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Expo Milano 2015 | “Arts & Foods” in Triennale

Place: Milan, Country: Italy
Triennale di Milano - EXPO Milano 2015
Curatore: Germano Celant
Progetto dell'allestimento:
Studio Italo Rota
Progetto grafico:
Irma Boom Office
Testo di Federica Lusiardi, Inexhibit
Photos © Inexhibit, 2015

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Robert Indiana, The Electric Eat, 1964/2007

“Arts & Foods, Rituali dal 1851″, alla Triennale di Milano

La mostra Arts & Foods. Rituali dal 1851, visitabile dal 9 aprile al 1 novembre, rappresenta la prima area aperta al pubblico di EXPO 2015, ed anche l’unica sezione tematica collocata nel centro di Milano. Il tema di Expo “Nutrire il Pianeta, energia per la vita” è  alla base  di questa complessa mostra che, intrecciando diversi piani di lettura, si propone di indagare i molteplici  rapporti fra il cibo, i suoi  rituali, e i diversi linguaggi della creatività, estendendosi lungo un arco temporale di circa 160 anni, dal 1851 – anno della prima Esposizione Universale di Londra – ai nostri giorni.
Allestita in uno dei luoghi simbolo di Milano – gli spazi interni e il giardino del Palazzo dell’Arte,  sede della Triennale di Milano – Arts & Foods si articola su una superficie di 7000 metri quadrati, mostrando la pluralità dei linguaggi – visuali, plastici, oggettuali e ambientali – che dalla metà dell”800 ad oggi hanno incrociato il tema della nutrizione e della convivialità.

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Il giardino del Palazzo dell’Arte, sede della Triennale di Milano. In primo piano:  Paul McCarthy, Daddies Tomato Ketchup Inflatable, 2007.

Il percorso espositivo
La mostra, concepita secondo due diversi approcci – una più evidente lettura cronologica e una tematica, trasversale ai periodi storici – è una narrazione ricca di contenuti che si sviluppa con le ricostruzioni degli ambienti dedicati ai luoghi di distribuzione e di consumo di cibo,  attraverso gli oggetti e gli utensili che permettono i riti della convivialità domestica e pubblica  ma anche con il contributo dell’architettura, dell’arte, della grafica e della letteratura, senza tralasciare l’immaginario creato dal cinema e dalla comunicazione pubblicitaria. Il percorso  è suddiviso in tre parti corrispondenti a tre ambienti del Palazzo dell’Arte.

Dal 1851 al secondo dopoguerra
La prima delle sezioni, allestita a piano terra nella “Curva”, è un itinerario che nasce dall’esposizione di Londra di metà ‘800 e arriva al secondo dopoguerra, presentando i temi del cibo e dell’alimentazione attraverso una grande varietà di interpretazioni: l’arte, dalla pittura figurativa ottocentesca alle avanguardie artistiche dei primi decenni del secolo;  gli oggetti per l’elaborazione e il consumo di cibo – utensili, stoviglie e  ricettari; gli arredi e gli oggetti di arte applicata; gli spazi pubblici della convivialità e della vendita di cibo – caffè e negozi – e gli ambienti domestici, come il soggiorno e la cucina; l’architettura, attraverso i progetti di maestri come Gerrit Rietveld, Le Corbusier e Jean Prouvè.

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La ricostruzione di un Caffè dei primi ‘900.

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L’influenza della Avanguardie artistiche degli anni ’20 e ’30 nella Sala da pranzo di Casa Cimino, di Gerardo Dottori. 

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La ricostruzione dell’ambiente di una macelleria degli anni ’20.

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Una vetrina con opere grafiche e oggetti  di Man Ray e Marcel Duchamp.

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Modelli di cucine americane e manifesti di Lester Beall per “the Rural Electrification Administration”, anni ’30.

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La macchina da caffè Pavoni “Concorso”, disegnata da Bruno Munari e Enzo Mari nel 1956.

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Le Corbusier: la cucina “type 1” progettata per “l’Unité d’habitation” di Marsiglia, 1955.

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Jean Prouvé: “La maison des jours meilleurs” ha una superficie di 57 mq. e fu progettata come unità abitativa d’emergenza, 1956.

Dagli anni ’50 ai ’70.
La seconda parte della mostra, che si snoda attraverso la Galleria Aulenti a piano terra, è un viaggio che racconta l’immaginario legato al cibo e al suo consumo fra il secondo dopoguerra e gli anni 70 del Novecento. Nel percorso emergono tutte le spinte innovative e le contraddizioni di un periodo che  esprime con forza il bisogno di creatività e di rinnovamento delle forme e delle modalità della convivialità, ma contemporaneamente contesta le degenerazioni di questo stesso modello. Da una parte, dall’immediato dopoguerra, la spinta ottimistica verso la modernità si concretizza con l’introduzione di materiali innovativi per la realizzazione di mobili, utensili e contenitori, con i  progetti e le sperimentazioni per un ambiente domestico che si vuole sempre più libero dalle convenzioni del passato, e anche con l’invenzione di nuovi modelli di vendita al dettaglio pensati per il consumo alimentare di massa. D’altra parte però, dalla fine degli anni ’60, c’è anche che contesta  questo modello, e in particolare la sua declinazione più consumistica; una contestazione che si manifesta ad esempio nell’arte, attraverso la rappresentazione “seriale” di Warhol, nella cultura giovanile, attraverso il movimento hippy, e anche attraverso il contributo del cinema più dissacrante di Michelangelo Antonioni, di Stanley Kubrick e Luis Buñuel .

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Distributori automatici della Coca Cola,

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A sinistra: Tom Weisselmann, Still life; a destra: Andy Warhol, Campell’s Soup cans.

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Jean Maneval, Maison Bulle, 1968

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La Roto-living unit del 1969, disegnata da Joe Colombo per la propria abitazione

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Verner Panton, mobili prodotti da Vitra, 1969

Negli spazi del “cubo” al primo piano si sviluppa la sezione contemporanea del percorso, nella quale le opere degli artisti contemporanei danno conto della complessità del  tema del cibo nel nostro tempo. Interpretazioni che mettono in scena  una realtà nella quale  la “questione alimentare” è diventata anche una questione di politica internazionale, e in cui i fenomeni del consumismo, della sovrapproduzione e del cibo globalizzato – teoricamente disponibile a tutte le latitudini – convivono con le istanze di chi sostiene il recupero di una dimensione più locale della produzione e del consumo di cibo.

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Vista dell’allestimento, a sinistra l’Igloo ricoperto di pane di pane azzimo di Mario Merz, 1989.

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A sinistra: Subodh Gupta, Ancestor cupboard, 2012. A destra: Gregory Crewdson, untitled (Sunday roast), 2005

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l’opera olfattiva di Jannis Kounellis, Untitled, 2013.

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Una fotografia di Vanessa Beecroft, VB52, 2003-2007

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Frank O. Gehry, GFT fish, 1985-1986

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Claes Oldenburg e Coosje Van Bruggen: a sinistra, installazione, 1987. A destra: Leaning Fork with Meatball and Spaghetti III, 1994

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Urs Fischer, Bread House(casa di pane) 2004-2006

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Ron Mueck, Woman with shopping, 2013

Arts & Foods. Rituali dal 1851
Triennale di Milano
9 Aprile – 1 Novembre 2015
http://www.triennale.org/en/

All photos © Inexhibit, 2015.



EXPO Milano 2015 – Indice

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