Tre maestri della fotografia di architettura contemporanea: Baan, Binet, Guerra

Tre maestri della fotografia di architettura contemporanea:
Iwan Baan, Hélène Binet, Fernando Guerra
Foto: vedi crediti.

Helene Binet, Heydar Aliyev Center, Baku Azerbaijan, Zaha Hadid

Tre maestri della fotografia di architettura contemporanea: Baan, Binet, Guerra
La fotografia di architettura è vecchia quanto la tecnica fotografica stessa: le sue origini risalgono agli anni ’30 dell’Ottocento, quando pionieri come Nicéphore Niépce e Henry Fox Talbot sperimentarono la loro attrezzatura – che richiedeva tempi di esposizione molto lunghi – rappresentando scorci urbani. Anche perché gli edifici, di solito, non si muovono.
Da quei tempi sono passati più di 170 anni, le fotocamere e la tecnologia in genere sono cambiate radicalmente così come l’architettura, e  tuttavia l’interesse per la fotografia di architettura non è mai diminuito ed è forte al nostro tempo come lo era un secolo fa.
Anche i fotografi e i loro stili sono cambiati; ecco perché abbiamo voluto riunire in questo post il lavoro di tre dei fotografi di architettura più apprezzati del nostro tempo: Iwan Baan, Hélène Binet e Fernando Guerra. Differenti per stile, background culturale e professionale, nella loro diversità esprimono perfettamente i molti modi di vedere, sentire e rappresentare l’architettura contemporanea.

 Foto in copertina: Heydar Aliyev Center, Baku Azerbaijan – Zaha Hadid Architects,
© Hélène Binet, courtesy of ZHA.

Iwan Baan
Nato ad Alkmaar (Paesi Bassi) nel 1975, Iwan Baan è considerato da molti il fotografo di architettura più influente al mondo: gli si riconosce un approccio “umanistico” alla rappresentazione architettonica, lontano dal modo più usuale di vedere lo spazio costruito.
Baan, che ha studiato fotografia alla Royal Academy of Art dell’Aia, e non ha una formazione architettonica, ha sviluppato da autodidatta un approccio personale alla fotografia di architettura.
Rem Koolhaas, per primo, ha intuito che la modalità quasi ‘documentaristica’ di Baan era qualcosa di originale e inedito. Baan infatti non concentra la sua attenzione solo sull’edificio ma tende a costruire vere e proprie scene nelle quali l’architettura entra in risonanza con il contesto urbano e ambientale e si rapporta con la componente umana che le abita.”Baan ha seguito il suo interesse per la fotografia di documentazione prima di restringere la sua attenzione  sui vari modi con cui individui, comunità e società interagiscono all’interno del loro ambiente costruito“. (dal sito web di Iwan Baan). Nelle sue foto le persone non sembrano mai posare o essere “dirette” da qualcun altro; agiscono sempre in modo molto naturale e casuale, insomma, piuttosto che come fotografia di architettura il suo lavoro potrebbe essere definito come “fotogiornalismo architettonico”.
Questo interesse per il rapporto tra persone e architettura è particolarmente evidente in immagini come quelle che ha scattato alla Torre David, incompiuta, di Caracas, che ha vinto il Leone d’Oro alla Biennale di Architettura di Venezia 2012, come quelle per il Kokono Vaccination Center progettato da SelgasCano in Kenya, o nella serie per la palestra Arena do Morro di Herzog & de Meuron in Brasile.
Sebbene tecnicamente molto rigoroso (difficilmente si troveranno linee che non siano perfettamente verticali nelle sue foto), Baan non prepara i suoi scatti in modo ossessivo come fanno molti fotografi di architettura, aspettando per ore la luce perfetta o il cielo perfetto, al contrario scatta in modo istintivo a ogni ora del giorno, mezzogiorno compreso, (cosa piuttosto insolita per un fotografo di architettura), viaggia leggero e senza assistenti e lavora sempre con la macchina fotografica a mano, senza cavalletto. Tuttavia, spesso noleggia un elicottero per fotografare gli edifici dall’alto. L’attrezzatura preferita di Baan comprende fotocamere digitali Canon da 35 mm piuttosto standard, solitamente abbinate a teleobiettivi ultra grandangolari e medio-super. Utilizza anche un iPhone di Apple per scattare foto e video che pubblica regolarmente sulla sua pagina Instagram.

