Borse che passione! La mostra ‘Bags: Inside Out’ al V&A Museum di Londra

Bags-inside-out-cover-image-Lan Yue, Bamboo weaving handbag, Shang Xia, Spring-Summer 2019

Borse che passione! La mostra ‘Bags: Inside Out’ al V&A Museum di Londra

C’è la grande borsa ricamata usata per proteggere la matrice del Gran Sigillo d’Inghilterra di Elisabetta I, la borsa per le maschere antigas di proprietà di Sua Altezza Reale la Regina Mary durante la Seconda Guerra Mondiale, la scatola rossa di Winston Churchill, e poi le borse di Jane Birkin e di Sarah Jessica Parker: questi e molti altri i sorprendenti pezzi presentati nella mostra “Bags: Inside Out“, allestita fino al 16 gennaio 2022 al Victoria & Albert Museum di Londra.
La mostra è un percorso affascinante nella storia delle borse e nell’evoluzione del costume e della moda che si estende dal XVI secolo ad oggi, ma è anche la lettura di un accessorio che più di ogni altro è diventato oggetto del desiderio e icona popolare, soprattutto nei casi in cui è legato all’immagine di un personaggio reso celebre dal mondo dello spettacolo.
Attraverso circa 300 pezzi esposti, dalle minuscole e preziosissime borsette gioiello che si possono tenere sulla punta di un dito ai grandi bauli da viaggio, il percorso presenta anche una sezione dedicata alla manifattura.

Bag Inside Out Exhibition , 8th December 2020

“Bags: Inside Out”, Victoria & Albert Museum, Londra, vista della mostra.
Copertina: Lan Yue, Bamboo weaving hand bag, primavera-estate 2019

La prima sezione della mostra esamina le borse dal punto di vista della loro funzione, ovvero come oggetti progettati per contenere cose: dagli abiti per le vacanze ai documenti riservati, dal trucco al denaro. I più rari reperti in mostra includono una grande borsa ricamata usata per proteggere la matrice d’argento del Gran Sigillo d’Inghilterra di Elisabetta I, una borsa per maschere antigas di proprietà di Sua Altezza Reale la Regina Mary durante la Seconda Guerra Mondiale, la scatola rossa che Sir Winston Churchill utilizzava per trasportare i documenti riservati, la valigetta di Vivien Leigh, e un sorprendente baule Louis Vuitton dei primi anni del 1900 che ben rappresenta il modo in cui i mezzi di trasporto nel corso della storia hanno influenzato la forma del bagaglio.

Chatelaine-1863-85-probably-England-cut-steel-c-Victoria-and-Albert-Museum-London

Chatelaine, montata su indumento (replica)
1863-1885, probabilmente Inghilterra
Perfetta per la governante questa appendice appesa alla vita sospesa a un gancio o a una spilla. Questo esempio in acciaio presenta 13 accessori pendenti tra cui forbici, borsa, ditale, quaderno in miniatura e lente d’ingrandimento. c Victoria & Albert Museum.

Lemière
Borsa Opera, c.1910, Parigi
Pelle di vitello, seta, vetro, osso, metallo, plastica, piuma di cigno.
Questa piccola borsa in pelle da chiusa misura solo 16 cm. Ma una volta aperta rivela un interno spazioso suddiviso in scomparti e tasche in cui tutti gli accessori necessari per una notte all’opera potevano essere contenuti: un portamonete con chiusura a scatto, una tasca smerlata contenente uno specchio con retro in pelle, un biglietto da visita in osso e una matita. C’è anche abbastanza spazio per binocoli da teatro e ventaglio pieghevole di seta bianca ricamata e piumino da cipria. Victoria & Albert Museum.

Baule Louis Vuitton Malle Haute,1900 circa, Parigi
Tela, legno, metallo, pelle. Questo baule apparteneva a Emilie Busbey Grigsby (1876–1964), un’ americana che si trasferì in Inghilterra nel 1911 o 1912. Etichette di carta incollate sul baule e elenchi di passeggeri dell’inizio del ventesimo secolo rivelano che il baule la accompagnava su molti dei più importanti transatlantici dell’epoca. c.Victoria & Albert Museum.

