Al CID opere d’arte sperimentali indagano la relazione fra uomo e natura

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Al CID opere d’arte sperimentali sulla relazione fra uomo e natura

Fino al 20 marzo 2020, il CID, centro per l’innovazione e il design, al Grand Hornu, in Belgio, ospita la mostra “Nature Morte / Nature Vivante“.
Nella mostra, designer, architetti e artisti presentano ricerche pratiche o sperimentali che indagano il rapporto tra uomo e natura, invocando in egual misura l’ecologia, la scienza, la nostra coscienza morale e la creazione artistica.

in copertina: Wallpaper roses still, 2015 © Lieve Van Stappen

Dalla fine del XVII secolo, l’espressione francese “natura morte” è stata utilizzata per riferirsi all’ambito della pittura che si avvicina alla natura da una prospettiva sensuale, alludendo esplicitamente alla sua fragilità ed alla sua essenza effimera. Nel tempo, il termine si è esteso per includere qualsiasi disposizione di oggetti inanimati organizzata con un’intenzione simbolica che ha lo scopo di indurre un’emozione o una riflessione. Nella nostra epoca dell’ Antropocene – caratterizzata dall’impatto sempre più profondo dell’umanità sull’ambiente naturale – l’azione dell’uomo sta contribuendo all’impermanenza della natura, o addirittura al suo annientamento. Con questa cupa prospettiva, l’espressione “natura morta” assume una rilevanza ancora maggiore.

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sopra: Nature Morte / Nature Vivante, viste della mostra © Tim Van de Velde

Negli ultimi anni si assiste alla presa di coscienza della necessità di una nuova relazione tra uomo e vita vegetale, che fino ad ora era stata relegata in secondo piano nella gerarchia delle priorità umane. Alcuni artisti hanno trasformato questo interesse per il mondo delle piante nel punto focale delle loro pratiche. Già nel 1982, l’artista tedesco Joseph Beuys è stato il pioniere di questo atteggiamento, presentando un progetto chiamato 7000 Oaks, Urban Forestation anziché Urban Administration. Assistito da un esercito di volontari, Beuys ha messo a dimora 7000 alberi in tutta la città; quasi 40 anni dopo, l’opera sopravvive al suo creatore e continua ad evolversi, poiché la vita di una quercia supera ampiamente quella di un essere umano.
Alcuni esperti di botanica, incluso Stefano Mancuso, non esitano a riferirsi all'”intelligenza sensibile” delle piante; allo stesso modo, l’artista austriaco Lois Weinberger, il cui lavoro si trova anche in mostra, sottolinea il ruolo politico delle piante, usando le erbe infestanti – e la loro capacità di crescere e proliferare – come metafora delle comunità umane e dei fenomeni attuali di migrazione.
Anche Michel Blazy, presente con alcune opere nella mostra, si è interessato a tutte le forme di vita sin dall’inizio della sua carriera, usando una straordinaria varietà di materiali per le sue sculture: piante, biscotti per cani, cotone idrofilo, carta igienica, sperimentando gli esseri viventi come modelli di crescita e sviluppo, sistemi continuamente rinnovati la cui evoluzione viene vissuta in tempo reale. Un elemento in fase di decomposizione, ad esempio una scorza d’ arancia, non sarà mai uguale a se stesso, o percepito allo stesso modo da uno spettatore all’altro. L’essere vivente sviluppa forme casuali che non possono essere controllate dall’artista, in modo che, per dirlo con le sue stesse parole, “si permette al materiale, alle forme di vita, e al tempo, di fare le proprie cose”.

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Michel Blazy, Collection de Chaussures (collezione di scarpe) dettaglio, 2015-2017.
57° Biennale d’Arte di Venezia, 2017. Foto © Inexhibit

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Diana Scherer, Plantroot weaving, (intrecci di radici) 120 cm x 80 cm.
Diana Scherer lavora sulla relazione fra l’uomo e la natura e sul desiderio di controllo dell’ambiente naturale. Negli ultimi anni la sua attenzione è stata principalmente dedicata alle dinamiche delle piante a livello del terreno, affascinata dalle forme e dalle strutture dell’apparato radicale. Foto courtesy of CID

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Marlène Huissoud, Cocoon Cabinet #6 (120 x 90 x 60 cm),
bozzoli di bachi da seta, bio-resina, cornice in rovere; 2018; pezzo unico.

Marlène Huissoud è una designer sperimentale laureata presso la School of Art and Design di Central Saint Martins a Londra, dove ha sviluppato il progetto From Insects: un’esplorazione dei materiali degli insetti dall’ape comune al baco da seta indiano. Il suo lavoro mette in discussione il nostro modo di fare sfidando le proprietà delle risorse naturali. Foto courtesy of CID

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Forget me not © Ani Liu

Fino a poco tempo fa, artisti, designer e architetti erano abituati a lavorare con materiali inerti e non viventi. Oggi hanno a disposizione nuovi prodotti biologici che la tecnologia ha reso facilmente riproducibili. Nell’era digitale la trasformazione del materiale vivente sta lentamente facendosi strada negli ambiti della creatività, e i potenziali approcci di quello che oggi viene chiamato bio-design sono molteplici. Lavorare con organismi viventi come lieviti, batteri o micelio porta inevitabilmente a una visione più consapevole e responsabile delle nostre società future. Fino ad ora relegata ai campi della medicina o della biologia, l’esplorazione di forme di vita invisibili e dei processi più reconditi della vita vegetale hanno recentemente attirato l’interesse degli artisti e dei designer che possono trarre dalla loro osservazione nuovi indirizzi di ricerca.

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Various Artists, Agua con Gaz, acquari, bonsai, basi in alluminio e luci.
Foto di Ela Bialkowska, courtesy of CID

Various Artists (VA) sono nati circa 18 anni fa nell’ex laboratorio d’arte “Plateau” a Bruxelles. Intorno al 2008 VA è diventato un vero e proprio collettivo artistico. Durante un viaggio attraverso l’Europa meridionale, gli artisti si sono confrontati con scene di paesaggi completamente mutati a causa della costruzione di dighe idroelettriche. Progetti così grandi,  sono un modo per generare energia e garantire l’approvvigionamento idrico per l’agricoltura industriale a scapito della flora, della fauna e della cultura di un territorio. I Bonsai ‘annegati’ sono una metafora dell’azione dell’uomo sull’ambiente ci racconta dell’impatto estremo che la cultura può avere sulla natura.

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Hilde De Decker, For the farmer and the market gardener – Work in progress

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sopra: Nature Morte / Nature Vivante, viste della mostra © Tim Van de Velde

Nature Morte / Nature Vivante
24.11.2019 / 08.03.2020
CID – CENTRE FOR INNOVATION AND DESIGN- Site du Grand-Hornu
Rue Sainte-Louise 82 B
B-7301 Hornu – Belgio

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sopra: Nature Morte / Nature Vivante, viste della mostra © Tim Van de Velde


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