Al Metropolitan Museum of Art una sorprendente mostra sulle divinità nell’arte dei Maja

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Al MET di New York una sorprendente mostra sulle divinità nell’arte dei Maja

Al MET – Metropolitan Museum of Art di New York, la mostra “Lives of the Gods: Divinity in Maya Art” (Le vite degli dei: la divinità nell’arte Maya) riunisce quasi 100 capolavori raramente esposti, oltre a recenti scoperte, che raffigurano episodi del ciclo di vita delle divinità Maja, dal momento della loro nascita alle trasformazioni in esseri risplendenti e benevoli, o in temibili creature della notte. Dagli oggetti monumentali alle miniature – create da maestri del periodo classico  – 250-900 d.C. – nelle città immerse nelle foreste tropicali di quelli che oggi sono Guatemala, Honduras e Messicole opere esposte evocano un mondo nel quale i regni divino, umano e naturale erano saldamente intrecciati.

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sopra e in copertina: viste della mostra ‘Lives of the Gods: Divinity In Maya Art’, aperta dal 21 novembre 2022 al 2 aprile 2023. Foto di Richard Lee, courtesy of The Metropolitan Museum of Art.

Il percorso della mostra
La mostra è organizzata tematicamente.
La prima sezione, “Creations” (Creazioni) presenta episodi mitici legati all’origine del mondo. L’11 agosto 3114 a.C., prima dell’avvento delle città e della scrittura in questa parte del mondo, le iscrizioni ci dicono che le divinità “erano messe in ordine” e gli dei collocavano pietre in luoghi mitici. I re Maya replicarono queste azioni divine nelle celebrazioni che segnavano la fine dei periodi del calendario, ciascuno calcolato a intervalli regolari dal 3114 a.C. in poi. Sculture e oggetti in ceramica evidenziano l’anziano dio Itzamnaaj (il nome di una delle principali divinità nello Yucatán coloniale) e il suo avatar che hanno svolto ruoli importanti nei miti primordiali.
La sezione “Day” (giorno), esplora l’equilibrio tra gli dei del giorno, come il dio del sole K’inich, e gli dei notturni come il dio giaguaro nella sezione “Night”(notte), che segue.
Il sole era associato a forze vivificanti e i governanti che si identificavano strettamente con questo potere aggiungevano spesso il titolo K’inich al loro nome. Molti re defunti erano raffigurati come gloriosi nuovi soli che sorgevano nel cielo, sovrintendendo all’adempimento dei doveri reali da parte dei loro successori. Altrettanto imponenti e dignitose, gli artisti Maya hanno creato immagini fantasiose e terrificanti delle divinità notturne.
La sezione “Rain”(pioggia) presenta le raffigurazioni di due divinità importanti e correlate: il potente dio della pioggia, Chahk, e il dio del fulmine, della fertilità e dell’abbondanza K’awiil.
Gli dei della pioggia erano venerati in tutta la regione Maya e gli atti di pacificazione nei loro confronti erano, e sono tuttora, fondamentali per il benessere delle comunità.
La sezione “Maize” (mais) racconta la vita, la morte e la rinascita di questo dio attraverso un assemblaggio di capolavori straordinari. Il dio del mais rappresentava la bellezza del raccolto più importante per i Maya ed è spesso raffigurato dagli artisti come un essere eternamente giovane e aggraziato. Il dio del mais era anche associato a due degli oggetti più preziosi nelle antiche economie Maya: la giada e il cacao. Episodi della mitica saga del dio del mais appaiono su alcuni dei migliori vasi di ceramica delle antiche Americhe.
“Knowledge” (conoscenza) approfondisce il lavoro degli scribi, che hanno trascorso lunghi anni imparando le complessità della scrittura Maya e hanno impiegato centinaia di segni in varie combinazioni che possono essere apprezzati in tutta la mostra.
Solo quattro dei libri creati nel periodo preispanico sono sopravvissuti fino ai giorni nostri, ma i testi che possiamo leggere sulle sculture in rilievo e sulle ceramiche delicatamente dipinte forniscono una risorsa per comprendere le alleanze, le conquiste e le credenze spirituali dei Maya classici.
La sezione finale, dedicata ai “Patron Gods” (divinità patrone) comprende una serie impressionante di opere raffiguranti re e regine che assumono vari aspetti e attributi delle divinità. Gli artisti Maya hanno creato sculture monumentali per celebrare gli eventi e rappresentare la connessione percepita tra i governanti e gli dei: lastre (stele) si trovavano nelle grandi piazze delle città Maya e alcune di queste sculture portano le firme degli scultori.
In mostra è inoltre esposto un notevole architrave, un supporto orizzontale che attraversa una porta, realizzato in legno di zapote. Va detto che ci sono poche opere Maya scolpite nel legno nell’antichità e sopravvissute fino ai giorni nostri e questo architrave rappresenta una celebrazione sulla scia della vittoria di Tikal (e del suo re Yihk’in Chan K’awiil) sul rivale Naranjo. Sculture e vasi esposti confermano la stretta relazione tra la regalità Maya e gli dei e sottolinea il ruolo della religione nell’istituzione e nel mantenimento dell’autorità politica Maya.

