Apple Mac Pro seconda serie (2013), il giorno in cui il computer cambiò faccia

Apple Mac Pro second generation 02

Mac Pro 2, top view; photo courtesy of Apple inc.

Apple Mac Pro seconda serie (2013), il giorno in cui il computer cambiò faccia

Vi siete mai chiesti come mai così tanti personal computer abbiano la forma di una grossa scatola rettangolare? La ragione, oltre ad una certa mancanza di creatività di chi li disegna, è soprattutto tecnica.

Perchè così tanti computer hanno la forma di una scatola rettangolare?

Sin dalla fine degli anni Settanta, un tipico PC è composto da un insieme di componenti piatti e rettangolari: una scheda madre piuttosto grande in cui sono inserite verticalmente una serie di schede più piccole, a loro volta piatte e rettangolari – schede video, schede con vari tipi di porte di comunicazione, schede audio, e così via -, più una serie di altre scatole di varia dimensione, come unità disco ed alimentatori.

La forma più ovvia per un contenitore in cui tutta ‘sta roba debba entrare è ovviamente quella di una scatola rettangolare. In più, tale scatola deve essere abbastanza grande da contenere tutte le parti sopramenzionate e lasciare ancora un po’ di spazio per ventilare e raffreddare la macchina. Non è quindi un caso che la parola inglese case venga dal latino capsa che indica una … cassa (solitamente lignea); e se guardiamo, ad esempio, al buon vecchio Apple I, capiamo perché tale termine fosse stato scelto a ragion veduta, a suo tempo.

Apple I computer

Un Apple I (1976) con il suo contenitore in legno; foto: Ed Uthman

Trying something different: the Power Mac G4 Cube

Però, nessuna regola dice che un computer non possa avere una qualunque forma diversa da quella di un parallelepipedo, a patto di avere un qualche tipo di controllo su forma e dimensioni dei componenti hardware.
Inoltre, una scatola non è di sicuro la forma migliore per quanto riguarda la ventilazione, dato che non facilita il flusso per convenzione all’interno del contenitore; è per questo che la maggior parte dei PC necessita di una o più ventole di raffreddamento.

Apple provò infatti alcuni design innovativi nei tardi anni ’90, come il Power Mac G4 Cube che era ancora un parallelepipedo, ma privo di ventole, piccolo e cubico. La macchina fu però un insuccesso commerciale, soprattutto a causa del suo prezzo elevato, di problemi con il suo involucro in plexiglass, ed una mancanza di espandibilità (una caratteristica che molti utenti consideravano decisamente importante, al tempo)

Ciò nonostante, il concetto alla base del Cube (in parte derivato da quello del NeXTcube di Jobs) era davvero nuovo e coraggioso: creare un computer professionale che non assomigliasse ad un tipico PC e che, allo stesso tempo, fosse un progetto più semplice e razionale, soprattutto se comparato alle enormi stazioni grafiche full-tower in voga all’epoca.

Apple avrebbe resuscitato quel concetto 13 anni più tardi, con la seconda generazione del Mac Pro.

Apple Power Mac G4 Cube 2

Una pubblicità dei nuovi prodotti di Apple per l’anno, tra loro vi è anche il Power Mac G4 Cube; immagine: Apple Inc.

NeXTcube

La workstation NeXTcube (1988)

Il design del Mac Pro 2

Disegnato da un team guidato da Matt Casebolt (ora alla Tesla Motor), il Mac Pro 2 eredita infatti molti elementi dal Power Mac Cube, ma li porta ad un livello mai visto prima.
Tutta la componentistica della macchina è compattata dentro un contenitore cilindrico, di 16,7 cm di diametro e 25,1 di altezza, dal peso di 5 chili.
Confrontato con la serie precedente, il Mac Pro 2, la cui forma ricorda vagamente quella di un cestello per bottiglie di vino, è incredibilmente piccolo (circa un ottavo in volume) e totalmente differente nell’aspetto.

Mac Pro first and second generation size comparison

Un confronto tra la prima (2006) e la seconda (2013) generazione del Mac Pro

Il computer è costruito intorno ad un nucleo centrale di forma triangolare che è in effetti un dissipatore di calore in alluminio equipaggiato di una ventola che crea un flusso continuo di aria che entra dal basso e viene espulsa dalla cima del contenitore. Tutte le parti elettroniche sono disposte intorno a questo nucleo e racchiuse da un cilindro in alluminio lucido.

Questo disegno atipico è stato reso possibile da una riprogettazione sostanziale delle componenti hardware del computer, nel quale una serie di piccole schede elettroniche sono disposte in una configurazione a prisma triangolare. La macchina non ha né un disco fisso magnetico, rimpiazzato da una unità disco flash, né una unità disco ottica.
In generale, l’hardware del computer non è particolarmente anticonvenzionale; la macchina è basata su una classica architettura intel, sebbene con la consueta personalizzazione proprietaria di stampo Apple.

Apple Mac Pro second generation 03

Apple Mac Pro 2, vista dell’esterno e vista in stile “raggi X” che mostra come l’elettronica riempia l’interno del contenitore cilindrico; immagini: Apple Inc. / Inexhibit

Cray 2

Un remoto progenitore? Il supercomputer Cray-2 (1985)

Mac Pro second generation patent scheme

Un’immagine dal brevetto di Apple per gli Stati Uniti che illustra le diverse parti che costituiscono il Mac Pro

Apple Mac Pro second generation 01

Fonte immagini: Apple Inc.

