Alla mitica poltrona Sacco di Zanotta un nuovo premio dall’ADI

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Alla mitica poltrona Sacco di Zanotta un nuovo premio dall’ ADI

A oltre cinquant’anni di distanza – l’anno di produzione è il 1968 – la mitica poltrona ‘Sacco’ di Zanotta, disegnata da Gatti, Paolini, Teodoro, è stata premiata dall‘ADI (Associazione per il Disegno Industriale) con il ‘compasso d’oro alla carriera del prodotto‘.
Oggetto di culto che negli anni ha raccolto decine di premi e riconoscimenti, la Sacco è entrata nell’immaginario collettivo tanto da essere inserita anche nella più famosa striscia a fumetti al mondo, i Peanuts di Charles M. Schulz. Ma la sua popolarità in Italia si deve al cinema e alla televisione, quando la poltrona diventa la ‘spalla’ di Paolo Villaggio nei panni del goffo impiegato Fracchia, che al cospetto del capufficio ingaggia con l’oggetto un vero e proprio corpo a corpo.
E però, proprio la sua popolarità legata a un personaggio sottomesso e imbranato la dice lunga sul fatto che una delle icone del design italiano è stata per molto tempo anche il simbolo di una modernità non del tutto compresa, percepita come ostile proprio per il suo essere lontana dai modelli tradizionali di una nazione poco incline ad aprirsi al nuovo.

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sopra, immagine tratta da ‘Fracchia la belva umana’ di Neri Parenti (1981) e sotto una striscia tratta dai Peanuts di Charles M. Shulz con Lucy che si nasconde nella poltrona.

Alla fine degli anni ’60 il lavoro dei tre designer torinesi che la progettarono, Piero Gatti, Alfonso Paolini e Franco Teodoro, fu parte di un movimento che vedeva il design del prodotto, al pari di altre discipline creative, come pratica di rottura di schemi e di codici tradizionali, in linea con i valori dei movimenti culturali e ideologici del tempo. Se si guarda al solo settore degli imbottiti, in quegli stessi anni molte sedute informali e sperimentali presero forma anche grazie alla disponibilità di materiali come il poliuretano espanso e altri materiali plastici leggeri e resistenti; fra gli altri ricordiamo il divano Superonda di Archizoom (Poltronova 1966-67), il sistema Sofo di Superstudio (Poltronova 1968), il sistema di sedute Tube Chair di Joe Colombo, (Flexform, 1969), la poltrona gonfiabile Blow di De Pas, d’Urbino e Lomazzi (Zanotta 1967-1968). In quel panorama si inserisce l’irriverente poltrona Sacco, senza schienale e senza braccioli, formata da un semplice involucro contenente palline di polistirolo espanso; un oggetto dissacrante che con la sua forma mutevole ha rappresentato la conquista della postura libera e il superamento di una posizione rigida e imposta dalle convenzioni sociali.

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sopra, la Sacco in due immagini pubblicitarie d’epoca, courtesy of Zanotta.

Selezionata per il Compasso d’Oro nel 1970, la poltrona Sacco è stata esposta al MOMA di New York nel 1972 in occasione della leggendaria mostra “Italy: The New Domestic Landscape” e inserita nelle collezioni di numerosi musei in tutto il mondo.

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Zanotta, Sacco Goes Green, 2019, courtesy of Zanotta.

In occasione dell’anniversario della poltrona, Zanotta ha messo in produzione Sacco Goes Green, un nuova edizione della Sacco in edizione limitata realizzata con materiali sostenibili sia per il riempimento – le palline in polistirolo sono state sostituite con microsfere BioFoam® di Synbra, una bioplastica ottenuta dalla canna da zucchero – che per il rivestimento, realizzato in ECONYL®, un filo di nylon rigenerato, interamente ricavato da reti da pesca raccolte dai fondali marini, scarti di tessuto e plastica industriale.

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Piero Gatti, Alfonso Paolini e Franco Teodoro courtesy of Zanotta, courtesy of Zanotta.

 

 


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