La mostra è organizzata da Joanne Pillsbury, Andrall E. Pearson Curator of Ancient American Art, The Michael C. Rockefeller Wing, The Metropolitan Museum of Art, con Oswaldo Chinchilla Mazariegos, Professore Associato di Antropologia.

1. Whistle with the Maize God emerging from a flower_Mexico

Fischietto con il Dio del mais che emerge da un fiore. Messico, tardo periodo classico (600–900). Ceramica, pigmenti, H. 8 1/8 in. (20.7 cm). The Metropolitan Museum of Art, New York, The Michael C. Rockefeller Memorial Collection, Lascito di Nelson A. Rockefeller,1979. (1979.206.728)

Lo-Took-Akan_-Xok_Squared-vessel_Naranjo-or-vicinity-northern-Peten-Guatemala.jpg

Lo’ Took’ Akan(?) Xok (artista Maya attivo durante l’8° secolo). Vaso squadrato. Naranjo o vicinanze, nord Petén, Guatemala, 755–80. Ceramica, barbottina, stucco, H. 9 5/8 in. (24.5 cm).
Los Angeles County Museum of Art. Donazione anonima.

7. Sak[. . .] Yuk[. . .] Took’ and Sak[. . .] Yib’ah Tzak B’ahlam_Stela 51_Calakmul, Mexico

Sak[. . .] Yuk[. . .] Took’ and Sak[. ..] Yib’ah Tzak B’ahlam (scultore Maya attivo nell’8° secolo).
Stele 51. Calakmul, Mexico, 731. Stone, H. 10 ft. 2 7/8 in. (312 cm).
Museo Nacional de Antropología, Mexico City, SECRETARÍA DE CULTURA – INAH.- MEX.- Reproducción Autorizada por el Instituto Nacional de Antropología e Historia.

8. Throne back_Usumacinta River area, Guatemala or Mexico

Schienale di trono. Area di Usumacinta River, Guatemala o Mexico, 600–909.
Pietra calcarea, W. 66 ½ in. (169 cm). Museo Amparo, Puebla, Messico.
SECRETARÍA DE CULTURA INAH.-MEX.
Reproducción Autorizada por el
Instituto Nacional de Antropología e Historia.

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K’in Lakam Chahk and Patlajte K’awiil mo[. . .] (scultori Maya attivi nell’8° secolo), Trono 1.
Piedras Negras, Petén, Guatemala, 8° secolo. Limestone, W. 78 3/4 in. (200 cm).
Museo Nacional de Arqueología y Etnología, Guatemala City, Ministerio de Cultura y
Deportes de Guatemala.

‘Lives of the Gods: Divinity in Maya Art’
21 novembre 2022 –  2 aprile 2023
The Met, Fifth Avenue, New York – NY 10028
https://www.metmuseum.org/

Immagini: courtesy of The Met Fifth Avenue


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