerciali, fino alla crisi economica globale del 2008 – hanno profondamente segnato il mondo del design.

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Marc Newson, ‘Bucky installation’ alla Fondation Cartier pour l’art contemporain a Paris, 1995 © Marc Newson Ltd., foto: Florian Kleinefenn

Al design esuberante e postmoderno degli anni ’80 si contrappone, negli anni ’90, la tendenza alla semplicità; Kalvin Klein porta il minimalismo nella moda ‘di massa’ e nel 1994 il brand ‘Smart’ produce la prima mini city car destinata a fare clamore.
Ma gli anni ’90 sono anche stati il decennio in cui Internet ha avuto la sua svolta. Nel 1989 emergono i primi fornitori di servizi Internet commerciali e nel 1993 viene lanciato il primo browser web online. Negli stessi anni dunque il design delle interfacce e dei contenuti digitali si appresta a diventare un importante campo d’azione per i designer.

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Shigetaka Kurita et al. per NTT DOCOMO INC. Alcuni esempi delle 176 Emoji che Shigetaka Kurita progetta del 1998/99 per il fornitore di telefonia mobile giapponese Docomo. 1998-99 © NTT DOCOMO, INC.

L’avvento della progettazione e della produzione digitale ha inevitabilmente influenzato anche la forma degli oggetti di uso quotidiano e si riflette nell’estetica di molti dispositivi dell’epoca, in particolare i prodotti Apple. Dagli anni 2000 in poi inoltre, i metodi di fabbricazione digitale, in particolare la stampa 3D, hanno permesso di produrre prototipi sempre più facilmente anche per esplorare rapidamente il potenziale per la produzione in serie.
La mostra presenta anche esempi di come i designer hanno contribuito a plasmare gli sviluppi sociali nella svolta del millennio – dalla progettazione delle banconote euro all’introduzione del primo iPhone di Apple (2007) che ha radicalmente cambiato il modo di comunicare, lavorare e vivere.
Allo stesso modo, le tensioni sociali scaturite in seguito alla crisi finanziaria del 2008 hanno portato a una politicizzazione tra i designer, espressa in progetti concettuali e dal forte impatto sociale. In “Hartz-IV-Furniture” di Van Bo-Le Mentzel ad esmpio troviamo una ricerca di prodotti economici per le masse, lo studio di design viennese mischer’traxler con la sua serie “Relumine” (2010) applica l’idea di “hacking” agli oggetti luminosi semplicemente modificando gli apparecchi esistenti con l’obiettivo di risparmiare energia. Anche la crisi dell’Unione Europea si è riflessa nel design. E’ il caso della sedia ‘Union’ di Hauk Odendahl (2019), un insieme di 28 componenti, ognuna delle quali rappresenta uno stato membro dell’UE, che consente ai suoi utenti di costruire la sedia come meglio crede, ottenendo una varietà di interpretazioni.

La mostra è formata principalmente da oggetti della collezione del Vitra Design Museum, creati e prodotti negli ultimi 30 anni, ma solleva anche domande di più ampia portata: quale ruolo ha avuto il design nella nostra storia recente? In che modo il nostro comportamento influenza il mondo in cui viviamo – e come ci influenza? E quale sarà il prossimo passo?

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Jurgen Bey, Tree-trunk Bench, 1998 © Droog

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Tokujin Yoshioka, Honey-Pop Chair, 2000/01 © Tokujin Yoshioka Design

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mischer’traxler, Emil & Clara (Relumine series), 2010 © mischer’traxler

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Hauke Odendahl, UNION Chair, 2019 © Hauke Odendahl

 

After the Wall: Design since 1989
26 ottobre, 2019 | 23 febbraio 2020
Vitra Schaudepot – Vitra Design Museum

Charles-Eames-Straße 2, 79576
Weil am Rhein, Germany


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copyright Inexhibit 2019 - ISSN: 2283-5474