Il sito ufficiale di Iwan Baan è https://iwan.com

Iwan Baan, UK Pavilion Shanghai World Expo, Thomas Heatherwick

Seed Cathedral, UK Pavilion, Shanghai World Expo – Thomas Heatherwick, 2010. © Iwan Baan.

Iwan Baan, Arena do Morro gymnasium, Herzog de Meuron

Arena do Morro gymnasium, Natal, Brazil – Herzog & de Meuron, 2014. © Iwan Baan.

Iwan Baan, Vagelos Education Center, Diller Scofidio + Renfro

Vagelos Education Center,  New York City, USA –  Diller Scofidio + Renfro, 2017. © Iwan Baan.

Iwan Baan, Torre David, Caracas

Torre David, Caracas, Venezuela .© Iwan Baan.

Iwan Baan, Heydar Aliyev Centre Baku Zaha Hadid 4

Heydar Aliyev Center, Baku, Azerbaijan – Zaha Hadid Architects, 2012. © Iwan Baan.

Iwan Baan, Konokono Vaccination Center, Kenya, SelgasCano 2

Konokono Vaccination Center, Turkana, Kenya –  SelgasCano, 2014. © Iwan Baan.

Iwan Baan, Teshima Art Museum, Sanaa

Teshima Art Museum, Teshima, Japan – Ryue Nishizawa, 2011. © Iwan Baan.

Hélène Binet
Nata a Sorengo, (Svizzera) nel 1959, la fotografa franco-svizzera Hélène Binet ha sviluppato un approccio alla fotografia di architettura chiaramente ispirato ai maestri della fotografia del XX secolo, in particolare al fotografo francese di origine ungherese Lucien Hervè.
Come per loro, il suo focus è principalmente sull’architettura.  E tuttavia, non significa che Binet sia interessata a una rappresentazione puramente oggettiva dell’architettura, al contrario, le sue opere sono l’ espressione più profonda di un modo di guardare gli spazi raffinatissimo, che tende a tradurre gli spazi in forme astratte esaltate dalla netta predilezione per il bianco e nero. In questo modo, le fotografie di Hélène Binet trascendono l’oggetto rappresentato per diventare esse stesse opere d’arte.
L’estrema attenzione di Binet per i contrasti fra luce e ombra trae origine forse dall’esperienza come fotografa di scena presso il teatro lirico Grand Théâtre di Ginevra negli anni ’80, subito dopo aver completato i suoi studi di fotografia allo IED-Istituto Europeo di Design di Roma e prima di dedicarsi a tempo pieno alla fotografia di architettura.
Binet è una sostenitrice della fotografia analogica e non scatta foto con fotocamere digitali: preferisce utilizzare fotocamere a pellicola, principalmente una Arca Swiss 4×5 di grande formato e una Hasselblad di medio formato. “Il digitale ha reso la fotografia di architettura molto brillante – a volte non sai se è una foto o se è un rendering, e questo lo trovo molto inquietante.” (Hélène Binet).
Utilizzando lenti con una lunghezza focale media e tecniche di ritaglio delle immagini, Binet concentra l’attenzione dello spettatore su particolari architettonici, dettagli, superfici, texture e sull’interazione tra l’ombra e la luce.
A differenza di Baan, l’approccio “empatico” all’architettura che esprime attraverso le immagini non richiede la presenza di persone, perché noi (lei) siamo quelle persone. “Credo che la fotografia significhi celebrare un istante. Se lo fai devi mettere tutto te stesso in quell’istante”

Sito ufficiale di Hélène Binet:  http://www.helenebinet.com/

Salerno Maritime Terminal Zaha Hadid 03

Terminal marittimo di Salerno, Italia – Zaha Hadid Architects, 2016.
© Hélène Binet courtesy of ZHA.

Helene Binet, Jewish Museum Berlin, Daniel Libeskind

Jewish Museum, Berlino, Germania – Daniel Libeskind.
© Hélène Binet, courtesy of Ammann Gallery.