Bag Inside Out Exhibition , 8th December 2020

John Peck & Son
Scatola di spedizione di proprietà di Winston Churchill (1874-1965),1921 circa, Londra.
Pelle, legno di pino, metallo
Le distintive scatole rosse utilizzate dai reali e dal governo sono state utilizzate per custodire e trasportare in sicurezza documenti di Stato fin dagli anni Quaranta dell’Ottocento.
Questa scatola apparteneva a Sir Winston Churchill quando era Segretario di Stato per le Colonie (1921-1922). Immagine dell’allestimento della mostra  “Bags.Inside-Out”, Victoria & Albert Museum, Londra.

Hermes-Sac-Mallette-handbag-1960s-Paris-c-Victoria-and-Albert-Museum-London

Hermés
Borsa a mano “Sac Mallette”, Anni ’60, Parigi
Pelle di vitello, metallo.
Hermès è stata fondata nel 1837 da Thierry Hermès (1801-1878) come laboratorio di finimenti e briglie per cavalli a Parigi. Con la scomparsa delle carrozze all’inizio del XX secolo, Hermès applicò la sua competenza nella lavorazione della pelle per altri prodotti, comprese le borse.
La borsa Mallette ha due scomparti separati. In alto la borsa si apre tramite due chiusure laterali scorrevoli e un pulsante ed è simile a un capiente borsa da medico, lo scomparto inferiore è protetto da serratura e chiave e, una volta aperto, rivela un interno in velluto rosso intenso
che può essere utilizzato per tenere al sicuro gli oggetti di valore durante il viaggio. c.Victoria & Albert Museum.

Intitolata ‘Status and Identity’, la seconda delle tre sezioni espositive guarda alla borsa come status symbol, e alla sua notorietà tra l’élite politica e sociale attraverso pezzi come la Hermès “Kelly” intitolata a Grace Kelly, la borsa “Lady Dior” intitolata alla principessa Diana o la borsa usata dalla ex premier britannica Margaret Thatcher. Il fenomeno dell’ associazione di alcune borse con le celebrità del mondo dello spettacolo o della politica, iniziato tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, ha contribuito a promuovere le vendite di borse di lusso, innalzando alcuni modelli a status di icone nella cultura popolare.

Jane Birkin's Birkin, 1984,

Borsa “Birkin” di Jane Birkin, 1984, Parigi
Pelle, metallo.
Jean-Louis Dumas, amministratore delegato di Hermés, ha creato questa borsa leggendaria per la cantante inglese Jane Birkin dopo che, seduti accanto durante un viaggio, lei si è lamentata di non essere riuscita a trovare un marsupio in pelle con tasche che le piacesse. Questa ‘Birkin’ è stata la prima mai realizzata e, a differenza delle successive, è dotata anche di tracolla.
È stata molto usata da Jane Birkin e mostra residui di colla degli adesivi che le piaceva applicarci sopra. Per gentile concessione di Catherine B Paris.

Nuovo-Bidente-Margaret-Thatchers-Handbag-c-1984-possibly-Italy-Courtesy-of-the-Churchill-Archive

Nuovo Bidente
Borsa di Margaret Thatcher, c.1984, probabilmente Italia. Pelle, metallo. 
Durante il suo mandato come primo Primo Ministro donna della Gran Bretagna, dal 1979 al
1990, Margaret Thatcher ha intuito il potere dell’abbigliamento e degli accessori per enfatizzare la propria immagine. Anche la sua borsa è diventata una simbolo riconoscibile, sia della sua femminilità che del suo potere. Spesso definita la sua “arma segreta” o lo ‘”cettro del suo dominio”, la borsetta di Thatcher influenzò persino un nuovo verbo, ‘to handbag’ che significa attaccare verbalmente una persona o demolire un’idea. Courtesy of the Churchill Archive.

Fendi Baguette bag worn by Sarah Jessica Parker in Sex and the City, 2000, Italy. Image courtesy of Fendi

Fendi
Borsa ‘Baguette’ indossata da Sarah Jessica Parker in ‘Sex and the City’
2000, Italia. Pelle, paillettes, metallo. 
La Fendi Baguette è stata la prima “It bag” globale, dato che circa 600.000 borse Baguette sono state vendute tra il 1997 e il 2007. Il suo successo e il suo status è dipeso dal personaggio di Carrie Bradshaw che la usò in un episodio del 1997 di ‘Sex and the City’. Image courtesy of Fendi.

La sezione finale della mostra esamina il processo di progettazione e realizzazione delle borse, dai primi schizzi al prototipo. Grazie alle competenze tramandate all’interno delle case di moda questa sezione mette in luce l’ingegnosità di chi realizza le borse: il”tavolo dei produttori” consente ai visitatori di conoscere da vicino i processi di realizzazione e i diversi materiali.
Nella stessa sezione sono sono presentate interviste a designer e produttori.

