Susan Kare, la designer che fece sorridere l’Apple Macintosh

happy Mac Macintosh startup Susan Kare icons

L’icona del “Mac felice” sullo schermo di un Apple Macintosh 128K.

Praticamente tutti sanno chi sia stato Steve Jobs, molti conoscono Jony Ive, l’uomo dietro il design di molti dei prodotti più iconici di Apple, ma probabilmente pochi hanno sentito parlare di Susan Kare.
Eppure, senza di lei forse oggi la casa di Cupertino non sarebbe quella superpotenza industriale che conosciamo. Susan Kare è infatti la designer che agli inizi degli anni 80, ha creato molta parte dell’interfaccia grafica del primo Macintosh, e che attraverso quel progetto ha totalmente rivoluzionato la grafica digitale. E anche la sua storia professionale, che si affianca al periodo pionieristico della cultura digitale, è una di quelle che meritano di essere raccontate.

Nata ad Ithaca, nello stato di New York, nel 1954, la Kare iniziò la sua carriera come graphic designer “analogica” alla fine degli anni Settanta, dopo la laurea alla scuola d’arte della New York University. Il suo modo di lavorare cambierà però radicalmente quando, nel 1982, inizia ad occuparsi del design grafico di un nuovo prodotto di Apple, chiamato Macintosh, accettando l’invito del suo vecchio amico Andy Hertzfeld, all’epoca ingegnere del software a Cupertino.

L’incarico pone da subito alla Kare un problema: come disegnare gli elementi grafici per uno schermo video suddiviso in qualche migliaio di quadretti bianchi o neri, i pixel, usando carta e matita? Come simularne il risultato finale su un tubo catodico tanto diverso dagli usuali fogli di carta dipinti a mano o stampati ad alta risoluzione in tipografia?
Bisogna ricordare che all’epoca non esistevano programmi di disegno e grafica digitale, i primi sarebbero stati creati proprio per il computer su cui la Kare era stata chiamata a lavorare.
La soluzione della designer newyorkese fu di acquistare un quaderno a quadretti, con i quadretti più piccoli che potesse trovare, e usarlo per simulare la griglia di pixel dello schermo di un computer. In un secondo tempo Apple si attrezzò meglio, e la Kare potè lavorare su uno dei primi prototipi del Macintosh 128k equipaggiato con una versione preliminare del programma MacPaint. Insomma, la grafica per i computer e i computer per la grafica nascevano insieme.
E con loro nascevano anche i primi grafici digitali.

Susan Kare Macintosh icon sketchbook

Il quaderno a quadretti su cui Susan Kare disegnò alcune delle icone del primo sistema operativo del Macintosh. Immagine per gentile concessione di MoMA – The Museum of Modern Art.

Susan Kare Macintosh icons 1

Susan Kare Macintosh icons 2

 Fonte immagini: Susan Kare / Kareprints.com

Per il Macintosh originale Susan Kare creò vari elementi, molti dei quali all’epoca del tutto dirompenti. I primi furono le icone.
Quelle della Kare non furono in assoluto le prime icone viste su un computer, c’erano già state quelle inventate dalla Xerox e poi quelle per l’Apple Lisa, ma le sue avevano un carattere del tutto diverso. Tanto quelle viste sul Lisa erano seriose e “istituzionali”, quanto quelle del nuovo Maintosh erano divertenti e ironiche. Il sistema si piantava irrimedibilmente? Compariva il simbolo di una bomba accesa. Devi salvare un file? Il simbolo di un piccolo dischetto è quello che ti serve.
In generale si trattava di rappresentare sia gesti e operazioni che concetti astratti come “copia questo file” attraverso simboli intuitivi, inequivoci e che potessero essere compresi in tutto il mondo da persone di culture e livelli di istruzione molto diversi tra loro.
Per fare questo, la Kare attinse alle fonti d’ispirazione più svariate. Il simbolo per il tasto command lo copiò da quello che aveva visto in Svezia sui cartelli delle località turistiche (e che rappresenta la pianta del castello di Borgholm, in realtà), quello per dipingere un’area di nero è un minuscolo secchiello di vernice, il disegno di benvenuto di MacPaint è la versione pixelata di una xilografia giapponese di Hashiguchi Goyo che la Kare vide in casa di Steve Jobs, e così via.

Ma l’icona forse più celebre è quella del happy Mac, il computer sorridente che saluta il suo utilizzatore quando i computer è partito e pronto per funzionare. Esisteva pure il suo contraltare, l’unhappy Mac, che appariva quando la macchina si piantava in partenza per qualche genere di problema.

Bomb icon Mac OS 1984 Susan Kare

La celebre “icona della bomba” che appariva durante un crash di sistema del sistema operativo del Mac originale. 

Command key symbol Susan Kare

Il disegno del simbolo del tasto command si dimostò particolarmente difficile perchè non rappresentatva un’azione precisa ma un concetto molto più sottile e privo di un aggancio con la realtà fisica. La Kare risolse il problema riprendendo un simbolo che aveva trovato su un libro e che le ricordava un quadrifoglio, ma che era in realtà quello che, sui cartelli stradali svedesi, indica un’attrazione turistica. Foto sulla destra di  Margaret Shear.

MacPaint interface, Susan Kare 2

A sinistra: Steve Jobs in una vecchia pubblicità di Apple; a destra lo schermo di benvenuto del MacPaiint disegnato dalla Kare e un dettaglio della xilografia Kamisuki (Pettinando i capelli) di Hashiguchi Goyo (1920).

Happy Mac and sad Mac icons Susan Kare

Le icone del “happy Mac” e  del  “unhappy Mac”, l’equivalente delle maschere tatrali della tragedia e della commedia nell’era digitale. 

Ma il lavoro della Kare non si limitò alle icone, comprese anche il disegno dei font, in particolare il celebre Chicago che è stato il carattere sans serif di default nei computer Apple per quasi quindici anni, sviluppando nel contempo anche i caratteri a spaziatura proporzionale – che erano un pallino di Jobs, notoriamente appassionato di calligrafia – molto più leggibili ed eleganti di quelli a spaziatura fissa in voga all’epoca. Anche in questo caso fu necessario disegnare da zero i font su carta quadrettata, cercando di (cope) farsi andar bene i pochi pixel che metteva a disposizione il piccolo schermo monocromatico del Mac 128k.

Chicago typeface Susan Kare

Il carattere Chicago inventato da Susan Kare nel 1984.

Il lavoro di Susan Kare per il Mac ha davvero cambiato il modo di concepire la grafica, e non solo quella digitale; prima di allora la pixel art non esisteva proprio. Anche il suo approccio ludico e disincantato contribuì a trasformare un settore dominato da una grafica noiosa e banalmente utilitaristica nell’universo di immagini digitali che conosciamo oggi.

Dopo Apple, Susan Kare seguì Steve Jobs nel suo progetto Next, per poi lavorare per Microsoft, IBM, Facebook e altri grandi nomi dell’informatica statunitense.
Forse non molti sanno che la grafica dell’ipnotico “solitario”, gioco di carte incluso in molte versioni di Windows allo scopo di allenare gli utenti all’uso del mouse, è opera sua.
Oggi, Susan Kare lavora come designer freelance e ha un atelier in cui realizza e vende stampe fine-art in serie limitata (https://kareprints.com).

Susan Kare at Apple, 1984

Susan Kare alla sua postyazione di lavoro in Apple nel 1984. Foto © Norman Seeff per gentile concessione dello Smithsonian Museum of American History.


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