Helene Binet, Kolumba Museum, Peter Zumthor

Kolumba Museum, Colonia, Germania- Peter Zumthor, 2007.
© Hélène Binet, courtesy of Julius Shulman Institute.

Helene Binet, Rosenthal Art Center, Zaha Hadid

Rosenthal Center for Contemporary Art, Cincinnati, USA – Zaha Hadid Architects, 2003
© Hélène Binet courtesy of Julius Shulman Institute.

Helene-Binet-Firminy-Le-Corbusier

Firminy C, Fiminy, Francia – Le Corbusier
© Hélène Binet, courtesy of Julius Shulman Institute.

Fernando Guerra
Insieme al fratello Sergio, il fotografo portoghese Fernando Guerra è il fondatore di FG + SG, uno degli studi di fotografia di architettura più apprezzati al mondo.
Nato a Lisbona nel 1970, Guerra ha una formazione da architetto e ha guidato il proprio studio di architettura per diversi anni prima di passare alla fotografia. Guerra ha affermato: “Spesso mi viene chiesto se mi manca  fare progetti architettonici, ma ora più che mai non lo faccio. Ci sono tanti modi di fare architettura e di viverla intensamente. Oggi condivido quello che faccio e vivo felicemente facendolo”.
Guerra, così come Baan, predilige raffigurare edifici “popolati”, con un approccio da fotogiornalista: “Mi piace fotografare l’architettura come un fotoreporter invisibile, come se fosse per un editoriale. Mostro la realtà del luogo, incluso chiunque si trovi lì per caso. Oltre a mostrare le dimensioni e la forma del progetto, le persone danno vita all’architettura.”
E tuttavia, l’esito finale è assolutamente personale e diverso da quello di Baan; rispetto alle fotografie del fotografo olandese quelle di Fernando Guerra sono caratterizzate da un’atmosfera onirica; l’aria è spesso brumosa oppure il cielo è denso di nubi, le architetture sono riprese al tramonto, o subito dopo l’alba. Sia all’interno degli edifici che all’esterno la luce è generalmente molto morbida, le ombre sono spesso deboli e talvolta del tutto assenti.
Come già osservato, è raro trovare una delle sue fotografie senza presenze umane, ma la maggior parte di esse sono abitate da una sola persona; non sappiamo ovviamente se si tratti di una sorta di alter ego del fotografo o di un passante occasionale. In questo senso, la visione artistica di Guerra si pone a un punto equidistante fra quella di Baan e quella di Binet, e combina magistralmente istintività e attenta preparazione.
Per le sue riprese il fotografo portoghese utilizza fotocamere digitali Canon a pieno formato, solitamente con teleobiettivi da grandangolo a medio. È anche un early adopter  e un appassionato di droni che spesso modifica e personalizza.

Sito ufficiale FG + SG:  http://ultimasreportagens.com/

Fernando Guerra, Shihlien, Alvaro Siza Carlos Castanheira

Fernando Guerra, Shihlien, Alvaro Siza Carlos Castanheira 2

Shihlien Chemical Industrial Park Office, Jiangsu, China – Álvaro Siza, Carlos Castanheira, 2014. © Fernando Guerra / FG+SG.

Fernando Guerra, Cento Alto Rendimento Pocinho, Alvaro Andrade

Centro de Alto Rendimento do Pocinho, Foz Côa,Portugal – Álvaro Fernandes Andrade, 2014.
© Fernando Guerra / FG+SG.

Mora Freshwater Aquarium

Mora River Aquarium, Mora, Portugal – Promontorio Arquitectos, 2015.
© Fernando Guerra / FG+SG.

Fernando Guerra, EPFL, Eclubens, Richter Dahl Rocha

EPFL Quartier Nord student houses, Ecublens, Switzerland – Richter Dahl Rocha & Associés, 2014 © Fernando Guerra / FG+SG.

Fernando Guerra Magnifica ossessione MART Museum 2

La Magnifica Ossessione, MART, Rovereto; 2013 © Fernando Guerra / FG+SG.

Fernando Guerra, Saya Park, Alvaro Siza Carlos Castanheira

Saya Park Art Pavilion, Gyeongsangbuk-do, South Korea – Álvaro Siza, Carlos Castanheira, 2018. © Fernando Guerra / FG+SG.


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