 

Apple Mac Pro second generation heat sink

Apple Mac Pro second generation teardown

Vista del dissipatore centrale di calore di forma triangolare e di un Mac Pro disassemblato; foto: iFixit (https://www.ifixit.com)

Il processo di fabbricazione

Il Mac Pro 2 viene prodotto in una fabbrica ad alta automazione in Texas. L’interessante processo costruttivo del computer è ben documentato in un video prodotto da Apple che mostra come, a partire da un pezzo cilindrico di alluminio, una precisa sequenza di operazioni porti all’oggetto finito. Vediamole in dettaglio: (tutte le immagini fornite da Apple Inc.).

1 -un lingotto cilindrico di alluminio è posizionato nel vano di una pressa idraulica per una fase di stampaggio a pressione

Apple Mac Pro manufacturing 01

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2- il pezzo formato è rimosso dalla pressa e passa per una seconda fase dove, per estrusione, acquisisce approssimativamente la sua forma e dimensione finali

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3 – una fresa a controllo numerico rifinisce la superficie esterna del cilindro che formerà il case

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4 – attraverso un processo automatizzato, la superficie viene lucidata a specchio e poi anodizzata

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5 – nel frattempo, la superficie del nucleo triangolare in alluminio estruso è rifinito da un sistema robotizzato di sabbiatura a pressione

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6 – il computer viene completato con tutte le componenti elettroniche su una linea di montaggio manuale

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Il Mac Pro non è un computer per tutti. Si tratta di una macchina potente (e costosa) indirizzata a professionisti in campi creativi come la progettazione grafica, il montaggio video e la modellazione tridimensionale. Di conseguenza il suo design, in modo non dissimile da quanto Apple fece con l’iPhone, è quello di un oggetto in qualche modo “esclusivo”; il che aiuta a spiegare la sua forma atipica, chiaramente pensata per essere iconica, e l’uso di materiali e processi di realizzazione di alta gamma.

Design anticipatore o strada senza uscita?

Benché mi appaia un po’ sovra-ingegnerizzato, il Mac Pro di seconda generazione è stato un tentativo assai interessante e piuttosto visionario di innovare le forme del classico computer da tavolo ed, in qualche modo, anche il suo concetto.

Le dimensioni contano?
D’altro canto, pare che la corsa a creare computer, e prodotti elettronici più in generale “più piccoli possibile” si sia un po’ fermata. Non so esattamente perché, ma il mio sospetto è che anche fattori psicologici vi giochino un ruolo; se qualcuno spende 3.000 euro per un computer da tavolo di fascia alta, è possibile che non voglia che sia in fondo troppo piccolo. Siamo tutti in fondo abituati al fatto che le versioni grandi costino più di quelle piccole (si pensi agli smartphone o alle automobili, per esempio). In tal senso, la convinzione di Steve Jobs che la gente avrebbe comprato il G4 Cube perché era piccolo si è dimostrata errata. Certo, il Mac Mini è ancora più minuscolo, è però anche il Mac più economico  che si possa comprare; non una coincidenza, forse.

Il Mac Pro 2 rappresenterà un cambiamento reale o si dimostrerà un tentativo fallito? Si tratta di una domanda a cui non è facile rispondere. Le persone sono in genere assuefatte ad un design dei computer da tavolo assai tradizionale e spesso non reagiscono positivamente di fronte a quelli innovativi. In più, sebbene meno di un tempo, l’espandibilità è ancora vista come un elemento positivo. Questo forse spiega perché un concetto obsoleto come quello di PC racchiusi in grandi scatole rettangolari sia ancora vivo e vegeto. E’ un dato di fatto che la maggior parte degli utenti Mac non ami molto il Mac Pro 2 (che è stato popolarmente soprannominato “Mac pattumiera”).

Però, il pubblico non sembra avere lo stesso approccio conservatore nei confronti di tablet e smartphone. La stessa Apple ha dimostrato che design alternativi per computer da tavolo sono possibili epossono avere successo commerciale, come nel caso delle varie generazioni di iMac, o in quello del Mac Mini.

La mia opinione personale è che il futuro di progetti innovativi come quello del Mac Pro dipenda molto da quello dei computer da scrivania in genere. L’estinzione dei PC da tavolo – di volta in volta rimpiazzati dai notebook, dai tablet, e dai minicomputer basati sul cloud – è stata prematuramente annunciata molte volte negli ultimi anni. Se, tra vent’anni, i computer desktop saranno ancora tra noi, e sarei pronto a scommettere che sarà così, allora ci può essere (e forse ci deve essere) spazio per innovare le loro forme al di là di ciò cui siamo abituati oggi.

Approfondimenti
Un interessante articolo sullo “smontaggio” di unMac Pro 2 si trova a
https://www.ifixit.com/Teardown/Mac+Pro+Late+2013+Teardown/20778
Per una descrizione dettagliata del processo di fabbricazione del Mac Pro 2si veda http://atomicdelights.com/blog/how-apple-makes-the-mac-pro
specifiche tecniche ed il video citato nell’articolo si trovano a: http://www.apple.com/mac-pro/video/

Mac Pro advertisement

A Mac Pro second generation advertisement. I guess it remembers you something, if you are passionate about cinema like me…


Il design del computer: i progetti di PC più innovativi degli ultimi 50 anni

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