Frog-Purse-1600s-Ashmolean Museum-University-of-Oxford

“Frog Purse”, ‘XVII secolo, Inghilterra. 
Seta, fili di metallo, tecnica mista.
Nelle collezioni dei musei si trovano preziose borse del XVII secolo in forma di frutti o piccoli animali. Probabilmente erano usati come “sacchetti per dolci” oppure riempiti con erbe profumate e fiori secchi o usate come confezione per un regalo. Ashmolean Museum, University of Oxford.

Rhinestone-encrusted-metal-Faberge-Egg-evening-bag-Judith-Leiber-c-Victoria-and-Albert-Museum-London

Judith Leiber
Borsa da sera ‘Fabergé Egg’
1983, Stati Uniti, Cristalli, metallo
Le stravaganti borse da sera di Judith Leiber (1921-2018) hanno preso una varietà di forme, dagli animali ai frutti o, come in questo caso, un Uovo Fabergé. Tutte molto collezionabili, queste borse sono state realizzate artigianalmente spesso utilizzando migliaia di cristalli.
c Victoria & Albert Museum.

Thom-Browne-Hector-Handbag-Autumn-Winter-2019-USA-c-Victoria and Albert Museum-London

Thom Browne
Borsa “Hector”, Autunno-Inverno 2019, New York.
Pelle, metallo.
Thom Browne ha immortalato il suo cane, un bassotto di nome Hector, in questa
borsa disponibile in diversi materiali e colori. Nonostante la sua forma non convenzionale, la borsa è perfettamente funzionante. c Victoria & Albert Museum.

Horse-Chestnut-Bag-Emily-Jo-Gibbs-Photo-Lol-Johnson

Emily Jo Gibbs
‘Horse Chestnut bag with Conker purse’, 1996, Londra
Seta, filo di rame
Prendendo ispirazione dalla natura, Gibbs ha progettato questa borsa in forma di frutto dell’
ippocastano. La superficie esterna verde funge da guscio che una volta aperto rivela una borsa più piccola a forma di castagna selvatica. I dettagli realistici, come i punti di filo di rame, dimostrano la cura e l’alto livello dell’artigianato di Gibbs. Foto Lol Johnson.

La dott.ssa Lucia Savi, curatrice di Bags: Inside Out al V&A, ha dichiarato:
“Da una sontuosa borsa del XVI secolo realizzata per i reali alla borsa di tutti i giorni, questa mostra offre una comprensione della funzione, del progetto e della realizzazione delle borse in tutto il mondo attraverso la loro storia. Questi accessori portatili ma funzionali hanno affascinato a lungo uomini e donne con la loro duplice natura che unisce sfera privata e pubblica. Esplorando la loro importanza nelle nostre vite e come parte della storia del design, la mostra mette in evidenza la missione del V&A di illuminare il passato e ispirare i designer del futuro”.

Cartridge Pouch- 1750s-United Kingdom (c) Victoria and Albert Museum- London

Cartridge Pouch (custodia per cartucce) 1750 ca, Victoria & Albert Museum, Londra

Carpet bag. Late 19th century (c)- Bags-Victoria and Albert Museum -London

Carpet bag, tardo XIX secolo, c.Victoria & Albert Museum, Londra.

Lulu-Guiness-Florist's-Basket-handbag-1996-UK-c-Victoria-and-Albert-Museum-London

Lulu Guinness Florist’s basket handbag, 1996, c Victoria-and-Albert-Museum

Issey-Miyake-Lucent-Bao-Bao-tote-bag-2019-Japan-c-Victoria-and-Albert-Museum-London-Issey-Miyake

Issey Miyake, Lucent Bao Bao tote bag, 2019, Giappone, c Victoria-and-Albert-Museum-London-Issey-Miyake.

Gucci-Tote-Bag-Alessandro-Michele-in-collaboration-with-Trevor-Andrew-Autumn-Winter- 2016

Gucci tote bag, Alessandro Michele in collaborazione con Trevor Andrew, collezione autunno-inverno, 2016.

‘Bags: Inside Out’
mostra temporanea, aperta fino a domenica 16 gennaio 2022
Victoria and Albert Museum
Cromwell Road – London SW7 2RL

 


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