Museum and exhibition projects

Ettore Guatelli Museum – Parma

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Place: Ozzano Taro (Parma), Country: Italy
Museo Ettore Guatelli
Via Nazionale, 130
Ozzano Taro Collecchio (PR
http://www.museoguatelli.it/
Text by Federica Lusiardi, Inexhibit
Photos by Riccardo Bianchini, Inexhibit
Thanks to Fondazione Museo Ettore Guatelli

Museo Guatelli 1

“The beauty of the everyday life events we have always neglected and their inner value that we have not recognized, they were disclosed to us by a simple man from the Parma’s countryside. His name is Ettore Guatelli.”
Werner Herzog – film director

The Guatelli Museum
For people believing that a museum’s mission is something different from the simple act of preserving and storing findings and that a museum should be able to involve its visitors in an unique and fascinating experience, such kind of magic could be found in the Guatelli Museum of Ozzano Taro, near the northern Italian city of Parma.

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By entering the museum, you probably will feel literally overwhelmed by objects. Over 60,000 items fill every single inch of any available surface: ceilings, beams, walls, door recesses, window shutters, stairway steps and landings. Perfectly aligned on shelves or accurately fixed to walls and ceilings, those objects create arabesques, waves, concentric circles and lines running after one another, following the ideas that guided Ettore Guatelli when building up this stunning narration.
The overall effect is that of a “cathedral for objects” made of humble things. Tools such as nails, hoes, pincers, hammers, shoe forms, wheels and shovels or household goods like mugs, clocks, glass vases, typewriters or tin cans, they are all displayed in dozens.

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The objects have completely hidden the building original interiors, multi-colour towers made of cans, clusters of clocks and bunches of mugs produce the effect of an accessible art installation, even more powerful in the smaller rooms of Guatelli’s home. No objects are exposed in only one specimen but rather in a hundred models, recalling the rocaille ornaments of a 16th century grotto. But here, instead of shells, plaster stalactites or precious incrustations of nacre and gems, such ornaments are made of the humble objects that Guatelli collected throughout his life: disused things that so regain their dignity, used as letters to build up an alphabet suitable for narrating our everyday life.

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Ettore Guatelli
Ettore Guatelli was born in 1921 to a peasant family in Ozzano Taro, a small village near Parma.
Despite the humble conditions of his family ans a sickly health, Ettore received an higher education and became a school teacher. Afterwards Guatelli began collecting objects so to use them for his school lessons. A large amount of various things soon invaded his home’s rooms, where also other members of his family were living; this way the clocks’ room, the pottery landing and the glasses’ room, which once was the Ettore aunt’s bedroom, originated.

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“Thanks God, a man collected the rural culture objects and created the largest, the most important, the most interesting and, in my opinion, the most touching of all collections. This man was Ettore Guatelli that, throughout his entire life, has gathered pieces related to agricultural society as well as to peasants’ everyday life and collected them with an EXCEPTIONAL open-mindedness without preferring one object to another, and established a museum near Collecchio, in Ozzano Taro.”
Federico Zeri art critic

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“La bellezza degli aspetti della vita quotidiana che noi abbiamo ignorato ed il loro valore che noi non abbiamo riconosciuto, ce li ha mostrati un semplice uomo di campagna nelle vicinanze di Parma. Il suo nome è Ettore Guatelli“
Werner Herzog – regista

Il Museo Guatelli
Se concordiamo con l’idea che lo scopo di un museo debba essere qualcos’altro rispetto al conservare e al contenere, e che un museo debba essere capace di accompagnare il visitatore attraverso  un esperienza unica e coinvolgente, questa magia – al tempo stesso semplice e difficilissima – si trova nel museo Guatelli di Ozzano Taro .

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Entrando, la sensazione più forte che coglie il visitatore è quella di essere travolti, sopraffatti dalle cose. Migliaia di oggetti – circa 60.000-  occupano ogni centimetro quadrato delle superfici disponibili: soffitti, travi, falde di tetto, pareti, sguinci di porte e finestre, ante di legno, pianerottoli e sottoscala.  Perfettamente allineate su mensole e mobili oppure disposte su pareti e soffitti le cose disegnano arabeschi, onde, cerchi concentrici e linee che si rincorrono, seguendo i pensieri e la visione di Ettore Guatelli che ha immaginato e costruito questo incredibile racconto.
L’effetto globale è quello di una cattedrale delle cose: le migliaia di oggetti “ovvi”, come li definiva lo stesso Guatelli – siano essi attrezzi del lavoro: chiodi e zappe, pinze e martelli, forme per le scarpe, ruote e pale, oppure cose domestiche: barattoli e tazze, orologi e vasi di vetro, macchine per scrivere o contenitori in latta – sono disposti in centinaia di esemplari.

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Gli oggetti – l’effetto è particolarmente potente soprattutto negli spazi più contenuti della casa dove Guatelli ha abitato – hanno preso il posto della struttura edilizia: la piccola scala congiunge muri di vasi in vetro a torri di scatole multicolori, sequenze di orologi a grappoli di tazze, come in una gigantesca installazione percorribile.
Non ci sono oggetti unici, le cose non sono esposte ma disposte in centinaia di esemplari ripetuti; come in certe decorazioni  che ricoprivano l’interno delle grotte delle dimore suburbane a metà del ’500, solo che qui, al posto delle concrezioni rocciose e delle conchiglie, delle madreperle e degli stucchi preziosi ci sono gli oggetti che Ettore Guatelli ha raccolto in una vita:  cose scartate e rifiutate a cui è stata  restituita dignità, oggetti che costituiscono l’ alfabeto, concreto e tangibile, della narrazione del quotidiano.

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Ettore Guatelli
Nel podere Bella Foglia di Ozzano Taro, nel 1921 Ettore Guatelli nasce in un famiglia di contadini. Nonostante le condizioni economiche poco agiate e a causa della salute cagionevole Ettore studia e diventa maestro elementare. La raccolta degli oggetti inizia e Guatelli li utilizza anche durante le lezioni a scuola. Ben presto le cose cominciano ad invadere anche le stanze della casa, abitate dai diversi componenti della famiglia, nascono in questo modo la stanza del vetro, prima occupata dalla zia, quella degli orologi e il ballatoio delle ceramiche.

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“Per fortuna c’è stato qualcuno che ha raccolto gli oggetti della cultura contadina, e ha istituito delle raccolte la principale direi la raccolta maggiore, la più importante, la più bella, la più interessante e direi anche la più commovente, è quella fatta da Ettore Guatelli, che per tutta la vita ha raccolto gli oggetti della cultura contadina e della vita quotidiana dei contadini, e li ha raccolti con una apertura mentale ECCEZIONALE, senza privilegiare questo o quell’oggetto, e ha messo su un museo vicino a Collecchio, a Ozzano Taro”

Federico Zeri, critico d’arte

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